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Auguri di Buon Anno

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 {jcomments on}Carissimi amici, compagne e compagni, è già passato un altro anno.

Sono tanti i risultati che abbiamo ottenuto in questo periodo molto difficile e pieno d’insidie, con grande soddisfazione abbiamo ripensato gli spazi di casa memoria, rendendola sempre più funzionale, la casa di tutti, dove il ricordo di Peppino e di Felicia è rimasto vivo, e dove la memoria e l’impegno continuano a legarsi non solo alla storia del nostro territorio ma a quella dell’Italia intera. Con una presenza costante, con grande impegno, con la volontà di andare avanti e di tratteggiare una  chiara prospettiva futura nella lotta alle mafie e per la costruzione di un’ antimafia sociale, sempre rispettando le volontà di mia madre Felicia, che diceva di non chiudere mai le porte della sua casa. Noi abbiamo rispettato la sua volontà: quella soglia è stata varcata da centinaia di migliaia di persone, che in questi anni hanno reso omaggio alla sua figura e a quella di Peppino.

Con l’emozione di sempre, e senza presunzioni, oggi possiamo dire che siamo stati considerati un importante riferimento per tutti coloro che vogliono tenere viva la memoria e lottare per il cambiamento.

Con la scelta di aprire la casa a quanti vogliono conoscere la storia di Peppino abbiamo ribadito la nostra idea di impegno; con umiltà abbiamo ascoltato tutti, e per ascoltare bisogna esserci, non basta aprire le orecchie, bisogna mettersi nei panni degli altri e stare al passo con i cambiamenti, adottando un linguaggio nuovo ed adeguato, proprio come faceva Peppino quarant’anni fa. Così stiamo cercando di fare noi trasmettendo il suo messaggio, sempre molto attuale e in grado di penetrare le coscienze delle nuove generazioni. Avviare questo percorso non è stato facile, ci ha imposto grandi sacrifici, allo stesso modo è stato difficile lottare e resistere contro ogni forma di sopraffazione e di ingiustizia nei riguardi della nostra lotta per la memoria e per la verità. La montatura, che voleva fare passare Peppino per terrorista, l’esposto denuncia contro i suoi assassini, l’inchiesta giudiziaria, la relazione della commissione antimafia, i processi con le condanne, il rifiuto dell’attestato di vittima di mafia, fino ad arrivare ai tempi recenti , con la vicenda di  Ponteranica e la  denuncia dello stato di grave abbandono del casolare dove è stato ucciso Peppino. Questi sono solo alcuni dei passaggi cruciali nella storia politica della nostra famiglia, durante i quali è stato necessario opporsi e contrapporsi fortemente a pezzi dello stato e di pubbliche amministrazioni!

Con la complicità di buona parte delle istituzioni, che hanno intralciato il nostro cammino verso la verità e la democrazia, si è perseguita una vera strategia criminale. E di contro, in spregio della legalità e della democrazia, molte persone che hanno tentato di percorrere strade diverse all’interno delle istituzioni, anche con ruoli importanti, sono stati uccisi: giudici, sindacalisti, esponenti politici, carabinieri, poliziotti, amministratori, giornalisti, sacerdoti. Una lunga storia dolorosa, che non fa parte del passato, ma si lega al nostro presente, una storia che abbiamo vissuto attraverso la figura di Peppino, prima e dopo il suo omicidio.

Una storia che giorno dopo giorno ci ha portato dove siamo, grazie a quella porta aperta,  grazie al “Centro di Documentazione Impastato” di Palermo, determinante in tutte le battaglie portate avanti insieme, con lucidità e razionalità, e che ci hanno permesso di raggiungere risultati memorabili. L’aiuto e l’amicizia di Anna Puglisi e di Umberto Santino, il coraggio di alcuni compagni di Peppino, ci hanno aiutato tantissimo.

Gli ultimi anni della storia politica del nostro paese ci hanno “regalato” governi nei quali fascisti e leghisti hanno dato corso al loro progetto reazionario e razzista, ostacolando qualsiasi iniziativa volta alla crescita sociale e culturale legata all’impegno di lotta contro le mafie. E adesso abbiamo all’opposizione persone come Grillo e Casaleggio, che non hanno voluto mettere in discussione  leggi fasciste e razziste come il Porcellum e la Bossi Fini.

Nell’ultimo periodo purtroppo abbiamo operato delle rotture politiche, che in un primo momento per alcuni compagni sembravano incomprensibili, ma che invece dopo, col passare del tempo in molti hanno percepito come salutari e necessarie per arrivare ad un reale chiarimento per quanto riguarda la difficile eredità e la memoria di mio fratello Peppino. Infatti alcuni riscontri ci hanno dato ragione, basta guardare ai fatti e non alle chiacchere, per vedere quello che è stato realizzato attorno alla figura di Peppino e di Felicia. Il progetto realizzato assieme all’allora museo della ‘ndrangheta e all’attuale associazione “musica e cultura” di Cinisi, sostenuto dalla fondazione con il sud, ci ha spianato la strada verso una prospettiva di crescita con la possibilità di portare avanti il nostro lavoro quotidiano e il nostro impegno civile, soprattutto grazie all’apertura di un dialogo in una realtà complessa come la nostra Cinisi.  E’ stata una grande dimostrazione di affetto nei riguardi di Peppino e Felicia la rinuncia all’eredità della casa di corso Umberto a Cinisi, (Casa Memoria), che la nostra famiglia ha donato alla società civile tramite il vincolo posto dall’assessorato regionale,

Una piacevole novità dell’ultimo periodo è stata la presenza nel nostro territorio della cooperativa Liberamente, alla quale è stato assegnato un bene confiscato al costruttore mafioso Piazza. Fra “Liberamente” e “Casa Memoria” è nato un vero rapporto di collaborazione, sono state fatte varie iniziative, compresa quella organizzata insieme al comitato “Ripuliamo Cinisi” contro il degrado della periferia del paese e per risolvere il problema dei rifiuti.

E ancora, fra la cooperativa Liberamente, Casa Memoria e “Musica e Cultura”, si sta consolidando una collaborazione che ci vedrà impegnati nella gestione delle iniziative culturali del residence “ciuri di campo” e di avviare un percorso comune legato all’accoglienza, al turismo di impegno sociale e ai campi di lavoro sui beni confiscati alla mafia.

Infine, un’importante novità nel campo della comunicazione, quella del nuovo sito www.casamemoria.it  lanciato nel mese di settembre, che diventerà l’archivio delle moltissime iniziative realizzate nel corso degli ultimi dieci anni e che sarà un sostegno preziosissimo per le prossime iniziative. Voglio ringraziare la casa editrice ZEM, che ha ha realizzato il nuovo sito con passione militante e grande  professionalità.  

Questi fatti di notevole importanza hanno dato ancora più forza e coerenza al lavoro sviluppato in questi ultimi anni, da quando si è costituita ufficialmente Casa Memoria come associazione.

Purtroppo non siamo riusciti a mantenere gli stessi impegni e a essere concreti per quanto riguarda l’ex casa Badalamenti. Sicuramente non per colpa nostra, ma soprattutto in conseguenza del fatto che la convenzione di affidamento da parte del comune di Cinisi a due associazioni ( Casa Memoria ed Associazione Peppino Impastato) è molto vaga, non chiarisce i ruoli e non specifica gli spazi assegnati alle due realtà.

