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9 MAGGIO 2020 ONLINE – “Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo”

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Il 9 Maggio 2020 noi lo faremo, sarà diverso, sarà on line, ma ci sarà. Sono trascorsi 42 anni dall’uccisione per mano mafiosa di Peppino Impastato e da allora mai si è smesso di ricordare lui e la sua lotta contro mafia ed oppressione, per la giustizia sociale e la libertà. 

L’emergenza causata dal Covid-19 non ci dà la possibilità di realizzare un corteo ed altre iniziative pubbliche. Vorremmo riabbracciare le migliaia di persone che ogni anno giungono a Cinisi da tutta l’Italia, ma in questo momento la priorità è mantenere un comportamento che non crei rischi di contagio. Abbiamo deciso che ricorderemo Peppino #distantimauniti, con un 9 Maggio online.

Il nostro pensiero e la nostra vicinanza anche quel giorno sarà con le vittime di questa pandemia, con quelle di guerre e povertà, con il personale sanitario che cura i malati, con volontari e attivisti che aiutano le fasce più deboli della popolazione. Siamo vicini ad insegnanti e studenti che garantiscono un futuro migliore e la crescita culturale, che è un’arma fondamentale anche contro le logiche mafiose.

Avevamo già quasi pronto un Programma nato da un lavoro assembleare, con dibattiti su temi quali: libertà di informazione, mutualismo, antimafia sociale, antifascismo, antirazzismo, decreti  sicurezza, scuole. Avevamo già pronte mostre, presentazioni di libri, un campeggio, rappresentazioni teatrali e concerti, avevamo tre premi in via di organizzazione, il Premio Musica e Cultura, il concorso fotografico Guido Orlando ed il concorso per studenti “A scuola di antimafia”. Avevamo la conferma della presenza dei Nomadi e la mostra di Augusto Daolio. Questo era ciò che stavamo organizzando.

Ecco cosa sarà il 9 MAGGIO 2020 ONLINE:

A partire dalla mattina del 9 Maggio, per tutta la giornata, sulla pagina Facebook di Radio 100 Passi, a cui sarà collegata la pagina fb di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e le pagine ed i profili delle realtà promotrici, saranno trasmessi video-contributi con messaggi, riflessioni e varie testimonianze di alcuni tra i tantissimi con cui in questi anni abbiamo condiviso memoria e impegno. Tra parole, poesia, musica e teatro, daremo vita ad un coro fatto di tante voci che vogliono rompere il silenzio e dar voce a chi non ne ha.

Dalle 16.30 in poi un corteo virtuale richiamerà quello che ogni anno partendo da quella che fu la sede di Radio Aut a Terrasini, raggiunge Casa Memoria Impastato a Cinisi. Interverranno poi coloro che in questi anni hanno mantenuto viva la memoria e le idee di Peppino Impastato.

Partecipate tutti seguendo il 9 Maggio online interagendo con noi con i vostri commenti durante la giornata. Vi invitiamo anche a mettere come foto dei vostri profili social una vostra foto con una frase di Peppino Impastato, con una sua foto, o con la frase che per noi significa il non arrendersi mai: “Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo”.

Le realtà promotrici: Ass.ne Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, Centro Impastato – No mafia Memorial, Ass.ne Peppino Impastato, Rete 100 Passi, Cooperativa Libera-Mente Onlus, Fuori Mercato autogestione in movimento, Contadinazioni, Ass.ne fotografica Asadin, Ass.ne Radio Aut, Navarra Editore, Lab 90045, Associazione Musica e Cultura, Movimento studentesco dei Picciotti, Movimento studentesco dei PUMA, A Sud.

Foto Paolo Chirco 9 Maggio 1979

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Ciao Luis Sepu’lveda

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“Un vero ribelle conosce la paura ma sa vincerla.” L.S.

E’ triste oggi salutare lo scrittore, ma anche giornalista, regista, esule politico, attivista, ecologista, viaggiatore, poeta Luis Sepúlveda.

Sepúlveda, nato in Cile nel ’49, è cresciuto in una famiglia di anarchici, ancora adolescente di iscrisse alla Gioventù Comunista e poco dopo cominciò la sua attività di giornalista anche in radio. In Bolivia militò nell’Esercito di Liberazione Nazionale fondato da Che Guevara. Poi preso il diploma di regista teatrale continuò a scrivere racconti ed a realizzare lavori teatrali. Fece anche parte del Partito Socialista e della guardia personale del presidente cileno Salvador Allende. Dopo il colpo di Stato militare di Pinochet, fu arrestato per molti mesi, poi scarcerato e successivamente incarcerato per il suo impegno teatrale ispirato alle sue idee politiche. Passò in totale due anni e mezzo in carcere.

