Foto 2 - Comune di Lavagna - Incontro pubblico con la classe 3C

Lavagna: la mafia uccide il silenzio pure

Foto 2 - Comune di Lavagna - Incontro pubblico con la classe 3C

 

Il gruppo Cineforum delle Parrocchie della Valfontanabuona ha avuto il piacere di ospitare Giovanni Impastato nelle giornate del 15 e 16 Novembre. La testimonianza della sua esperienza e del suo impegno lungo una vita è sempre occasione preziosa da riproporre all’ascolto dei ragazzi delle scuole del nostro territorio.
Nella giornata di venerdì 15 Giovanni è stato accolto ufficialmente insieme a Davide Mattiello- deputato membro della Commissione Antimafia e Giacomo Conti – volontario di Libera, Genova presso la sala consigliare del Comune di Lavagna dal Sindaco Giuliano Vaccarezza, dalla delegata alla Pubblica Istruzione Aurora Pittau e dal Presidente della Scuola Alberghiera Alessio Chiappe.
All’incontro pubblico era presente la classe 3^ C della scuola secondaria di primo grado dell’Ist. Comprensivo di Lavagna.
Giovanni ha ricevuto il benvenuto in città dalla Dott.sa Fernanda Contri già presidente della Corte Costituzionale e persona di grande impegno nella diffusione della cultura alla legalità e dei diritti.
La mattina è proseguita presso la Scuola Alberghiera “Città di Lavagna” dove gli alunni delle classi 1^-2^ e 4^ hanno potuto ascoltare il toccante racconto di Giovanni, le parole di Davide Mattiello attraverso cui hanno conosciuto l’impegno dello Stato nella lotta alle mafie e la testimonianza di Giacomo Conti che ha saputo rendere concreto il problema delle mafie portando ad esempio la questione del “pizzo” nei confronti degli imprenditori del settore alberghiero, esempio che ha molto colpito i ragazzi.
Al termine la classe 4^ ha preparato in onore degli ospiti un meraviglioso pranzo a base di specialità liguri..
Sabato 16 Novembre Giovanni ha incontrato i ragazzi della 3^ B della scuola secondaria di primo grado dell’ Ist. Comprensivo di Cicagna. Mentre gli alunni stavano guardando la scena toccante di Giovanni e Peppino che percorrono i cento passi tratta dall’omonimo film, Giovanni ha fatto il suo ingresso in aula accolto con stupore e grande partecipazione dai ragazzi che hanno avuto la possibilità di rivolgergli molte domande alcune anche molto personali.
La giornata si è conclusa con la visita alla Libreria San Benedetto di Genova dove Giovanni è stato accolto dai volontari che portano avanti l’impegno di Don Andrea Gallo, grande amico di Giovanni e Felicetta. Una sala della libreria è stata infatti dedicata a Peppino già un anno fa in occasione dell’apertura della nuova sede a Sestri Ponente. Nell’occasione Giovanni ha avuto il piacere di conoscere don Federico Rebora, l’anziano parroco di San Benedetto che si rese disponibile ad accogliere il Gallo nel momento in cui sembrava non esservi altro posto per lui e il suo impegno per gli ultimi in tutta Genova.
A seguire alcune impressioni raccolte dai partecipanti ai diversi incontri.

Davide Capone – gruppo Cineforum delle Parrocchie della Valfontanabuona

 

Una giornata a Lavagna

Oggi venerdi 15 novembre 2013 e la sorte mi ha riservato una circostanza fortunata: poter passare una mattinata a Lavagna con Giovanni Impastato e Davide Mattiello nel ricordo di Peppino e del suo sacrificio. Per questo invito non comune debbo ringraziare Davide Capone –infaticabile coordinatore del “Gruppo Cineforum Parrocchie della Val Fontanabuona”- e Aurora Pittau del Comune di Lavagna.

La prima tappa è al Palazzo Comunale del paese dove ci attendono i rappresentanti istituzionali e una terza media disciplinatissima accompagnata da un nutrito gruppo di insegnanti.

Davide Mattiello –deputato in Commissione Antimafia- parla poco e con termini semplici che arrivano al cuore di chi amministra e soprattutto a quello dei “cittadini in erba”:

“L’antimafia è una battaglia per cui non bastano gli eroi solitari ma servono le reti.

Ogni volta che state insieme combattete le mafie: la lotta alle mafie comincia dall’attenzione all’altro, dalla simpatia, da uno sguardo differente.”