Questa grave ambiguità ha rischiato di fare cadere nel totale degrado la casa dell’ex boss. Noi siamo stati costretti a una difficile co-gestione, abbiamo cercato di salvare il salvabile, sacrificando Casa Memoria nella totale indifferenza degli altri fruitori degli spazi dell’immobile, senza ricevere alcun contributo da altri soggetti privati o pubblici. Non è così che si può gestire un bene di enorme importanza simbolica e storica, quale è appunto la casa dell’ex boss Badalamenti!

Noi ci auguriamo che oggi si possa finalmente arrivare a un serio confronto per potere fare chiarezza e farla finita con questa ignobile buffonata che dolorosamente ci portiamo dietro da più di  tre anni.

Per quanto riguarda il degrado del casolare, abbiamo sporto le nostre denunce e promosso varie iniziative, culminate con una petizione online di “rete cento passi” e con la raccolta di 60.000 firme, che non siamo riusciti ancora a consegnare al presidente della regione Crocetta perché,  a quanto pare, è sempre troppo impegnato.

Noi come casa memoria e col sostegno delle associazioni locali che fanno riferimento alla figura di Peppino siamo disponibilissimi a collaborare in pieno per la realizzazione di ogni eventuale progetto volto alla tutela e al recupero di quel luogo.

In questo fine anno abbiamo registrato una notevolissima crescita del numero delle visite e delle presenze a Casa Memoria: di singole persone, di scuole e di gruppi organizzati, adesso ancora più numerosi che negli anni precedenti. Contemporaneamente è aumentato tantissimo il lavoro dei nostri coordinatori nazionali e soprattutto a livello europeo: Francia, Spagna, Germania e Inghilterra, tutte nazioni nelle quali siamo riusciti a costruire, con la presenza di alcuni compagni, dei riferimenti all’interno delle scuole, delle università e della società civile.

Nel 2014, per la terza volta, Casa Memoria sarà invitata negli Stati Uniti: abbiamo appena confermato la disponibilità per un giro d’iniziative nelle università americane. Grazie all’osservatorio sulla ‘ndrangheta abbiamo mantenuto dei buoni contatti anche in Messico.

Nello stesso tempo il nostro obiettivo, coerentemente con le idee di Peppino, è stato, e lo sarà di più in futuro, quello di sostenere e partecipare attivamente alle battaglie sociali, promosse dai movimenti, che sono stati gli unici, in questo clima di ambiguità e di rassegnazione, a svolgere un ruolo importante, a rischiare e a lottare contro il sistema basato sulla prepotenza e sulla sopraffazione.

Ritrovare i contenuti, l’entusiasmo e la voglia di lottare dei controvertici di Seattle e del G8 di Genova,  dei movimenti No Muos, No Tav ,Nno Dalmolin, No ponte, No Global, di “Ecomulo “ e di anti altri che lottano nelle realtà locali per difendere i loro territori proprio come faceva Peppino. Queste battaglie sono in linea con quello che per noi è il vero concetto di legalità, e sarebbe il caso di aggiungere due aggettivi: democratica e costituzionale. La vera legalità più che il rispetto delle leggi è il rispetto della dignità umana.

Gli interventi di casa memoria nelle scuole sono proprio centrati su questi argomenti base, mettendo sempre in evidenza il ruolo di tutti i movimenti per la difesa della democrazia reale e dei beni comuni.

Credo che da questo punto di vista occorra fare veramente sul serio, riuscire a penetrare, ma soprattutto a coinvolgere realtà diverse, cercando di aprire un vero dialogo con persone che sembrano lontane dalle nostre idee. Per concludere voglio ringraziare ed augurare un felicissimo 2014 a tutti i miei compagni di viaggio e a tutte le persone che hanno aiutato a tenere aperta la porta di casa memoria. Voglio ricordare Guido Orlando, che purtroppo ci ha lasciati, insieme a  Marina Montuori che si sono aggiunti alla nostra famiglia per fondare ufficialmente casa memoria il 14 luglio del 2010, una data storica che ha segnato l’avvio di un grande e difficile percorso.

Tutti coloro che hanno lavorato attivamente: Caterina Pellingra, Marina Montuori, volontaria venuta da Caserta, che ha dedicato una parte importante della sua vita a Casa Memoria, tutti i partecipanti del progetto con l’Arci ed infine Daniela Pizzo e Cristina Cucinella, componenti del direttivo di casa memoria, che sono rimaste a lavorare come volontarie dopo la chiusura del progetto “Un ponte per la memoria”.

Un ringraziamento ai coordinatori nazionali che ci spingono e ci incoraggiano sempre a organizzare iniziative nei loro territori.

Non possiamo dimenticare l’associazione “Musica e Cultura”, che ha avuto un ruolo importantissimo riguardo a una serie di attività d’impegno sociale e culturale, dall’organizzazione del secondo raduno “nuove tendenze” alla meravigliosa esperienza del compagno Federico Bruno, che con l’iniziativa conosciuta come “Ecomulo” ha portato in giro per l’Italia lo spirito del lavoro politico di Musica e Cultura e Casa Memoria, focalizzando l’attenzione sulla natura e sull’ambiente.

Ma soprattutto sono loro, i ragazzi di Musica e Cultura, che insieme al Centro Impastato di Sanremo, curano ed organizzano il premio, che nel maggio del prossimo anno vedrà la quarta edizione; un premio importante e che è già stato assegnato nei tre anni precedenti a sei grandissimi artisti.

E ancora un ringraziamento va a Pino Manzella, Giacomo Randazzo, Paolo Chirco e Piero Iacopelli, compagni di Peppino che con le loro opere d’arte hanno reso più interessante ed accogliente Casa Memoria. In fine non possono mancare Salvo Vitale e gli altri compagni storici di Peppino, che inizialmente hanno contribuito alla raccolta di molto materiale, che oggi è conservato nelle stanze di Casa Memoria.

Un grazie di vero cuore a tutti ed un augurio di un felice 2014 .

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Saluti da Hannover da Francesco Impastato

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Pubblichiamo volentieri il contributo inviatoci dal nostro caro amico e coordinatore di Casa Memoria in Germania, Francesco Impastato.

Casa Memoria “Felicia e Peppino Impastato“

La realtá di Casa Memoria rappresenta uno dei punti cardini della realtá antimafia italiana e in particolare quella siciliana. L‘enorme contributo che la famiglia Impastato ha dato nella lotta antimafia, portando avanti il pensiero di Peppino e cercando di legare e rappresentare le persone e i luoghi che si identificano con questa problematica culturale, rappresenta non solo un metodo come combattere la criminalità organizzata, ma anche un modo per così dire pedagogico nello spronare le varie realtá in particolare quella giovnile dell’educazione alla legalitá.

Lo spazio creato nella casa dove Peppino ha vissuto, e che la madre Felicia ha voluto donare alla comunitá per accogliere tutta la gente che ha condiviso e condivide l’idea del figlio, rappresenta un luogo non solo di memoria, ma anche uno spazio dove poter fare confluire in un lavoro comune, il contributo che le diverse realtà cinisensi e non solo, danno costantemente alla crescita del movimento antimafia.

