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"La mafia uccide, il silenzio pure."

La rotta dei poeti

    • Un passo che non trema

      La Rotta dei Poeti racconta la storia di Movimento Tellurico, un’associazione in cammino per la...

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9 Maggio 1978 - Le verita' negate

copertinatagliata.jpegTra le varie attività di questo 9 maggio 2015, una delle iniziative più toccanti e sentite, è stata la presentazone del fotolibro "9 maggio1978 - le verità negate" a firma delle Associazioni Casa Memoria, Compagni di Peppino e Centro Documentazione.

Ha introdotto Giovanni Impastato il quale ha dato merito ai compagni di Peppino ricordandone la loro forza e determinazione con cui si sono messi in gioco, sostituendosi sin da subito agli inquirenti nella prima ricerca e racccolta di prove ed indizi: dalle pietre insanguinate alla stoffa dove era avvolto il tritolo ai brandelli di Peppino sparsi per un ampio raggio.

Ha anche accennato al casolare dove fu assassinato Peppino: impossibile accedervi malgrado Crocetta lo scorso anno aveva fatto un decreto di acquisizione.

Ha preso poi la parola Paolo Chirco, curatore del volume e autore delle foto, raccontando un po' la genesi del fotolibro il quale è impreziosito dal vissuto emozionale di alcuni di quei compagni e compagne che hanno vissuto quel momento tra l'8 ed il 9 maggio del '78. Ha ricordato la ferma decisione di esserci, continuare a raccontare questa storia attraverso le fotografie, anche nei momenti più critici. Ha ricordato l'emozione ed anache la paura, il non riuscire a mettere a fuoco alcune immagini per l'impossibilità ad essere freddi e distaccati.

A nome dell'associazione compagni di Peppino, ha chiuso la presentazione Marcella Stagno, la quale, parlando anche a nome personale, ha ribadito come questa pubblicazione è la prima che vede diversi compagni coautori, senza nessun autore che si sostituisca nel racconto dei fatti e delle emozioni, ai compagni che hanno vissuto direttamente questa storia.

presentazione

E' stata questa una scelta che ha voluto evidenziare e dar voce a chi non si è mai espresso in pubblico e che nessuno ha mai cercato. Compagni che hanno continuato e continuano a contribuire con il loro impegno quotidiano, a mantenere vivo il ricordo di un'esperienza culturale e di lotta che ha cambiato le loro vite.

Questo appare chiaro sin da subito a chi sfoglia il volume: diversi i contributi dei compagni che hanno accettato di raccontare la loro esperienza ed il loro vissuto. Leggendo i vari testi ne viene fuori un racconto molto breve dei fatti (ma che tira dentro anche Andreotti, Moro, le BR, la scelta nucleare del tempo .... tracciando uno spaccato storico, politico e culturale dell'epoca) ma quello su cui tutti si soffermano è stata quella lacerazione emozionale che è avvenuta dentro, ripescando quelle emozioni che nessuno mai potrà più dimenticare e che ancora sono vive e bruciano dentro: il momento dell'assassinio di Peppino così come si è ripercorso dentro le proprie individualità. Momento che ha interrotto una storia, un percorso, per aprirne un altro e mettendo compagni e compagne difronte ad una scelta chiara: da quale parte stare. Perchè da quel momento cominciava una storia nuova.

Nel volume sono inseriti anche due stralci presi a prestito da due libri del Centro Impastato e contestuali al tema trattato e che a loro volta ci ricordano chi non c'è più: mamma Felicia e Vito lo Duca. Entra nel fotolibro anche il processo Impastato con uno stralcio dall'interrogatorio di Liborio sul ritrovamento (e la sparizione) delle pietre insanguinate, sul poco chiaro ritrovamento delle chiavi e del recupero del resto del corpo.

Ben altra emozionalità vien fuori dalle foto: quelle fatte la mattina del 9 maggio sul luogo dell'assassinio (con una prefazione di Salvo Palazzolo di Repubblica), le foto del funerale di Peppino e del corteo successivo.Foto quasi tutte inedite e che per la prima volta vengono pubblicate e che sono il primo passo per una serie futura dove narrare visivamente la storia del Circolo "Musica e Cultura".

Hanno poi preso la parola alcuni dei compagni presenti in sala i quali hanno ribadito il concetto caro ai tempi del Circolo Musica e Cultura dove le decisioni erano prese insieme e nessuno si incaricava di parlare a nome dei compagni. E' anche emersa la rabbia per una legge che prescrive il reato di depistaggio, cosa che ha fatto sì che Subranni finisse la sua carriera indisturbato diventando generale.

Il libro, con una presentazione di Luisa Impastato ed una prefazione di Umberto Santino ed Anna Puglisi, è disponibile presso Casa Memoria.

 

Qui un breve estratto sfogliabile  http://issuu.com/paolochirco/docs/9maggio1978

 

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