Giovanni racconta la sua infanzia passata nella campagna siciliana a contatto con una natura incontaminata: c’erano l’acqua dei pozzi, gli alberi, il cielo, la caccia incruenta alle rane e alle lucertole mentre di sera brillavano le lucciole rimpiante da Pierpaolo Pasolini.

Giovanni e Peppino non sospettavano che dietro all’innocenza di quel mondo contadino li aspettasse l’incontro traumatico con Cosa Nostra: lo scoprirono ancora adolescenti quando nel 1963 una bomba uccise il capomafia Cesare Manzella che per loro fino a quel momento era stato semplicemente uno zio.

La strage segna la fine dell’incoscienza e la conseguente presa di distanza dall’ambiente familiare: Peppino di fronte allo scempio del tritolo dice “se questa è la mafia io combatterò contro la mafia per tutta la vita”.

Il figlio di un mafioso con grande scandalo comincia a parlare di Cosa Nostra attraverso il giornale L’IDEA: viene denunciato pretestuosamente per un articolo sul campetto di calcio di Cinisi e la pubblicazione è costretta a chiudere. Peppino allora non molla, si improvvisa foto-reporter denunciando con le immagini la distruzione della bellezza nel suo territorio: serpenti d’asfalto e abusivismo edilizio infatti deturpano brutalmente il paesaggio mediterraneo in nome degli affari.

Peppino scrive anche poesie e articoli, attraverso la musica e l’arte riesce ad aggregare la gente: fonda una radio (RADIO AUT) in cui sbeffeggia i mafiosi e le autorità colluse minandone la reputazione. Ha superato una linea rossa da cui non tornerà indietro: verrà ucciso il 9 maggio del 1978 su ordine del boss Gaetano Badalamenti da lui ironicamente soprannominato “Tano Seduto”.

Oggi si possono percorrere con un percorso i “cento passi” che dalla CASA MEMORIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO conducono a CASA BADALAMENTI: l’abitazione confiscata al mafioso è aperta, simbolo concreto della possibilità di sconfiggere le organizzazione criminali nonostante tutto.

La giornata prosegue con la Scuola Alberghiera dove incontriamo un centinaio di ragazze e di ragazzi.

E’ l’ultima ora, siamo arrivati in ritardo: qualcuno ride, qualcuno si assopisce, qualcuno è imbarazzato. Poi scatta la tensione emotiva che aggancia sul filo dei ricordi di Giovanni e grazie alle sollecitazioni provocatorie di Davide che ricorda il dramma degli operatori turistici schiacciati dalla crisi e tentati dall’illegalità o dal chiedere aiuto a chi maneggia fiumi di denaro liquido sporco di violenza.

Giovanni rievoca la morte atroce del fratello, l’omertà, i depistaggi di alcuni uomini dello Stato che hanno cercato di far passare Peppino per terrorista: e allo stesso tempo il sacrificio dei magistrati che hanno riaperto l’inchiesta negli anni e il gesto riparatore della Commissione Antimafia che consegnò alla madre-coraggio Felicia la relazione dove si sanciva il movente criminale del delitto.

I ragazzi e le ragazze ascoltano, seguono e alla fine rivolgono domande dirette e interessate.

La giornata si chiude con un pranzo amorevolmente preparato dagli allievi del IV anno della scuola: menu tipico ligure da degustazione, interpretato per venire incontro alla celiachia di Davide Mattiello.

Perché anche i piccoli gesti di attenzione alle esigenze altrui sono un tassello di antimafia: perché vorremmo un’Italia più giusta e più libera e forse la stiamo costruendo un passo alla volta.

Giacomo Conti – volontario di LIBERA GENOVA

 

LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE…

Giovanni Impastato (fratello minore di Peppino Impastato), Davide Mattiello (deputato membro della commissione antimafia), Giacomo Conti (volontario di Libera Genova) il giorno 15 Novembre si sono incontrati con noi , presso la sala Consigliare del Comune di Lavagna, per discutere e sensibilizzarci su questa problematica.

“L’unico modo per sconfiggere la mafia è unirsi in gruppi o reti ; non c’è bisogno di singoli eroi ma di unità e persone forti”ci ha spiegato Davide Mattiello durante l’incontro.”Tutto parte da un semplice sentimento come la simpatia, dalla voglia di condividere e di relazionarsi con gli altri e dalla disponibilità di unirsi in gruppi”.

L’intervento di Giacomo Conti ci ha allarmato: la mafia ama i piccoli paesi dove regna la solidarietà e dove tutti si conoscono; quindi si potrebbe insinuare anche a Lavagna, come è avvenuto pochi anni fa a Bardonecchia e a Bordighera. In questi paesini del nord la mafia è riuscita ad entrare nei Consigli Comunali, così questi ultimi poi sono stati sciolti e il malaffare smascherato.