Non bisogna inoltre dimenticare che il lavoro costante di Giovanni,, fratello di Peppino, presenziando gli innumerevoli incontri italiani ed internazionali, contribuisce ed arricchisce in modo determinante all‘enorme sviluppo culturale che queste realtà riescono ad evolvere nel tempo. Inoltre con le tante manifestazioni svolte durante l’anno, in particolare quella del 9 maggio, Casa Memoria rappresenta un punto d’incontro per tutti coloro che vogliono non solo ricordare, ma continuare a concretizzare il pensiero di Peppino.

Casa Memoria oggi non è soltanto in Italia, ma vive anche fuori dal territorio italiano con i suoi responsabili che puntualmente creano, coordinano e sviluppano un lavoro importante con altre realtà del luogo, per tessere quella rete che col tempo diventa sempre più vasta e più solida. Quindi una struttura come questa non solo va condivisa, ma anche sostenuta praticamente con convinzione e coraggio, per dare voce a quel movimento civile che crea i presupposti per una società più dignitosa e democratica.

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Mostre di fotografia e scultura nell’ ex casa Badalamenti

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L’Associazione “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” comunica che, in occasione delle festività natalizie, rimarranno esposte, presso i locali dell’Ex Casa Badalamenti, quattro mostre:

IMMAGINI DA CALCUTTA : Mostra fotografica sull’India e sui luoghi di Madre Teresa di Calcutta.

Le foto ripercorrono il viaggio a Calcutta di alcuni volontari e di Giovanni Impastato, dell’associazione Bhalobasa, presente sul territorio fin dal 1991 con il sostegno a distanza. La mostra è stata dedicata a Felicia Bartolotta Impastato e ad Alessandra Tognoni.

 

“ EQUI – LI – BRIO” di Giovanna Fileccia.

Mostra di scultura dove la poesia trova un punto d’incontro con la materia, infatti l’autrice dà forma alle parole rendendo la poesia dinamica e tridimensionale, con l’utilizzo di materie prime quali: il cartone, la sabbia ecc.

L’ATTACCO ALLA MAFIA E ALLA SOCIETA’ di Giacomo Randazzo

Mostra di scultura in ferro.

9 Maggio 1978 …IL DEPISTAGGIO… di Paolo Chirco

Mostra documentario sui luoghi dell’assassinio di Peppino Impastato curata dall’associazione Peppino Impastato.

Le mostre saranno presentate alla stampa, venerdì 20 Dicembre 2013 alle ore 16.00 nei locali ospitanti le mostre, in C.so Umberto I n. 183, Cinisi.

Per informazioni chiamare il numero 334 1689181 ( Casa Memoria Impastato)

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Viaggio nella Memoria di Peppino

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Pubblichiamo volentieri, il contributo e l’emozione  dl Francesca Badalamenti, {jcomments on}una giovane ragazza in visita a Casa Memoria.

Ore 11:00 Cinisi La porta socchiusa ci lascia intendere che l’invito ad entrare è rivolto a tutti, nessuno escluso; l’invito alla memoria. “Casa memoria” proprio da questo tacito invito prende il nome la casa che ha visto crescere Peppino Impastato, è lì che lui ha passato gli anni della sua adolescenza ed è lì che ha vissuto i primi scontri con la sua famiglia. Un giovane come gli altri ma sicuramente diverso dagli altri, aveva qualcosa in più, basta fare un giro per le stanze di casa sua per sentire le emozioni che sentiva lui, per constatare sulla propria pelle quale fosse la vita di Peppino. Non immaginate che la sua vita girasse soltanto intorno alla lotta contro la mafia, quello era un punto cardine che ruotava intorno a mille altre passioni; quella per la musica, per la cultura.. Centinaia di libri raccolti a poco a poco, politica, filosofia, storia! Era anche questo il mondo di Peppino!

Appena entrati dentro casa la prima cosa visibile sono i pannelli con le foto. Saltano all’occhio, le foto di un passato che, per fortuna, non è ancora passato. Grazie a queste foto ripercorriamo l’intera esistenza di Peppino e di Felicia, sua madre, che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia e alla lotta per la sopravvivenza del ricordo delle azioni del figlio. Sorrisi rubati al tempo e impressi su carta ci lasciano immaginare come dovesse essere vivere a Cinisi negli anni ’70! A Peppino piaceva far divertire i ragazzi, in quegli anni aveva anche organizzato un “Carnevale alternativo”.

Giovanni Impastato ci accompagna in questo viaggio lungo la storia di Peppino: «Ogni sera il circolo “Musica e cultura” era pieno di gente! Anche se non c’era nulla di organizzato, tutti si radunavano, bastava stare insieme».

E’ il ritratto di un ragazzo a cui piace stare in mezzo alla gente, al quale piace condividere le sue passioni, che siano politiche o culturali. Grazie a lui molti giovani del paese riuscirono a focalizzare le proprie forze sulle loro passioni, perché Peppino credeva in loro. Fonda anche “Radio Aut”, nella quale lui e un gruppo di amici si riunivano e organizzavano l’informazione, quella vera! Quella priva di ogni censura!

Nella ricostruzione della stanza di Peppino, tutto è rimasto come allora, un giradischi con i suoi dischi preferiti: Luigi Tenco, De Andrè, Bob Dylan, la sua macchina da scrivere e la sua macchina fotografica, troviamo anche i tre libri che lui teneva sempre sul comodino, accanto al suo letto, tra questi c’è anche quello che lui stava leggendo prima di morire, “La Scomparsa di Ettore Majorana” di Leonardo Sciascia. Non ha mai finito di leggerlo, non ha mai finito di fare molte cose, ma soprattutto, per mano mafiosa, non ha più potuto vivere la sua vita.

Il capitolo più triste del mio viaggio all’interno della sua vita comincia con una foto, quella di un binario vuoto sul quale giace un fiore, tutto sotto un cielo azzurro e calmo, immagine della quiete. Su quel binario la vita di Peppino si è spenta e con essa probabilmente le speranze di molti, allo stesso tempo però per altri quell’istante ha segnato l’inizio e un proposito nasceva nei loro cuori: Nessuno avrebbe dovuto dimenticare la storia di Peppino!

Gli Studenti universitari a Palermo vanno in Rivolta.

Felicia caccia i parenti mafiosi fuori dalla sua vita.

Più o meno 275 compaesani di Peppino, lo eleggono simbolicamente come consigliere comunale. Prima di morire, infatti, Peppino si era candidato insieme al neo partito del quale faceva parte (Democrazia Proletaria).

Il fratello Giovanni ci spiega tutto con una minuziosità e con il chiaro e visibile affetto di un fratello al quale è venuta a mancare una figura di riferimento troppo presto, un ingiustizia non facile da digerire che lo porta a seguire le orme della madre nella diffusione della storia e delle iniziative di Peppino, non solo in Sicilia ma in tutta Italia. Niente per loro è stato semplice, frutto di tanta fatica ma anche di innumerevoli soddisfazioni.

Cento passi però separano la nostra Casa Memoria da quella che è la casa che rappresenta un altro tipo di memoria, la memoria negativa di un intera nazione. La casa di Badalamenti, mandante dell’assassinio di Peppino. Confiscata alla mafia e affidata nelle mani dell’Associazione Casa Memoria nel 2010, una casa spoglia che mi ha personalmente trasmesso soltanto una presenza fredda e negativa, enorme ma vuota! Un po’ come le vite delle persone che bazzicavano all’interno di essa durante quel periodo, gente con troppo potere ma completamente vuota dal punto di vista umano.