Nel ‘77 lasciò il Cile e viaggiò in Sudamerica, trascorse sette mesi con gli con gli indios (nativi americani), nel 1978 si unì alle Brigate Internazionali Simon Bolivar in Nicaragua. Riprese poi il suo lavoro di giornalista e si trasferì in Europa prima ad Amburgo, poi in Francia. Dall’82 ha lavorato con l’organizzazione ecologista Greenpeace facendo anche parte dell’equipaggio di una delle loro navi, dal 1996 ha vissuto in Spagna dove è morto oggi a causa del covid-19.

Il suo primo romanzo è “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, successivamente ha pubblicato molti altri romanzi, racconti e libri di viaggio, uno dei suoi libri più amati è la “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.

Un uomo che ha vissuto una vita intensa ed avventurosa, ispirata da grandi ideali; le sue esperienze sono entrate nei sui libri, la sua scrittura lieve e scorrevole ha dato voce a chi non ne aveva ed ha ispirato passioni, ideali, sogni e sentimenti. Ciao Luis.

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Il pacifista Turi Vaccaro oggi libero

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Apprendiamo con gioia la notizia della scarcerazione del pacifista Turi Vaccaro; dopo 21 mesi di reclusione oggi pomeriggio Turi uscirà dal Pagliarelli di Palermo per fine pena anticipata. Era stato incarcerato per un’azione di protesta contro il Muos a Niscemi, l’accusa era di averlo danneggiato con un martello. Finora Turi non aveva fatto richiesta per uscire anticipatamente dal carcere, ma ha intrapreso alcuni scioperi della fame; ha avuto il sostegno di tanti, a partire dal Movimento No Muos. Turi Vaccaro ha 67 anni, nato in Sicilia, emigrato a Torino, ha dedicato la vita contro la guerra in azioni di disobbedienza civile e lotta non violenta.

In questa occasione ed in un momento di pandemia che colpisce tutti (principalmente le fasce più deboli della popolazione) e che mostra la fragilità dell’essere umano, ancor di più ci domandiamo se sia davvero utile uno strumento come il Muos e soprattutto vogliamo ritornare a riflettere su quali debbano essere le priorità per costruire una società che sia veramente a misura umana, che metta al centro il rispetto della natura, dell’ambiente, della salute e della vita.

Come Casa Memoria nel 2018 abbiamo promosso insieme all’ ass.ne Peppino Impastato, FuoriMercato, Contadinazioni, No Muos, Associazione Radio Aut, Centro Studi Giuseppe Impastato, Rete 100 Passi, Ass.ne Asadin, Cooperativa Libera-mente Cinisi, l’incontro intitolato “Disobbedire non è reato”, che aprì una riflessione comune contro ogni forma di repressione verso chi si impegna dal basso per la libertà, per la solidarietà, per la creazione di spazi di cooperazione sociale ed esperimenti economici e politici a misura umana e alternativi al sistema dominante. In quella occasione furono raccontate le esperienze di Rimaflow a Trezzano su Naviglio, di Mimmo Lucano a Riace ed anche di Turi Vaccaro. Il Movimento No Muos curò la proiezione di un video sull’esperienza No Muos per presentare la Campagna per Turi Vaccaro. Pubblicammo poi il contributo di Giovanni Impastato sul tema. 

La libertà di Turi è una bella notizia in giorni difficili e sofferti a causa dell’emergenza del Covid 19.

foto da internet

 

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Tanto Vale – Immagini e parole di Valentina Di Mercurio. “Lunga e’ la notte”

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Valentina Di Mercurio per la rubrica Tanto Vale ha illustrato una delle più belle poesie di PEPPINO IMPASTATO, Lunga è la notte ( pubblicata in “Giuseppe Impastato. Lunga è la notte. Poesie, scritti, documenti”, a cura di Umberto Santino, Palermo 2002).

 

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce,

né il canto del gallo

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte,

senza tempo,

infinita.

 

Valentina Di Mercurio è una volontaria di Casa Memoria, è di Terrasini (PA), appena maggiorenne frequenta l’ultimo anno del Liceo artistico a Palermo. Il modo che preferisce per esprimersi è l’arte visiva. Usando colori e pennelli ed anche la tecnologia, realizza Digital Sketch dove racconta e si racconta, questa è la sua rubrica Tanto Vale in cui racconta con immagini e parole il suo mondo che si intreccia con la storia di Casa Memoria. 

 

Volevamo comunicarvi che la pagina fb di Casa Memoria al momento per un problema con la piattaforma è sospesa per 30 giorni, seguite il sito casamemoria.it e la pagina instagram Casa Memoria Impastato Cinisi per avere i nostri aggiornamenti.

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#distantimauniti – COSA RESTERA’… COSA STIAMO IMPARANDO? di Antonio Fanelli, Giulianova (TERAMO)

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Oggi pubblichiamo il contributo che ci è arrivato da Giulianova (Teramo) dal nostro amico Antonio Fanelli.

Abbiamo deciso di dare voce agli amici di Casa Memoria Impastato che si trovano in tutta Italia, riteniamo importante riportare le testimonianze dai territori e sviluppare una riflessione comune sul terribile fenomeno del covid-19 che sta colpendo tutti. Non possiamo incontrarci di persona, accorciamo quindi le distanze per essere #distantimauniti. Cari amici scriveteci pure da tutta Italia, faremo il possibile per pubblicare i vostri contributi.