Per ultimo Giovanni, ci ha emozionato con la sua storia “Sono cresciuto fino alla vostra età con la mafia, la credevo una cosa buona!” spiega. Sino a quel momento i due fratelli avevano avuto un’infanzia felice e tranquilla, fidandosi della famiglia protettiva e patriarcale.

“Dopo la morte di nostro zio abbiamo aperto gli occhi e da lì Peppino ha deciso di combattere il malaffare, pur di dare la sua vita!” Un adolescente cresciuto in fretta ha deciso di offrire la sua vita, per far capire che la mafia era un’associazione “sporca” basata semplicemente su omertà, ingiustizia e violenza. Col film “100 Passi” inoltre abbiamo capito al meglio la loro storia, la voglia di vivere, di combattere! Cento sono i passi che occorre fare a Cinisi, città natale dei due, per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso, Gaetano Baldamenti. Nel film la scena che “mostra” i cento passi e davvero emozionante e fa capire come la mafia si può trovare così vicino a noi, senza farsi accorgere! Il maggiore tra i due fratelli per anni combatte il malaffare attraverso radio, articoli sul giornale e manifestazioni.

Ma, il 9 Maggio 1978, il giovane Peppino viene assassinato.

Lui voleva un paese migliore, voleva far avere a noi un paese migliore.

LA MAFIA VA AFFRONTATA E SCONFITTA, NON SI PUO’ RESTARE IN SILENZIO!

Scuola Media Don Gnocchi di Lavagna

Classe 3^ C
A.S. 2013/2014

 

LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE…

La mattina di venerdì 15 novembre 2013, nell’aula magna gremita dagli studenti delle classi prima e seconda della Scuola Alberghiera “CITTA’ DI LAVAGNA”, abbiamo avuto l’onore di ospitare Giovanni Impastato “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”, Davide Mattiello “Deputato membro della commissione antimafia”, Giacomo Conti “Volontario Libera Genova”, Davide Capone “Gruppo Cineforum delle Parrocchie della Valfontanabuona” sul tema: “LA MAFIA UCCIDE, IL SILENZIO PURE”.
Noi ragazzi, della classe 2^ A del CORSO “Operatore della ristorazione”, siamo rimasti molto colpiti da questi interventi e da ciò che ci è stato detto, soprattutto da Giovanni Impastato, protagonista di tale incontro. Ringraziamo il Comune di Lavagna, per l’organizzazione di questo appuntamento, la Direzione nella persona del Dott. Alessio Chiappe, i responsabili del Corso e tutti coloro che ci hanno dato la possibilità di conoscere tali preziosi testimoni.
Li ringraziamo davvero di cuore per averci fatto partecipi della storia difficile e coraggiosa di Giuseppe Impastato, simbolo della lotto contro la mafia e di aver lanciato a noi ragazzi e a tutti gli adulti presenti un monito importante: lo Stato siamo noi e quindi non soltanto dobbiamo dare fiducia alle istituzioni, rispettare la Costituzione, ma anche agire, conoscere, diventare comunità attiva e coraggiosa, che non accetta passivamente ingiustizie, collusioni con i poteri mafiosi che tolgono la libertà di svolgere onestamente il nostro lavoro e di vivere pienamente la nostra vita.
In particolar modo ci ha colpito ciò che è stato riferito sull’argomento del “pizzo”:
ancora oggi infatti molte persone e diverse categorie come gli imprenditori che rifiutano di pagare il pizzo vengono coinvolte loro malgrado in logiche mafiose.
Non ci eravamo mai soffermati a pensare che anche nel nostro futuro lavoro potremmo anche noi, nel nostro settore, essere soggetti a tali ricatti e violenze.
Il coraggio di Peppino Impastato e di tutti coloro che mettono quotidianamente impegno e portano avanti una lotta per i diritti e la legalità ci sia da monito quando pensiamo che nulla si può fare, che le mafie sono troppo potenti: lavoriamo insieme perché una goccia da sola non è niente ma tante gocce fanno il mare.