Ore 13:30

Spegniamo le luci di Casa Memoria, scendiamo le scale ma qualcosa si è acceso in noi, è la luce di quella speranza che oggi abbiamo alimentato facendo un tuffo nel passato nella storia di colui che è stato un “pazzo” si… ma un Pazzo da Imitare! Molte, troppe cose non vi ho detto e non vi ho saputo comunicare, per questo motivo vi invito a bussare a quella porta e a testare sulla vostra pelle le emozioni ancora vive dentro quelle mura. Ma soprattutto vi invito a non dimenticare!

«Tenete alta la testa e la schiena dritta». Felicia Impastato

 

Francesca Badalamenti

locandina-del-21-dicembre-2013

“NOMUOS. Un anno di civica mobilitazione”

 

locandina-del-21-dicembre-2013

Partirà il 21 dicembre 2013 alle ore 17.30, immancabilmente, la rassegna invernale “Solstizi e Memorie d’Inverno 2013/14” di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva_Cresm, in collaborazione con il Comune di Gibellina e l’Associazione UN.O. Rincontreremo, a distanza di un anno, Antonio Mazzeo, che presenterà il suo nuovo libro “Il MUOStro di Niscemi. Per le guerre globali del XXI secolo” edito da Editpress (Firenze). A seguire, un inedito e interessate video-documentario, “Come il fuoco sotto la brace” di Giuseppe Firrincieli.

Sinossi libro:

IL MUOSTRO DI NISCEMI. PER LE GUERRE GLOBALI DEL XXI SECOLO – EDITPRESS – Firenze – dicembre 2013

A Niscemi (Caltanissetta) sta per essere installato uno dei quattro terminali terrestri mondiali del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare Usa. Si tratta di uno dei progetti chiave per le guerre globali e automatizzate del XXI secolo, dai devastanti effetti sul territorio, l’ambiente, la salute delle popolazioni. Il MUOStro di Niscemi incarnerà tutte le contraddizioni della globalizzazione neoliberista: ucciderà in nome della pace e dell’ordine sovranazionale; dilapiderà risorse umane e finanziarie infinite; arricchirà il complesso militare-industriale-finanziario transnazionale e le imprese siciliane in odor di mafia; rigenererà le ingiustizie; esautorerà ogni controllo dal basso, esproprierà democrazia e priverà di spazi di libertà e agibilità politica. L’imposizione del MUOS in Sicilia è la storia di raggiri e soprusi di Stato ma è pure la narrazione di una vasta mobilitazione popolare contro le logiche di morte e il paradigma dell’Isola fortezza armata e di grande lager per detenere indiscriminatamente rifugiati e migranti. Per rivendicare – a partire dai propri corpi – il diritto di vivere in un Mediterraneo mare di mezzo e mare di tutti.

ANTONIO MAZZEO militante ecopacifista e antimilitarista, giornalista e saggista, ha realizzato inchieste sulla presenza mafiosa in Sicilia, l’infiltrazione criminale nella realizzazione delle Grandi Opere, i traffici di droga e armi, i processi di riarmo e militarizzazione nel Mediterraneo. Tra i volumi pubblicati: Sicilia armata (1991); Colombia l’ultimo inganno (2001); I Padrini del Ponte (2010); Un EcoMuostro a Niscemi (2012). Nel 2010 ha conseguito il Primo premio “Giorgio Bassani” di Italia Nostra per il giornalismo e nel 2013 il Secondo premio nazionale “Gruppo Zuccherificio” di Ravenna per il giornalismo d’inchiesta. Per consultare articoli e pubblicazioni: http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/

Sinossi video/documentario di Giuseppe Firrincieli”

COME IL FUOCO SOTTO LA BRACE” è un film documentario che racconta l’esperienza NOMUOS che vivono uomini, donne, giovani, anziani e bambini di Niscemi, insieme ai comitati nomuos che si sono formati in Sicilia. La protesta non violenta che negli anni è diventata una lotta di tutti coloro che si oppongono agli accordi presi tra il governo degli Stati Uniti, il Governo Italiano e la Regione Sicilia, riguardo l’installazione, all’interno della base Militare Usa, del sistema radar MUOS (Mobile User Objective System), sia del devastante sistema di 46 antenne N.R.T.F. (Naval Radio Transmitter Facility), che dal 1991 viola la riserva naturale della Sughereta di Niscemi (Sito di Interesse Comunitario) e alla militarizzazione dei nostri territori. Il documentario è lo sguardo attivo su un “presidio permanente fatto di persone, voci, canzoni, coperte, sedie, tavoli, legna che arde, pentole per cucinare ogni giorno. E ogni notte il fumo della stufa sale in alto a manifestare la presenza della vita che resiste sullo sfondo della mega antenna, la più alta ma non l’unica, un simbolo di oppressione e di morte che nasconde dietro la collina l’ancora più opprimente MUOS in costruzione”(cit.).

Ma qualè la verità sul muos?

Belìce/EpiCentro della Memoria Viva

viale empedocle, 7 90124 – Gibellina

info:

*39 0924 69000

*39 338 6116221 (personal phone)

www.epicentrobelice.net

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locandina eroi dell antimafia

EROI DELL’ANTIMAFIA

locandina eroi dell antimafia

 

PEPPINO IMPASTATO: UNA VITA CONTRO LA MAFIA

Incontro con il fratello Giovanni Impastato 

 

Sabato 14 Dicembre alle ore 18.00

presso i locali del Palazzo Panitteri a Sambuca di Sicilia  

 

Introduce i lavori: Leo Ciaccio, Sindaco di Sambuca di Sicilia

 

 

Intervengono:

Ezio Bilello, Segretario del Circolo “Felicia Bartolotta Impastato” di Sambuca

M. Lucia Sparacino, Coordinatore Redazione de “La Pagina Riformista”

Ivan Vadori, Regista di “ La voce di Impastato”

 

 

Coordinano:

Franco Nuccio, Caporedattore ANSA Sicilia

Francesca Rampulla, Docente Liceo” De Cosmi” (Palermo)

 

DIRETTA WEB SU WWW.RADIOZABUT.IT

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Omaggio a Felicia

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 In occasione dell’anniversario della scomparsa di Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, avvenuta il 7 dicenbre 2004 l’Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato organizza per il 6 e 7 Dicembre 2013 delle iniziative accompagnate da due mostre: “Sull’India e sui luoghi di Madre Teresa di Calcutta” e    “EQUI – LI – BRIO?” di Giovanna Fileccia. Rimarranno esposte per tutto il periodo delle festività.

 

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6 DICEMBRE

Il CNCA l’Associazione “Bhalobasa” e Casa Memoria “Felicia e Peppino Impastato” organizzano un incontro in ricordo di Felicia e di Alessandra Tognoni (volontaria dell’Associazione Bhalobasa, scomparsa di recente) e di Madre Teresa

Omaggio a Felicia – Immagini da Calcutta

ore: 17:00 presso il salone del I° piano dell’ex Casa Badalamenti intervengono :

Giovanni Impastato : “Il mio viaggio a Calcutta” (Casa memoria Felicia e Peppino Impastato)

Alessandro Cipriano : “Bhalobasa: 20 anni di presenza a Calcutta “ (Presidente Ass. Bhalobasa)

{jcomments on}Don Armando Zappolini : “Madre Teresa Di Calcutta , Felicia Bartolotta, Alessandra Tognoni : Vite di donne per un mondo migliore” (Presidente CNCA)

Incursioni musicali di Emiliano Rocchi Mostra fotografica sull’India e sui luoghi di Madre Teresa di Calcutta.