Non rappresentando il nostro sito una testata giornalistica, gli autori si assumono la responsabilità di quanto scritto, quelle riportate sono principalmente opinioni e non informazioni giornalistiche, se dovessero esserci imprecisioni o altro, se contattati siamo disponibili, avvisando gli autori, a rimuovere i contenuti o apportare le doverose rettifiche o modifiche.

#restiamoacasa e #restiamoumani alimentando i nostri ideali ed i nostri valori.

Ecco il contributo di Antonio Fanelli, per molti anni nostro referente a Taranto, adesso trasferitosi a Giulianova (Teramo) con la sua compagnia teatrale MAMA DUNIA – CENTRO SPERIMENTAZIONE TEATRALE, Associazione di Promozione Artistica & Culturale Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato – Puglia/Abruzzo, Redazione Pugliese/Abruzzese RADIO 100 PASSI, Casa Editrice MAMA DUNIA Edizioni, autore de “Il Visionario”, rappresentato nel Maggio 2019 a Cinisi.

COSA RESTERÀ… COSA STIAMO IMPARANDO?

di Antonio Fanelli

In questi giorni di clausura forzata capita sempre più spesso di farsi due domande su tutto.

Cosa resterà e cosa stiamo imparando da questa esperienza assolutamente nuova?

Cosa stiamo imparando è facile capirlo leggendo i vari post sui social.

Stiamo imparando che l’egoismo non è una prerogativa del consumismo.

Stiamo imparando che i collaborazionisti tristemente in azione nella seconda guerra mondiale esistono ancora, solo che ai tempi del covid19 si chiamano BACCHETTATORI.

Per carità, non voglio dire che quelli che stanno per strada malgrado i divieti facciano bene, io stesso sono in casa, però mi sembra stranissimo che tutti abbiano una finestra o un balcone che affaccia direttamente sulla piazza principale delle varie città, paesi, borghi, villaggi. Possibile che tanta gente riesca a vedere e bacchettare chi sta per strada semplicemente stando alla finestra del proprio appartamento? Non è che semplicemente questa gente è in prima persona per strada? Se così non fosse sarei portato a credere che sono semplici e miseri DELATORI disposti ad accusare ingiustamente ed impunemente chiunque pur di avere qualche like.

Stiamo imparando che valori come solidarietà, umanità, giustizia, uguaglianza, dignità sono propri di coloro che ne erano già in possesso…o vittime… in tempi non sospetti… chi non li aveva prima nel proprio bagaglio continua a non averli… qualche esempio?

  1. Mascherine chirurgiche in vendita normalmente ad un euro circa e che impunemente vengono vendute 20 volte tanto in piena linea con la legge di mercato della domanda e della offerta.
  2. La ex Ilva di Taranto ancora aperta malgrado un caso accertato di positività al covid19 perché non si può fermare l’acciaio.
  3. Testate giornalistiche a tiratura nazionale che battono notizie false e propagandistiche.
  4. Conduttrici televisive che recitano il rosario in diretta nazionale.
  5. Politici piccoli piccoli che sentenziano che se siamo ridotti così è perchè quelli di prima si sono svenduti la sanità pubblica ed hanno versato miliardi ai privati… allora dico… adesso controllo chi sono stati i presidenti, ad esempio, della Lombardia nelle ultime sette legislature (parlo di oltre 25 anni…mica cotiche) e allora mi viene da ridere

1994/1995 ARRIGONI

1995/2000 FORMIGONI

2000/2005 FORMIGONI

2005/2010 FORMIGONI

2010/2013 FORMIGONI

2013/2018 MARONI

2018 a tutt’oggi FONTANA

TUTTI IN QUOTA LEGA O CENTRO DESTRA… quindi se in Lombardia hanno chiuso gli ospedali di chi è la colpa? … ah degli altri… ovviamente ciò accade anche a formazioni invertite.

  1. Sindaci di piccolissimi paesini o governatori che imitano il loro leader in cerca di spazi che indossando senza averne diritto o merito la casacca della Protezione Civile… uno chiude le poste, l’altro vieta il superenalotto, l’altro ancora chiede di pubblicare i nomi dei contagiati… tutti convinti di essere Dio nel proprio feudo personale…

… e di fronte a tutto questo dovrei mettermi alla finestra a cantare? …ma che ci sarà da cantare?

Stiamo imparando che quelli che urlavano a gran voce che ci voleva un “UOMO FORTE” al comando pensavano che l’uomo forte al comando devesse essere ognuno di loro, e si perché appena la necessità e l’emergenza hanno portato chi era al governo ad attuare comportamenti da uomo forte al comando… e allora, a gran voce, hanno chiesto un governo di unità nazionale.