Scuola Alberghiera Città di Lavagna

Classe 2^ A

A.S. 2013/2014

 

 L’incontro con Giovanni Impastato……………………………

mi ha fatto molto piacere perché grazie a lui ora conosco la storia di un uomo che ha dedicato la sua vita alla legalità. (Paolo Dondero )

mi ha colpito per l’orrore della mafia, il coraggio di suo fratello Peppino, morto per aver tentato di sconfiggerla. Mi ha lasciato una sensazione di sgomento e vorrei che i mafiosi riflettessero sul dolore che infliggono alle persone che subiscono la mafia.
( Rachele Moscotto )

mi ha fatto molto riflettere, ho provato a mettermi nei suoi panni e probabilmente non sarei riuscito a vivere normalmente. ( Gabriele Terrile )

mi ha fatto sentire orgogliosa. Ho pensato: ” Che fortuna avere l’opportunità di sentire le sue parole proprio nella nostra scuola!!!”. ( Alessia Rampoldi )

ha suscitato in me grandi emozioni. Anch’io vorrei diventare un uomo coraggioso.
( Mattia Dentone )

è stato molto importante, ci ha reso più responsabili . In particolare, mi capita di ripensare ad una frase che ci ha detto: ” Non vogliamo vendetta nei confronti degli assassini di mio fratello, ma solo giustizia. ” ( Gabriele Russo )

Mi ha stupito ed è stato molto commovente. Penso che mi abbia insegnato molte cose. ( Matteo De Benedetti )

Poesia

I suoi lucidi occhi
mi portavano a pensare forti emozioni
di un duro passato, cruento
da rimembrare.
Nel cuore porta il valoroso fratello,
spinto dalla libertà,
spinto dalla possibilità
di toccare un ignoto nuovo futuro,
onde la felicità vi è padrona.
Mistero fitto di gioia e dolore,
bagnato con il sangue.
Il suo ricordo non verrà mai meno.
Spinti da ciò, noi dobbiamo
agire fino alla fine,
esalando l’ ultimo respiro.

( Christian Stefani )

 

3^ B

scuola media Cicagna

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SE NON ORA … ADESSO

SE NON ORA … ADESSO Campo Giovani di Progetto Continenti Onlus www.progettocontienti.org
Convento S. Andrea in Sabina, Collevecchio (Rieti) 3 – 7 novembre 2013

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 Carissimi e carissime, voglio scrivere qualcosa per voi sul nostro incontro con Giovanni Impastato, avvenuto il 4 novembre in occasione del Campo Giovani 2013. L’ho intitolato”Lunga è la notte”, come una poesia di Peppino. Lunga come la ricerca di pace, giustizia, verità … mai finita, a fianco di tutti coloro che sono morti per costruire un’altra storia, un’altra terra. Penso ai martiri del Salvador, Nicaragua e Guatemala, contrapposti ad un regime di tortura e genocidio, penso ai sopravvissuti che abbiamo incontrato, ai bambini venduti nel Petén per il traffico d’organi, penso alle donne e alle bambine di Awassa, mutilate per restare macchine da riproduzione per il maschio, penso ai bimbi cambogiani del Sangkeum, destinati a morire a causa del labbro leporino, sette anni di disgrazie ….

Ho provato un profondo senso di commozione misto ad una viva ammirazione per Peppino, per Giovanni, la loro famiglia, la loro storia. Dal momento in cui ho conosciuto Peppino Impastato sui libri, in servizi e documentari, negli incontri pubblici, mi sono letteralmente innamorata di lui, del suo cuore di poeta e di militante.
Peppino incarnava tenerezza e forza, intelligenza e umorismo, sensibilità e coraggio, raffinatezza e lucidità, concretezza ed entusiasmo. Assetato di bellezza, giustizia e verità, era molto attento ai dettagli e soffriva , soffriva tantissimo per le prevaricazioni, l’ignoranza e la cattiveria, da qualsiasi parte esse provenissero.
Il fratello Giovanni ne ha raccolto il testimone, un testimone scomodo, faticoso, difficile, ma di una luminosità indissolubile, di una potenza atomica. E’ la potenza della testimonianza, di chi ha vissuto e sofferto in prima persona, di chi ha deciso di continuare a lottare sempre e nonostante tutto, non solamente contro la mafia, ma anche per un mondo migliore. Nelle sue parole ho colto profezia, lungimiranza, capacità di analisi profonda e, ancora di più, al di là dei suoi modi “siciliani”, un po’ schivi, una umanità piena, senza confini. Un uomo unico, che con semplicità disarmante, non costruita, ci ha trasmesso vibranti anticorpi di vera legalità, sacralità e rispetto non di regole, norme o leggi in quanto tali, ma dell’Umanità . “Il sabato è per l’uomo, non l’uomo per il sabato” diceva qualcuno duemila anni fa, tra le vie polverose di Nazareth, mentre esortava a scuotere questa polvere dai calzari nei confronti di chi non voleva comprendere, ascoltare.
Navigando poi sul nuovo sito www.casamemoria.it, ho trovato uno dei suoi discorsi scritti nel maggio 2011, in occasione dell’anniversario dell’uccisione di Peppino: allora ho pensato che questo potesse esprimere meglio di ogni altro la sintesi del suo messaggio. Suggerisco di leggerlo con attenzione e lentezza: ogni cuore puro non potrà che coglierne tutta la forza intrinseca, sprigionata, a volte credo, addirittura inconsapevolmente.
Grazie ai due fratelli Impastato per questo INCONTRO memorabile, fecondante e privilegiato che ci hanno regalato. A tutti noi la responsabilità di non gettare via i semi, di custodirli, coltivarli, farli fiorire e fruttificare, profumando e nutrendo le nostre vite, le nostre città e i nostri luoghi. Saremo ancora gli stessi di prima?
Sentinella, quanto resta della notte?
La sentinella risponde:
Viene il mattino, e poi anche la notte
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!
[Isaia 21, 11-12]