                                                                                 felicia7 dic 13 2

7 DICEMBRE

Il Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato”, il CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) e Casa Memoria “Felicia e Peppino Impastato” organizzano un incontro sul tema:

La resistenza delle donne al femminicidio e alla tratta.

ore: 17:00 presso il salone del I° piano dell’ex Casa Badalamenti Introduce: Umberto Santino, intervengono: Stella Bertuglia, Pasqua De Candia, Sergio Cipolla, Nino Rocca e Luisa Impastato

Letture di: Cristina Cucinella, Daniela Pizzo, Luisa Impastato, Anna Puglisi, Marina Montuori, Gloria Cipolla, Margherita Maniscalco.

Sarà proiettato il video “La rivolta degli ombrelli” di Stella Bertuglia e Gianni Nastasi e presentato il progetto del CISS e del CESIE “Il ruolo della criminalità organizzata nel fenomeno della tratta  legata allo sfruttamenmto sessuale: il caso studio di Palermo”, a cui partecipa il Centro Impastato.

 

 

LOcandina

 

Foto 2 - Comune di Lavagna - Incontro pubblico con la classe 3C

Lavagna: la mafia uccide il silenzio pure

Foto 2 - Comune di Lavagna - Incontro pubblico con la classe 3C

 

Il gruppo Cineforum delle Parrocchie della Valfontanabuona ha avuto il piacere di ospitare Giovanni Impastato nelle giornate del 15 e 16 Novembre. La testimonianza della sua esperienza e del suo impegno lungo una vita è sempre occasione preziosa da riproporre all’ascolto dei ragazzi delle scuole del nostro territorio.
Nella giornata di venerdì 15 Giovanni è stato accolto ufficialmente insieme a Davide Mattiello- deputato membro della Commissione Antimafia e Giacomo Conti – volontario di Libera, Genova presso la sala consigliare del Comune di Lavagna dal Sindaco Giuliano Vaccarezza, dalla delegata alla Pubblica Istruzione Aurora Pittau e dal Presidente della Scuola Alberghiera Alessio Chiappe.
All’incontro pubblico era presente la classe 3^ C della scuola secondaria di primo grado dell’Ist. Comprensivo di Lavagna.
Giovanni ha ricevuto il benvenuto in città dalla Dott.sa Fernanda Contri già presidente della Corte Costituzionale e persona di grande impegno nella diffusione della cultura alla legalità e dei diritti.
La mattina è proseguita presso la Scuola Alberghiera “Città di Lavagna” dove gli alunni delle classi 1^-2^ e 4^ hanno potuto ascoltare il toccante racconto di Giovanni, le parole di Davide Mattiello attraverso cui hanno conosciuto l’impegno dello Stato nella lotta alle mafie e la testimonianza di Giacomo Conti che ha saputo rendere concreto il problema delle mafie portando ad esempio la questione del “pizzo” nei confronti degli imprenditori del settore alberghiero, esempio che ha molto colpito i ragazzi.
Al termine la classe 4^ ha preparato in onore degli ospiti un meraviglioso pranzo a base di specialità liguri..
Sabato 16 Novembre Giovanni ha incontrato i ragazzi della 3^ B della scuola secondaria di primo grado dell’ Ist. Comprensivo di Cicagna. Mentre gli alunni stavano guardando la scena toccante di Giovanni e Peppino che percorrono i cento passi tratta dall’omonimo film, Giovanni ha fatto il suo ingresso in aula accolto con stupore e grande partecipazione dai ragazzi che hanno avuto la possibilità di rivolgergli molte domande alcune anche molto personali.
La giornata si è conclusa con la visita alla Libreria San Benedetto di Genova dove Giovanni è stato accolto dai volontari che portano avanti l’impegno di Don Andrea Gallo, grande amico di Giovanni e Felicetta. Una sala della libreria è stata infatti dedicata a Peppino già un anno fa in occasione dell’apertura della nuova sede a Sestri Ponente. Nell’occasione Giovanni ha avuto il piacere di conoscere don Federico Rebora, l’anziano parroco di San Benedetto che si rese disponibile ad accogliere il Gallo nel momento in cui sembrava non esservi altro posto per lui e il suo impegno per gli ultimi in tutta Genova.
A seguire alcune impressioni raccolte dai partecipanti ai diversi incontri.

Davide Capone – gruppo Cineforum delle Parrocchie della Valfontanabuona

 

Una giornata a Lavagna

Oggi venerdi 15 novembre 2013 e la sorte mi ha riservato una circostanza fortunata: poter passare una mattinata a Lavagna con Giovanni Impastato e Davide Mattiello nel ricordo di Peppino e del suo sacrificio. Per questo invito non comune debbo ringraziare Davide Capone –infaticabile coordinatore del “Gruppo Cineforum Parrocchie della Val Fontanabuona”- e Aurora Pittau del Comune di Lavagna.

La prima tappa è al Palazzo Comunale del paese dove ci attendono i rappresentanti istituzionali e una terza media disciplinatissima accompagnata da un nutrito gruppo di insegnanti.

Davide Mattiello –deputato in Commissione Antimafia- parla poco e con termini semplici che arrivano al cuore di chi amministra e soprattutto a quello dei “cittadini in erba”:

“L’antimafia è una battaglia per cui non bastano gli eroi solitari ma servono le reti.

Ogni volta che state insieme combattete le mafie: la lotta alle mafie comincia dall’attenzione all’altro, dalla simpatia, da uno sguardo differente.”

Giovanni racconta la sua infanzia passata nella campagna siciliana a contatto con una natura incontaminata: c’erano l’acqua dei pozzi, gli alberi, il cielo, la caccia incruenta alle rane e alle lucertole mentre di sera brillavano le lucciole rimpiante da Pierpaolo Pasolini.

Giovanni e Peppino non sospettavano che dietro all’innocenza di quel mondo contadino li aspettasse l’incontro traumatico con Cosa Nostra: lo scoprirono ancora adolescenti quando nel 1963 una bomba uccise il capomafia Cesare Manzella che per loro fino a quel momento era stato semplicemente uno zio.

La strage segna la fine dell’incoscienza e la conseguente presa di distanza dall’ambiente familiare: Peppino di fronte allo scempio del tritolo dice “se questa è la mafia io combatterò contro la mafia per tutta la vita”.

Il figlio di un mafioso con grande scandalo comincia a parlare di Cosa Nostra attraverso il giornale L’IDEA: viene denunciato pretestuosamente per un articolo sul campetto di calcio di Cinisi e la pubblicazione è costretta a chiudere. Peppino allora non molla, si improvvisa foto-reporter denunciando con le immagini la distruzione della bellezza nel suo territorio: serpenti d’asfalto e abusivismo edilizio infatti deturpano brutalmente il paesaggio mediterraneo in nome degli affari.