Purtroppo stiamo imparando che neanche in emergenza si evita di affidare la “cosa pubblica” e i soldi pubblici a persone che hanno condanne per essersi appropriati di soldi pubblici in occasione di altre emergenze. Persone che in pompa magna inaugurano un ospedale che… sarà pronto, forse, fra 10 giorni.

Stiamo imparando inoltre, e questo al di là di ogni appartenenza politica o partitica, che lo scempio fatto del sistema sanitario nazionale negli ultimi 25 anni a favore della sanità privata convenzionata, ci ha messo nelle condizioni di non riuscire a far fronte ad una emergenza… e si potrebbe pensare che questo però, ad emergenza finita, porterà ad una inversione di rotta… io non ci credo, sono italiano e nessuno meglio di un italiano può sapere di che pasta sono fatti certi italiani.

Fra qualche mese riprenderanno le denunce contro medici ed infermieri, gli stessi che oggi sono chiamati EROI e per i quali si mette in scena la più grande macchietta ipocrita da avanspettacolo di bassissima lega… tutti sui balconi a cantare l’inno di Mameli… mentre la gente muore… a centinaia ogni giorno… mentre la gente muore da sola… mentre la gente non riceve neanche l’ultimo saluto… mentre non ci sono più fosse per accoglierli tutti…

che cazzo avete da cantare?

E quindi cosa resterà del Covid19 nelle coscienze della gente?

Nulla se non il fatto che… non abbiamo potuto mangiare la pizza in compagnia il sabato sera.

Meglio pensare che…

…è solo uno spettacolo …finzione…

Adesso dico con enfasi l’ultima battuta, poi si illumina la sala… il pubblico applaude… esco… e vado a mangiare la pizza!

Antonio Fanelli

MAMA DUNIA – CENTRO SPERIMENTAZIONE TEATRALE, Associazione di Promozione Artistica & Culturale Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato – Puglia/Abruzzo, Redazione Pugliese/Abruzzese RADIO 100 PASSI, Casa Editrice MAMA DUNIA Edizioni. Giulianova (Teramo)

 

Nella Foto Antonio Fanelli e Giovanni Impastato durante il corteo del 9 Maggio 2019

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I CoronaBond, la disperazione e l’indulgenza. Di Giovanni Impastato

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In questo momento di grande diffusione dell’epidemia che ci ha procurato gravissimi problemi riguardo tutto l’apparato economico globale, non poteva mancare la discussione su qualcosa che riteniamo fondamentale ed importante, il nostro ruolo all’interno dell’Unione Europea con le profonde contraddizioni che stanno venendo fuori.

Dopo le questioni sugli immigrati, oggi ci troviamo ad affrontare una situazione che ci porta a pensare che difficilmente riusciremo a dare continuità ad un processo unitario basato su un’azione comune per far fronte all’emergenza Corona-virus. Non a caso, in un momento difficile come questo, il Governo Italiano aveva proposto di rispondere ad una crisi straordinaria con strumenti straordinari, come istituire e lanciare il primo titolo di debito comune discutendo anche di CoronaBond, per reagire e rispondere alla recessione da Covid-19.

Un obiettivo che si persegue da giorni come una soluzione europea offerta a tutti gli Stati a condizioni paritarie per salvare appunto l’economia dall’impatto del virus. Questo è stato il motivo di una profonda spaccatura. Le resistenze arrivano dalla Germania, Olanda, Finlandia e da altri paesi del Nord Europa. Noi assieme alla Francia e alla Spagna, che sono sulle nostre posizioni, veniamo considerati il Sud. A questo punto si può toccare con mano che qualcosa continua a non funzionare come abbiamo sempre detto.

