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"La mafia uccide, il silenzio pure."

La rotta dei poeti

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Fin da quando e' iniziato il progetto Riace, Casa Memoria sempre a fianco di Mimmo Lucano

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Nel giorno della prima udienza a Locri non è stata revocata la misura cautelare che impedisce a Mimmo Lucano di avvicinarsi a Riace.  Apprendiamo purtroppo che continuerà l’esilio dal suo amato paese per Mimmo Lucano, ex Sindaco di Riace e fondatore di un modello di accoglienza riconosciuto in tutto il mondo.

La Cassazione, che aveva poco tempo fa annullato il provvedimento, smontando la maggior parte delle accuse, è stata ignorata.

Il modello degli SPRAR diffusi creato da Mimmo Lucano, aveva anche prodotto un’economia alternativa al di fuori delle logiche mafiose, aveva avviato un processo di ripopolazione di un paese ormai abbandonato da tempo, attuato un sistema di gestione dei rifiuti e delle acque autonomi e fuori da speculazioni ed inventato un sistema di bonus e baratto che superava il problema dei ritardi nei finanziamenti. Il modello, infatti, non era virtuoso solo come modello di accoglienza dei richiedenti asilo, ma anche come esperimento complessivo di una nuova società autogestita e dal basso e probabilmente anche per questo ha dato fastidio. 

Mimmo Lucano dopo l’udienza ha affermato: "Non saprei vivere lontano dall'impegno sociale e politico, ma non necessariamente occupando dei ruoli. L'esperienza di Riace è nata molto prima che diventassi sindaco e così può ripartire".

Con Mimmo ci unisce un legame forte, costruito in tanti anni, quando ancora il modello Riace non era conosciuto come oggi e quando i riflettori non erano puntati su di lui come negli ultimi tempi.

Come Casa Memoria Impastato, siamo vicini a Lucano e gli diamo la nostra solidarietà. Così come lo abbiamo sostenuto dall’inizio, quando ancora eravamo pochissimi ad esserci accorti dell’importanza del progetto Riace, continuiamo ancora oggi ad essergli accanto in questo percorso e a dargli il nostro sostegno nel nome degli ideali di Peppino.

La prima volta che invitammo Mimmo Lucano a Cinisi era il 10 ottobre 2009. L’iniziativa presso l’Aula Consiliare “Peppino Impastato” nel Palazzo Comunale si intitolava “Io non respingo! La lotta in difesa dei diritti dei migranti e contro il pacchetto sicurezza e i modelli di integrazione”, un incontro a cui partecipò anche Aboubakar Soumahoro, responsabile Nazionale Immigrazione RdB-CUB. Scrivevamo allora: “Parleremo con loro sia dei contenuti disumani e criminali del pacchetto sicurezza, dei respingimenti e delle sue vittime, in mare o nei campi di concentramento e prigioni libiche, che della speranza nutrita da politiche di integrazione dal basso come quella sperimentata a Riace, dove gli extracomunitari vengono accolti nelle case lasciate vuote dagli emigrati calabresi e coinvolti in progetti di recupero delle antiche tradizioni locali in fusione con quelle di origine. Dall’estate di quest’anno abbiamo deciso di intrecciare la nostra esperienza di lotta contro la mafia con le attività di questo piccolo comune della provincia di Reggio Calabria, che tenta il recupero del territorio e il contrasto della criminalità organizzata con la multiculturalità.”

Mimmo è poi tornato il 9 maggio 2011 nell’incontro “La strage infinita. Guerre, dittature, razzismo nel XXI secolo. Migranti tra emergenza ed integrazione”.

Quest’anno abbiamo riavuto Mimmo con noi a Cinisi durante le iniziative del 41° anniversario e Casa Memoria  Impastato gli ha anche assegnato il Premio Musica e Cultura per il suo impegno nel sociale. Per noi è stata una grande emozione assegnare questo premio che da qualche anno a questa parte è diventato un simbolo del riscatto sociale e dell’impegno civile. Ci auguriamo che il premio Musica e cultura sia un ulteriore sostegno a Mimmo e che possa contribuire affinché il progetto Riace non venga cancellato.

Nella foto la premiazione di Mimmo Lucano e Maurizio Capone

Evelin Costa

Casa Memoria

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