Peppino scrive anche poesie e articoli, attraverso la musica e l’arte riesce ad aggregare la gente: fonda una radio (RADIO AUT) in cui sbeffeggia i mafiosi e le autorità colluse minandone la reputazione. Ha superato una linea rossa da cui non tornerà indietro: verrà ucciso il 9 maggio del 1978 su ordine del boss Gaetano Badalamenti da lui ironicamente soprannominato “Tano Seduto”.

Oggi si possono percorrere con un percorso i “cento passi” che dalla CASA MEMORIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO conducono a CASA BADALAMENTI: l’abitazione confiscata al mafioso è aperta, simbolo concreto della possibilità di sconfiggere le organizzazione criminali nonostante tutto.

La giornata prosegue con la Scuola Alberghiera dove incontriamo un centinaio di ragazze e di ragazzi.

E’ l’ultima ora, siamo arrivati in ritardo: qualcuno ride, qualcuno si assopisce, qualcuno è imbarazzato. Poi scatta la tensione emotiva che aggancia sul filo dei ricordi di Giovanni e grazie alle sollecitazioni provocatorie di Davide che ricorda il dramma degli operatori turistici schiacciati dalla crisi e tentati dall’illegalità o dal chiedere aiuto a chi maneggia fiumi di denaro liquido sporco di violenza.

Giovanni rievoca la morte atroce del fratello, l’omertà, i depistaggi di alcuni uomini dello Stato che hanno cercato di far passare Peppino per terrorista: e allo stesso tempo il sacrificio dei magistrati che hanno riaperto l’inchiesta negli anni e il gesto riparatore della Commissione Antimafia che consegnò alla madre-coraggio Felicia la relazione dove si sanciva il movente criminale del delitto.

I ragazzi e le ragazze ascoltano, seguono e alla fine rivolgono domande dirette e interessate.

La giornata si chiude con un pranzo amorevolmente preparato dagli allievi del IV anno della scuola: menu tipico ligure da degustazione, interpretato per venire incontro alla celiachia di Davide Mattiello.

Perché anche i piccoli gesti di attenzione alle esigenze altrui sono un tassello di antimafia: perché vorremmo un’Italia più giusta e più libera e forse la stiamo costruendo un passo alla volta.

Giacomo Conti – volontario di LIBERA GENOVA

 

LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE…

Giovanni Impastato (fratello minore di Peppino Impastato), Davide Mattiello (deputato membro della commissione antimafia), Giacomo Conti (volontario di Libera Genova) il giorno 15 Novembre si sono incontrati con noi , presso la sala Consigliare del Comune di Lavagna, per discutere e sensibilizzarci su questa problematica.

“L’unico modo per sconfiggere la mafia è unirsi in gruppi o reti ; non c’è bisogno di singoli eroi ma di unità e persone forti”ci ha spiegato Davide Mattiello durante l’incontro.”Tutto parte da un semplice sentimento come la simpatia, dalla voglia di condividere e di relazionarsi con gli altri e dalla disponibilità di unirsi in gruppi”.

L’intervento di Giacomo Conti ci ha allarmato: la mafia ama i piccoli paesi dove regna la solidarietà e dove tutti si conoscono; quindi si potrebbe insinuare anche a Lavagna, come è avvenuto pochi anni fa a Bardonecchia e a Bordighera. In questi paesini del nord la mafia è riuscita ad entrare nei Consigli Comunali, così questi ultimi poi sono stati sciolti e il malaffare smascherato.

Per ultimo Giovanni, ci ha emozionato con la sua storia “Sono cresciuto fino alla vostra età con la mafia, la credevo una cosa buona!” spiega. Sino a quel momento i due fratelli avevano avuto un’infanzia felice e tranquilla, fidandosi della famiglia protettiva e patriarcale.

“Dopo la morte di nostro zio abbiamo aperto gli occhi e da lì Peppino ha deciso di combattere il malaffare, pur di dare la sua vita!” Un adolescente cresciuto in fretta ha deciso di offrire la sua vita, per far capire che la mafia era un’associazione “sporca” basata semplicemente su omertà, ingiustizia e violenza. Col film “100 Passi” inoltre abbiamo capito al meglio la loro storia, la voglia di vivere, di combattere! Cento sono i passi che occorre fare a Cinisi, città natale dei due, per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso, Gaetano Baldamenti. Nel film la scena che “mostra” i cento passi e davvero emozionante e fa capire come la mafia si può trovare così vicino a noi, senza farsi accorgere! Il maggiore tra i due fratelli per anni combatte il malaffare attraverso radio, articoli sul giornale e manifestazioni.

Ma, il 9 Maggio 1978, il giovane Peppino viene assassinato.

Lui voleva un paese migliore, voleva far avere a noi un paese migliore.

LA MAFIA VA AFFRONTATA E SCONFITTA, NON SI PUO’ RESTARE IN SILENZIO!

Scuola Media Don Gnocchi di Lavagna

Classe 3^ C
A.S. 2013/2014

 

LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE…

La mattina di venerdì 15 novembre 2013, nell’aula magna gremita dagli studenti delle classi prima e seconda della Scuola Alberghiera “CITTA’ DI LAVAGNA”, abbiamo avuto l’onore di ospitare Giovanni Impastato “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”, Davide Mattiello “Deputato membro della commissione antimafia”, Giacomo Conti “Volontario Libera Genova”, Davide Capone “Gruppo Cineforum delle Parrocchie della Valfontanabuona” sul tema: “LA MAFIA UCCIDE, IL SILENZIO PURE”.
Noi ragazzi, della classe 2^ A del CORSO “Operatore della ristorazione”, siamo rimasti molto colpiti da questi interventi e da ciò che ci è stato detto, soprattutto da Giovanni Impastato, protagonista di tale incontro. Ringraziamo il Comune di Lavagna, per l’organizzazione di questo appuntamento, la Direzione nella persona del Dott. Alessio Chiappe, i responsabili del Corso e tutti coloro che ci hanno dato la possibilità di conoscere tali preziosi testimoni.
Li ringraziamo davvero di cuore per averci fatto partecipi della storia difficile e coraggiosa di Giuseppe Impastato, simbolo della lotto contro la mafia e di aver lanciato a noi ragazzi e a tutti gli adulti presenti un monito importante: lo Stato siamo noi e quindi non soltanto dobbiamo dare fiducia alle istituzioni, rispettare la Costituzione, ma anche agire, conoscere, diventare comunità attiva e coraggiosa, che non accetta passivamente ingiustizie, collusioni con i poteri mafiosi che tolgono la libertà di svolgere onestamente il nostro lavoro e di vivere pienamente la nostra vita.
In particolar modo ci ha colpito ciò che è stato riferito sull’argomento del “pizzo”:
ancora oggi infatti molte persone e diverse categorie come gli imprenditori che rifiutano di pagare il pizzo vengono coinvolte loro malgrado in logiche mafiose.
Non ci eravamo mai soffermati a pensare che anche nel nostro futuro lavoro potremmo anche noi, nel nostro settore, essere soggetti a tali ricatti e violenze.
Il coraggio di Peppino Impastato e di tutti coloro che mettono quotidianamente impegno e portano avanti una lotta per i diritti e la legalità ci sia da monito quando pensiamo che nulla si può fare, che le mafie sono troppo potenti: lavoriamo insieme perché una goccia da sola non è niente ma tante gocce fanno il mare.