Noi non siamo stati e non saremo mai ne sovranisti e nemmeno populisti, però nel dramma che stiamo vivendo, con coraggio credo che si debba iniziare a discutere il nostro ruolo, quale futuro si pone questa Europa, e se sia il caso di continuare ad andare avanti in questo modo. Credo che sia venuto il momento di alzare la voce, farsi rispettare, rivendicare un ruolo paritario senza essere subalterni a nessuno. In questo momento di serio pericolo non possiamo lasciare questi contenuti e queste rivendicazioni in mano ad una destra che sa solo parlare alla pancia della gente, sfruttando situazioni del genere che fanno leva sulla rabbia e sulla disperazione. Bisogna stare molto attenti, il momento difficile verrà subito dopo quando magari abbiamo pensato di aver risolto il problema virus dal punto di vista della nostra salute fisica. I segnali non sono incoraggianti, le tensioni sociali si verificheranno nel momento cruciale quando centinaia di migliaia di persone si troveranno senza un reddito e non avranno la possibilità di garantire la loro sopravvivenza. Purtroppo c’è il rischio di dover pagare gli errori del passato. Gli ammortizzatori sociali, i decreti, il reddito di cittadinanza ed altre forme di assistenzialismo sono importanti, però non risolveranno i veri problemi. Bisogna iniziare ad essere consapevoli che oggi è fondamentale costruire delle vere alternative di sviluppo economico e sociale, portare avanti un progetto rivoluzionario adeguato alle nuove esigenze e alle prospettive di un futuro basato su nuove tecniche e nuove forme di comunicazione. Nello stesso tempo se non si riesce a politicizzare e canalizzare la protesta dal basso su contenuti ed obiettivi di vera ricostruzione del nostro paese, rifiutando la logica e la cultura del consumismo, si rischia di mettere in discussione la nostra Democrazia. Non limitiamoci alla retorica degli slogan fini a se stessi che non ci portano da nessuna parte, lasciamo stare le solite promesse che saremo più buoni e che siamo tutti pentiti per quello che abbiamo fatto. Le parole non hanno più senso, fatti concreti ed azioni dirette contro un sistema di potere che ci ha resi dipendenti da un capitalismo disumano e senza regole, contro ogni forma di equilibrio economico, senza rispetto per la natura e l’ambiente. Se Papa Francesco oggi ha dovuto compiere quel gesto senza precedenti dell’indulgenza plenaria al termine di una preghiera a piazza San Pietro vuota, questo significa che non possiamo più aspettare e che nessuno si salverà da solo, che ognuno deve cominciare ad agire per costruire un futuro migliore. L’indulgenza è stata motivata, come si legge in un comunicato della Chiesa Cattolica, dall’eccezionalità del momento storico “in cui versa l’intera umanità” ed è stata pensata per i malati, per i loro familiari, per i sanitari che li assistono: insomma per una situazione estrema che impedisce il dialogo, l’incontro e il contatto. Non bisogna pensare, come qualcuno si ostina, che l’epidemia in corso sia una punizione divina. Papa Francesco pensa a tutt’altro, parla “dell’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri, le contraddizioni, le violenze, le debolezze che ci impediscono di rendere migliore il mondo, di combattere il disastro ambientale, di cooperare tutti e a tutti i livelli per contrastare il covid-19 e le sue preoccupanti conseguenze”. Non dunque una punizione Divina dall’alto.

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Tanto Vale – immagini e parole di Valentina Di Mercurio. “Leggere e’ un modo per sentirsi liberi”

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Valentina Di Mercurio è una volontaria di Casa Memoria, è di Terrasini (PA), appena maggiorenne, frequenta l’ultimo anno del Liceo artistico a Palermo. Il modo che preferisce per esprimersi è l’arte visiva. Usando colori e pennelli ed anche la tecnologia, realizza Digital Sketch dove racconta e si racconta, questa è la sua rubrica Tanto Vale in cui descrive il suo mondo che si intreccia con la storia di Casa Memoria. 

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#distantimauniti – COVID19 NON E’ UNA MALEDIZIONE (parte seconda) di Marco Fraceti, Monza

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Pubblichiamo oggi la seconda parte dello scritto di Marco Fraceti dell’Osservatorio Antimafie di Monza e Brianza “Peppino Impastato”.

Abbiamo deciso di dare voce ai nostri amici che si trovano nelle zone che finora sono state tra le più colpite dal covid-19. Il covid-19 ci sta costringendo a non poterci incontrare di persona, speriamo così di accorciare le distanze ed essere #distantimauniti.

Cari amici scriveteci pure da tutta Italia, faremo il possibile per pubblicare i vostri contributi.

Non rappresentando il nostro sito una testata giornalistica, gli autori si assumono la responsabilità di quanto scritto, quelle riportate sono principalmente opinioni e non informazioni giornalistiche, se dovessero esserci imprecisioni o altro, se contattati siamo disponibili, avvisando gli autori, a rimuovere i contenuti o apportare le doverose rettifiche o modifiche.

#restiamoacasa e #restiamoumani alimentando i nostri ideali ed i nostri valori.

COVID19 NON E’ UNA MALEDIZIONE (parte seconda)

Ma se Covid19 non è una maledizione che cos’è? Coronavirus è un patogeno dell’influenza; un ceppo in continua evoluzione; studiato sugli animali per produrre antidoti antinfluenzali per l’uomo. Per chi vuole approfondire https://it.wikipedia.org/wiki/Orthocoronavirinae.

Covid19 è stato scoperto nei laboratori dell’OMS a Wuhan nell’autunno del 2019. Secondo alcune fonti giornalistiche(https://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13556737/coronavirus-wuhan-programma-segreto-armi-batteriologiche-militare-israeliano-sospetto-contagio.html) un addetto di quel laboratorio è stato infettato, secondo altre (PANDORA TV E CONTRO TV) sarebbe stato un pipistrello infettato “scappato” e che a sua volta avrebbe infettato il mercato del bestiame di Wuhan città dove vivono 12 milioni di persone. Le autorità cinesi negano responsabilità dirette sulla diffusione del virus e accusano ufficialmente gli Stati Uniti di aver portato il virus con alcune persone infette, nel team della squadra nazionale, giunta in Cina e proprio a Wuhan, per i giochi mondiali per squadre militari dal 18 ottobre. Dunque sappiamo, che in un caso o nell’altro, il virus è stato diffuso nell’ambiente in maniera proditoria e calcolata. Ma perché?

Ma perché un attacco batteriologico alla Cina? Noi marxisti abbiamo imparato che la cultura del capitalismo ha una forte capacità distruttiva delle cose e delle persone. Questa propensione è data perché la guerra è null’altro che la prosecuzione più violenta della battaglia economica. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, le armi non hanno mai taciuto. Sono scoppiati più di 200 conflitti, in vari punti del pianeta con centinaia di migliaia di morti in gran parte civili. Questi conflitti sono sempre stati animati dalla necessità di controllare le risorse e le materie prime del pianeta (carbone, petrolio, gas, acqua) e tutti quei minerali utili per le nuove tecnologie come televisori al plasma, computer ultraveloci, cellulari, smartphone e tablet quali, zinco, rame, cerio, lantanio, terbio, disprosio, oro e argento.

A questa propensione alla distruzione delle persone si accompagna la cultura della decrescita felice e cioè quell’idea che sulla terra siamo in troppi e le risorse del pianeta non sono sufficienti per tutti. A tutto questo si abbina, come una miscela esplosiva, il fatto che molti stati fra i quali USA e Israele, non sottoscrivono i protocolli di Parigi e di Kyoto per raggiungere al più presto emissioni 0. Cioè una parte degli Stati non intendono cambiare i sistemi di sviluppo predatorio delle risorse. Ma se non cambia il sistema di sviluppo e le risorse vanno esaurendo cosa rimane da fare? Ridurre il numero delle persone, e il più rapidamente possibile, che pretendono di accedere all’acqua; di avere una casa, un lavoro, una istruzione.

Da quando si è insediato Trump alla Casa Bianca l’America ha stranamente abbandonato scenari di guerra come Afghanistan, Siria e altri teatri minori. Contestualmente ha attivato una battaglia senza esclusione di colpi sui dazi doganali contro il colosso cinese. Inoltre, ha accentuato l’embargo contro Iran aumentando l’egemonia militare di Israele nel M.O. Quali sono gli Stati più colpiti, nella fase inziale del contagio? Cina e Iran. Qui ritorna il protagonismo di COVID19 che dimostra di non temere le frontiere e prende l’aereo e contagia tutto il mondo.

Trump secondo W.P. sarebbe stato avvisato a gennaio dalla CIA dell’epidemia. Ancora recentemente ha minimizzato parlando di influenza stagionale. L’altro campione è Boris Johnson che alla prima uscita ha bellamente dichiarato che gli inglesi si dovevano abituare all’idea di perdere i propri cari. Queste istantanee sono la figura plastica di chi sa che COVID19 è un virus che sterminerà poveri, vecchi e malati e tutti quelli che per censo e per condizione geografica potranno accedere alle cure. Si tenga conto che mentre scrivo questo pezzo avremo raggiunto il mezzo milione di contagi e circa 20.000 morti. Ma siamo solo all’inizio, le stime dell’OMS sulla diffusione di COVID19 nel mondo parlano di cifre apocalittiche.

In definitiva questa è una epidemia di classe, diffusa dal capitalismo globalizzato, per ridurre la popolazione mondiale. Le menti sono sedute ai vertici delle multinazionali, delle banche, delle finanziarie che gestiscono questi maledetti fondi. Gli esecutori gli scienziati dei laboratori killer sparsi in mezzo mondo e finanziati apparentemente per attività umanitarie ma che in realtà lavorano metodicamente per costruire in laboratorio armi di distruzioni di massa come furono già HIV, Ebola, Sars1 che hanno fatto tanti morti quanto le guerre.

Non a caso più alto aumenta il numero dei morti, le borse e la finanza mondiale festeggiano facendo impennare i listini. Così si ripropone, a distanza di cento anni, il quesito di Rosa Luxemburg e cioè: all’uomo si ripresenta il bivio fra “Socialismo o barbarie”. (fine)

Monza, 24 marzo 2020

Marco Fraceti

Osservatorio Antimafie di Monza e Brianza “Peppino Impastato”

Nella foto Massimo Gatti, Marco Fraceti, Giovanni Impastato e Massimo Lettieri alla Ri-Maflow in un’ assemblea organizzata con l’associazione culturale Liberamente, Rifondazione Corsico, Una Casa Anche Per Te, Osservatorio  Antimafie di Monza e Brianza.

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#distantimauniti – Poche righe “dal fronte” di Franco De Pasquale dalla Valle Brembana

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Oggi pubblichiamo il contributo che ci è arrivato dalla Valle Brembana (Bergamo) dal nostro amico Franco De Pasquale. Domani pubblicheremo la seconda parte dello scritto di Marco Fraceti.

Abbiamo deciso di dare voce ai nostri amici che si trovano nelle zone che finora sono state tra le più colpite dal covid-19; il virus ci sta costringendo a non poterci incontrare di persona, in questo modo speriamo di accorciare le distanze ed essere quindi #distantimauniti. Cari amici scriveteci pure da tutta Italia, faremo il possibile per pubblicare i vostri contributi.