Scuola Alberghiera Città di Lavagna

Classe 2^ A

A.S. 2013/2014

 

 L’incontro con Giovanni Impastato……………………………

mi ha fatto molto piacere perché grazie a lui ora conosco la storia di un uomo che ha dedicato la sua vita alla legalità. (Paolo Dondero )

mi ha colpito per l’orrore della mafia, il coraggio di suo fratello Peppino, morto per aver tentato di sconfiggerla. Mi ha lasciato una sensazione di sgomento e vorrei che i mafiosi riflettessero sul dolore che infliggono alle persone che subiscono la mafia.
( Rachele Moscotto )

mi ha fatto molto riflettere, ho provato a mettermi nei suoi panni e probabilmente non sarei riuscito a vivere normalmente. ( Gabriele Terrile )

mi ha fatto sentire orgogliosa. Ho pensato: ” Che fortuna avere l’opportunità di sentire le sue parole proprio nella nostra scuola!!!”. ( Alessia Rampoldi )

ha suscitato in me grandi emozioni. Anch’io vorrei diventare un uomo coraggioso.
( Mattia Dentone )

è stato molto importante, ci ha reso più responsabili . In particolare, mi capita di ripensare ad una frase che ci ha detto: ” Non vogliamo vendetta nei confronti degli assassini di mio fratello, ma solo giustizia. ” ( Gabriele Russo )

Mi ha stupito ed è stato molto commovente. Penso che mi abbia insegnato molte cose. ( Matteo De Benedetti )

Poesia

I suoi lucidi occhi
mi portavano a pensare forti emozioni
di un duro passato, cruento
da rimembrare.
Nel cuore porta il valoroso fratello,
spinto dalla libertà,
spinto dalla possibilità
di toccare un ignoto nuovo futuro,
onde la felicità vi è padrona.
Mistero fitto di gioia e dolore,
bagnato con il sangue.
Il suo ricordo non verrà mai meno.
Spinti da ciò, noi dobbiamo
agire fino alla fine,
esalando l’ ultimo respiro.

( Christian Stefani )

 

3^ B

scuola media Cicagna

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SE NON ORA … ADESSO

SE NON ORA … ADESSO Campo Giovani di Progetto Continenti Onlus www.progettocontienti.org
Convento S. Andrea in Sabina, Collevecchio (Rieti) 3 – 7 novembre 2013

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 Carissimi e carissime, voglio scrivere qualcosa per voi sul nostro incontro con Giovanni Impastato, avvenuto il 4 novembre in occasione del Campo Giovani 2013. L’ho intitolato”Lunga è la notte”, come una poesia di Peppino. Lunga come la ricerca di pace, giustizia, verità … mai finita, a fianco di tutti coloro che sono morti per costruire un’altra storia, un’altra terra. Penso ai martiri del Salvador, Nicaragua e Guatemala, contrapposti ad un regime di tortura e genocidio, penso ai sopravvissuti che abbiamo incontrato, ai bambini venduti nel Petén per il traffico d’organi, penso alle donne e alle bambine di Awassa, mutilate per restare macchine da riproduzione per il maschio, penso ai bimbi cambogiani del Sangkeum, destinati a morire a causa del labbro leporino, sette anni di disgrazie ….

Ho provato un profondo senso di commozione misto ad una viva ammirazione per Peppino, per Giovanni, la loro famiglia, la loro storia. Dal momento in cui ho conosciuto Peppino Impastato sui libri, in servizi e documentari, negli incontri pubblici, mi sono letteralmente innamorata di lui, del suo cuore di poeta e di militante.
Peppino incarnava tenerezza e forza, intelligenza e umorismo, sensibilità e coraggio, raffinatezza e lucidità, concretezza ed entusiasmo. Assetato di bellezza, giustizia e verità, era molto attento ai dettagli e soffriva , soffriva tantissimo per le prevaricazioni, l’ignoranza e la cattiveria, da qualsiasi parte esse provenissero.
Il fratello Giovanni ne ha raccolto il testimone, un testimone scomodo, faticoso, difficile, ma di una luminosità indissolubile, di una potenza atomica. E’ la potenza della testimonianza, di chi ha vissuto e sofferto in prima persona, di chi ha deciso di continuare a lottare sempre e nonostante tutto, non solamente contro la mafia, ma anche per un mondo migliore. Nelle sue parole ho colto profezia, lungimiranza, capacità di analisi profonda e, ancora di più, al di là dei suoi modi “siciliani”, un po’ schivi, una umanità piena, senza confini. Un uomo unico, che con semplicità disarmante, non costruita, ci ha trasmesso vibranti anticorpi di vera legalità, sacralità e rispetto non di regole, norme o leggi in quanto tali, ma dell’Umanità . “Il sabato è per l’uomo, non l’uomo per il sabato” diceva qualcuno duemila anni fa, tra le vie polverose di Nazareth, mentre esortava a scuotere questa polvere dai calzari nei confronti di chi non voleva comprendere, ascoltare.
Navigando poi sul nuovo sito www.casamemoria.it, ho trovato uno dei suoi discorsi scritti nel maggio 2011, in occasione dell’anniversario dell’uccisione di Peppino: allora ho pensato che questo potesse esprimere meglio di ogni altro la sintesi del suo messaggio. Suggerisco di leggerlo con attenzione e lentezza: ogni cuore puro non potrà che coglierne tutta la forza intrinseca, sprigionata, a volte credo, addirittura inconsapevolmente.
Grazie ai due fratelli Impastato per questo INCONTRO memorabile, fecondante e privilegiato che ci hanno regalato. A tutti noi la responsabilità di non gettare via i semi, di custodirli, coltivarli, farli fiorire e fruttificare, profumando e nutrendo le nostre vite, le nostre città e i nostri luoghi. Saremo ancora gli stessi di prima?
Sentinella, quanto resta della notte?
La sentinella risponde:
Viene il mattino, e poi anche la notte
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!
[Isaia 21, 11-12]

Peppino, un ragazzo attento alla sua realtà, una sentinella: anche nel buio della notte, quando sulla sua anima appassionata d’ amore per la gente e per la sua terra, scendeva l’angoscia, scrutava sempre con speranza l’orizzonte buio e livido, in trepidante attesa delle prime luci del mattino. Tanto pativa la notte, tanto gustava il giorno.