Non rappresentando il nostro sito una testata giornalistica, gli autori si assumono la responsabilità di quanto scritto, quelle riportate sono principalmente opinioni e non informazioni giornalistiche, se dovessero esserci imprecisioni o altro, se contattati siamo disponibili, avvisando gli autori, a rimuovere i contenuti o apportare le doverose rettifiche o modifiche.

Intanto #restiamoacasa e #restiamoumani alimentando i nostri ideali ed i nostri valori.

 

Ecco il contributo di Franco De Pasquale – Tavola della pace Valle Brembana – Circolo Don Andrea Gallo e Peppino Impastato.

 

“Vi scrivo da Zogno (Bergamo), dove ogni anno Giovanni ci raggiunge per ricordare Peppino nel corso di incontri nelle scuole e pubblici.

Vi scrivo dai luoghi dove il covid19 ha colpito (e colpisce) più duramente, solo nel mio Paese di 9.000 abitanti in un mese se ne sono andate 90 (novanta) persone!

Si vive costantemente nel terrore! Le foto dei camion militari che portano via le bare dei nostri concittadini fanno il giro del mondo!

Penso che in questo momento, in cui tutti ci siamo trasformati da commissari tecnici in virologi, da allenatori in infettivologi e in quelli che tutto sanno dopo (non prima), non sia l’ora delle polemiche.

Ma, quando tutto sarà finito, spero che chi ha fatto poco, o nulla, contro la diffusione del virus sia chiamato a rispondere di questa catastrofe.

Senza andare troppo lontano, magari fino a Roma, ci dovremo domandare perché ad Alzano Lombardo e a Nembro, da dove tutto è partito nella bergamasca, non sia stata istituita la zona rossa come a Codogno.

E’ una zona fortemente industrializzata e qualcuno ha anteposto l’economia alla salute dei suoi concittadini.

Io un’idea di chi dovrà risponderne ce l’ho, ma forse è meglio parlarne più avanti.

Un grande abbraccio a tutti”

Franco De Pasquale

Tavola della pace Valle Brembana – Circolo Don Andrea Gallo e Peppino Impastato

Nella foto Giovanni Impastato e Franco De Pasquale durante un’iniziativa antifascista su un sentiero partigiano in Valle Brembana

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#distantimauniti – COVID19 NON E’ UNA MALEDIZIONE DIVINA (prima parte) di Marco Fraceti

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Abbiamo deciso di pubblicare i contributi dei nostri amici che si trovano nelle zone che finora sono state tra le più colpite dal covid-19 per dare spazio alle loro considerazioni e ai loro racconti e per aprire un dibattito ed una riflessione collettiva su quanto sta accadendo.

Non rappresentando il nostro sito una testata giornalistica, gli autori si assumono la responsabilità di quanto scritto, quelle riportate sono principalmente opinioni e non informazioni giornalistiche, se dovessero esserci imprecisioni o altro, se contattati siamo disponibili, avvisando gli autori, a rimuovere i contenuti o apportare le doverose rettifiche o modifiche.

Cari amici scriveteci pure da tutta Italia e raccontateci cosa state vivendo e cosa pensate in questi giorni, il covid-19 ci sta costringendo a non poterci incontrare di persona, in questo modo speriamo di accorciare le distanze tra tutti noi ed essere quindi #distantimauniti. Abbiamo tantissimi amici in Lombardia, Veneto, Piemonte Emilia Romagna, come li abbiamo in tutta Italia, amici che soprattutto Giovanni Impastato va a trovare più volte l’anno e che vengono a Cinisi, in particolare il 9 Maggio. Dobbiamo resistere, alimentare la nostra vicinanza ed il nostro affetto. Siamo vicini alle vittime del covid-19 ed ai loro familiari, ai malati, a chi vive disagi economici, sociali e di salute (fisica e psichica) resi più gravi da questa situazione.

Restiamo a casa per il bene di tutti, per i medici e infermieri che stanno lottando per curare i tanti malati, evitiamo i contagi, non possiamo permetterci di abbassare la guardia, #restiamoacasa e #restiamoumani alimentando i nostri ideali ed i nostri valori.

Iniziamo oggi con il contributo di Marco Fraceti dell’OSSERVATORIO ANTIMAFIE DI MONZA E BRIANZA “PEPPINO IMPASTATO”, a cui seguirà una seconda parte.

COVID19 NON E’ UNA MALEDIZIONE DIVINA (prima parte)

Mentre tutto il mondo, Italia compresa, teneva la contabilità dei contagiati e dei morti in Cina, Coronavirus SARS2, prendeva l’aereo e si spandeva in tutto il globo. In Italia arriva a Codogno, in Provincia di Lodi, da una persona di 38 anni che si presenta in ospedale, al pronto soccorso, con sintomi influenzali. I sanitari lo visitano e lo mandano a casa. La persona torna al pronto soccorso, perché la terapia non funziona e sta sempre peggio. Allora vengono fatti esami più approfonditi, compreso il tampone faringeo, e scoprono che il paziente è contagiato da un coronavirus.

Nel frattempo, il paziente1 aveva contagiato 5 fra dottori ed infermieri che a loro volta, inconsapevoli, hanno contagiato altri ancora. L’epidemia si diffonde in maniera rapidissima ma la cosa viene sottovalutata in primo luogo dai vertici sanitari e politici della Regione Lombardia che addirittura minimizzano e accusano il governo di diffondere il panico. Quando l’Istituto Superiore della Sanità proclama l’epidemia in Lombardia in Regione cambiano completamente idea e chiedono di istituire la cosiddetta zona rossa. Di lì a qualche giorno viene istituita la zona rossa: non si entra e non si esce nei 14 comuni della bassa lodigiana individuati.

In Regione pur avendo competenze in materia di ordine pubblico, non fa nulla, così tutto procede come se niente fosse. Anche le partite di calcio si svolgono regolarmente e a San Siro e il 19 febbraio si gioca Atalanta Valencia. Dalla bergamasca e zone limitrofe arrivano a Milano 40.000 tifosi a sostegno della Dea. Ecco il perché Bergamo e Brescia e Cremona sono le zone più contagiate d’Italia.

Covid19 arriva in una nazione che insieme al Giappone ha una popolazione molto anziana. Da circa 20 anni le politiche sanitarie hanno visto il continuo taglio di posti letto e del personale sanitario con la chiusura di interi reparti ed ospedali in tutta Italia. Il tutto a favore della sanità privata che della salute degli italiani poco importa, perché ci vogliono tutti malati per fare affari sulla nostra pelle. Così COVID19 mette repentinamente a nudo tutto questo scempio e in men che non si dica, si scopre la necessità del sistema sanitario nazionale pubblico. Ma il virus è molto più rapido di una tardiva e colpevole presa di coscienza della politica a tutti i livelli.

La più esposta al contagio è la Regione Lombardia che immeritatamente aveva la fama di essere la regione con un sistema sanitario d’eccellenza. La banda dei ciellini, dei leghisti e dei mafiosi che governa incontrastata da 30 anni viene presa in contropiede, perché il sistema è più privato e meno pubblico. Allora per gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica iniziano il contenzioso con il Governo, in chiave autonomista e separatista. Ma Fontana, presidente della Regione Lombardia non è capace di contenere l’epidemia nemmeno negli ospedali. Idem Zaia, presidente della Regione Veneto che in carenza di mascherine fa stampare mascherine di carta che non hanno nessun valore sanitario, ma che fanno solo scena e propaganda. In questo teatrino, la gente continua a morire a centinaia ogni giorno. Oltre a non esserci posto nelle terapie intensive, non c’è posto per le bare negli ospedali che vengono portate nelle chiese; ma non c’è più posto nemmeno nei cimiteri. Si muore anche fra il personale sanitario: secondo l’ISS l’8% dei contagiati è personale medico sanitario.

La tipologia di virus non permette di poterlo combattere da subito perché va prima individuato e lo si individua solo dopo circa 10/14 giorni. Solo un comportamento rivolto alla prevenzione del contagio, da parte delle persone, può fare da argine alla sua diffusione. Le regioni del nord con i poteri a loro conferite da un demente sistema che ha distrutto la coesione nazionale, dopo che il governo aveva chiuso scuole ed università avrebbero dovuto bloccare studenti e professori che senza pensarci due volte hanno assaltato treni, aerei e autobus per tornare in famiglia al sud. Una gigantesca mobilità nazionale che ha esportato il virus in tutta Italia. Ora l’epidemia è totale; è diventata pandemia in tutto il mondo.

Mentre i Paesi del blocco di Visegrad, i famosi sovranisti alleati di Salvini, Fontana, Zaia etc…, fermano e sequestrano le partite di materiale sanitario che doveva arrivare in Italia, dalla Cina, da Cuba, dal Vietnam e dalla Russia arrivano importanti e concreti aiuti di personale medico e di strumentazioni. Ognuno di noi, anche al sud, faccia le sue considerazioni e ne tiri le coerenti conseguenze.

Dopo la Cina siamo il Paese con più contagi, ma siamo i primi per i decessi. Oggi solo le persone e i loro buonsenso possono aiutare il personale medico a contenere e salvare più vite umane possibili, perché di COVID19 non si muore e si guarisce se curati in tempo. Dunque, stiamo a casa, ma non facciamoci prendere in giro. COVID19 non è una maledizione divina, ma è un patogeno modificato, per uccidere la popolazione malata, anziana, gli emarginati e poveri della terra. Ma questa è un’altra storia che racconterò nella seconda parte.

Monza, 23 marzo 2020

Marco Fraceti

OSSERVATORIO ANTIMAFIE DI MONZA E BRIANZA “PEPPINO IMPASTATO”

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