Lunga è la notte … un’ansia di luce morda gli uomini e le donne che non sognano più. Luigi Verdi
Lunga è la notte … Un sogno ci spinge a varcare il confine, un sogno che impazza e innamora l’universo. D.M. Turoldo
Tiziana Bonora
Cinisi, 9 maggio 2011
” […..] Il nostro percorso vuole fare dell’impegno, ma anche dell’arte, della poesia, della cultura e di ogni forma di sensibilizzazione mezzi di azione politica che sappiano apportare cambiamenti effettivi nel territorio, nelle persone, nel loro modo di prendersi cura degli altri e del loro mondo.
Rifiutiamo ogni forma di cecità o di settarismo, ogni stereotipo o infantilismo.
Fare politica vuol dire coltivare il proprio senso di responsabilità, farsi capaci di ascoltare gli altri e trovare il giusto modo di farsi capire, il giusto linguaggio.
[…] Fare politica oggi per noi sull’onda di quanto realizzato da Peppino vuol dire lavorare per obiettivi raggiungibili, passo dopo passo, lungo la strada che speriamo ci conduca al cambiamento reale di questo paese.
Casa Memoria Impastato c’è e ci sarà e spera di poter essere un punto di riferimento per il paese di Cinisi, specie per le nuove generazioni, per quei giovani che ci hanno forse guardato con disprezzo o con indifferenza coi quali speriamo di iniziare un dialogo per riportare la loro attenzione su quelle che sono le vere necessità proprie e del contesto in cui vivono.
Vogliamo, nei limiti del possibile restituire loro la speranza, la voglia di riscoprirsi come soggetti agenti e fattori del proprio futuro.
Perché nel vuoto culturale ed umano che ci circonda è da lì che bisogna cominciare, evitando invasioni e forzature o inutili forme di indottrinamento politico, basate su fantocci o falsi simboli che non hanno nulla a che fare con il saper parlare alla gente.
L’impegno politico di Peppino, il suo essere un rivoluzionario comunista partiva dall’essere un uomo creativo e sensibile, non prescindeva dal fare propri quei mezzi più efficaci per farsi ascoltare, come la radio, il teatro di strada, le animazioni con i bambini del paese, i festival musicali accanto al lavoro di controinformazione, i cortei, le occupazioni, gli scontri, ecc.
[….] È vero, le divisioni fanno male, come gli screzi, ma fa più male la mancanza di chiarezza, di fiducia e di rispetto, che scatena tensioni, offese ed incomprensioni.
Fa più male la stagnazione della crisi, che gonfia solo i risentimenti, e per questo a volte è necessario scatenarla, lasciare che si apra al dibattito, poiché solo in questo modo si può ricominciare.
Fa più male, infine, la mancanza di riflessione e crescita politica, il lasciarsi andare agli istinti e all’emotività spesso negativa senza mostrare alcun tipo di maturità o di strategia che duri nel tempo.
Questa è la nostra forma di resistenza, non solo a chi dall’esterno vuole cancellare la memoria o vanificare il suo effetto, ma anche verso chi dall’interno si lascia trascinare dalla distruttività e non dalla creatività.
Forse tutto questo ci porterà alla solitudine, ma è un prezzo accettabile rispetto all’importanza di ciò che vogliamo difendere.
La nostra necessità è anche quella di consolidare la memoria di ciò che è accaduto anche dopo la morte di Peppino negli ultimi 33 anni, per conservare la nostra dignità e il rispetto nei confronti dell’immane lavoro che abbiamo svolto.
Non vogliamo certo ringraziamenti, vogliamo soltanto poter continuare a lavorare, ad incontrare, a confrontarci, liberi da qualsiasi forma di strumentale condizionamento e di incatenamento.
Vi abbraccio tutti…
Giovanni Impastato

Fiore di campo nasce
sul grembo della terra nera,
fiore di campo cresce
odoroso di fresca rugiada.
Peppino Fiore di campo muore
sciogliendo sulla terra gli umori segreti

 

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M Impastato 2.12.2013 A3L

GIOVANI, RESPONSABILITA’, COSTITUZIONE

M Impastato 2.12.2013 A3L Giovanni Impastato incontra giovani e adulti del Gemonese per parlare di giustizia ed impegno per il «bene comune»

Lunedì 2 dicembre, alle ore 20.15 presso il Teatro «Monsignor Lavaroni» di Artegna, Giovanni Impastato, fratello di Peppino, giornalista e attivista siciliano fondatore di Radio Aut ucciso dalla mafia nel 1978, incontrerà la popolazione portando la propria testimonianza di impegno nella lotta contro la criminalità organizzata. Un impegno che deve partire anche dal basso, dal «coraggio delle parole» perché «non esiste un paese democratico senza un’informazione libera». Riprende così il percorso di educazione alla legalità e alla responsabilità promosso a partire dall’anno scolastico 2012/2013 dalla Rete territoriale «B*sogno d’esserci», che riunisce Comuni, Scuole, Servizi ed altre organizzazioni operanti a favore di bambini, ragazzi e giovani nel territorio del Gemonese. La testimonianza di Impastato sarà preceduta da altri due interventi. Racconteranno la loro esperienza alcuni studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Gemona del Friuli e di Tolmezzo partecipanti al campo di volontariato e formazione organizzato da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie nel luglio 2013 a Marina di Cinisi (Palermo), su terreni confiscati alla criminalità organizzata. L’esperienza ha permesso ai giovani di acquisire maggiore consapevolezza rispetto al fenomeno mafioso e alle conseguenze che esso produce. Con la popolazione locale, in particolare con Giovanni Impastato e con i gestori del bene confiscato alla mafia, gli studenti hanno condiviso sia le difficoltà quotidianamente incontrate da chi si oppone alla diffusa mentalità omertosa e condizionata dal controllo mafioso, sia il forte desiderio di cambiare e migliorare la società coinvolgendo le persone nella lotta alla criminalità attraverso strumenti come l’informazione e la cultura, proprio come faceva Peppino Impastato. Interverrà inoltre Francesco Cautero, referente del Coordinamento Provinciale Libera di Udine, che sta supportando un gruppo di giovani e di volontari di Gemona del Friuli motivati a dar vita ad un presidio territoriale di Libera sul territorio. La serata sarà introdotta e coordinata da Angelo Floramo, docente presso l’I.T.C.G. «Giuseppe Marchetti» di Gemona del Friuli. Nelle mattinate del 2 e 3 dicembre, presso l’Auditorium dell’I.S.I.S «D’Aronco» di Gemona del Friuli, Giovanni Impastato incontrerà anche gli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado del Gemonese. La rete «B*sogno d’esserci» è nata nell’anno scolastico 2010/2011 con le seguenti finalità: contribuire alla costruzione di una «comunità educante» che sappia meglio comprendere e rispondere ai bisogni dei minori; condurre a sintesi ed integrare le numerose attività a sostegno del mondo giovanile in atto sul territorio; intervenire congiuntamente su alcune aree individuate come prioritarie: l’educazione alla cittadinanza attiva, la prevenzione delle dipendenze, la formazione ad un corretto uso delle tecnologie, la promozione del ben-essere e di stili di vita sani ed equilibrati, l’integrazione con le diversità. La rete è costituita dalle seguenti realtà: Comuni di Artegna, Bordano, Gemona del Friuli, Montenars, Osoppo, Trasaghis, Venzone, Moggio Udinese e Resiutta, Associazione Genitori «Liceo Magrini», Dipartimento di Prevenzione, Dipartimento per le Dipendenze e Distretto socio-sanitario n. 1 dell’A.S.S. n. 3 «Alto Friuli», IAL Innovazione Apprendimento Lavoro Friuli Venezia Giulia – sede di Gemona del Friuli, Istituti Comprensivi di Gemona del Friuli e di Trasaghis, Istituto Statale d’Istruzione Superiore «Raimondo D’Aronco», Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri «Giuseppe Marchetti», Liceo Scientifico Statale «Luigi Magrini» e Servizio sociale dei Comuni dell’Ambito distrettuale n. 3.1 «Gemonese, Canal del Ferro, Val Canale».{jcomments on}