Peppino, un ragazzo attento alla sua realtà, una sentinella: anche nel buio della notte, quando sulla sua anima appassionata d’ amore per la gente e per la sua terra, scendeva l’angoscia, scrutava sempre con speranza l’orizzonte buio e livido, in trepidante attesa delle prime luci del mattino. Tanto pativa la notte, tanto gustava il giorno.

Lunga è la notte … un’ansia di luce morda gli uomini e le donne che non sognano più. Luigi Verdi
Lunga è la notte … Un sogno ci spinge a varcare il confine, un sogno che impazza e innamora l’universo. D.M. Turoldo
Tiziana Bonora
Cinisi, 9 maggio 2011
” […..] Il nostro percorso vuole fare dell’impegno, ma anche dell’arte, della poesia, della cultura e di ogni forma di sensibilizzazione mezzi di azione politica che sappiano apportare cambiamenti effettivi nel territorio, nelle persone, nel loro modo di prendersi cura degli altri e del loro mondo.
Rifiutiamo ogni forma di cecità o di settarismo, ogni stereotipo o infantilismo.
Fare politica vuol dire coltivare il proprio senso di responsabilità, farsi capaci di ascoltare gli altri e trovare il giusto modo di farsi capire, il giusto linguaggio.
[…] Fare politica oggi per noi sull’onda di quanto realizzato da Peppino vuol dire lavorare per obiettivi raggiungibili, passo dopo passo, lungo la strada che speriamo ci conduca al cambiamento reale di questo paese.
Casa Memoria Impastato c’è e ci sarà e spera di poter essere un punto di riferimento per il paese di Cinisi, specie per le nuove generazioni, per quei giovani che ci hanno forse guardato con disprezzo o con indifferenza coi quali speriamo di iniziare un dialogo per riportare la loro attenzione su quelle che sono le vere necessità proprie e del contesto in cui vivono.
Vogliamo, nei limiti del possibile restituire loro la speranza, la voglia di riscoprirsi come soggetti agenti e fattori del proprio futuro.
Perché nel vuoto culturale ed umano che ci circonda è da lì che bisogna cominciare, evitando invasioni e forzature o inutili forme di indottrinamento politico, basate su fantocci o falsi simboli che non hanno nulla a che fare con il saper parlare alla gente.
L’impegno politico di Peppino, il suo essere un rivoluzionario comunista partiva dall’essere un uomo creativo e sensibile, non prescindeva dal fare propri quei mezzi più efficaci per farsi ascoltare, come la radio, il teatro di strada, le animazioni con i bambini del paese, i festival musicali accanto al lavoro di controinformazione, i cortei, le occupazioni, gli scontri, ecc.
[….] È vero, le divisioni fanno male, come gli screzi, ma fa più male la mancanza di chiarezza, di fiducia e di rispetto, che scatena tensioni, offese ed incomprensioni.
Fa più male la stagnazione della crisi, che gonfia solo i risentimenti, e per questo a volte è necessario scatenarla, lasciare che si apra al dibattito, poiché solo in questo modo si può ricominciare.
Fa più male, infine, la mancanza di riflessione e crescita politica, il lasciarsi andare agli istinti e all’emotività spesso negativa senza mostrare alcun tipo di maturità o di strategia che duri nel tempo.
Questa è la nostra forma di resistenza, non solo a chi dall’esterno vuole cancellare la memoria o vanificare il suo effetto, ma anche verso chi dall’interno si lascia trascinare dalla distruttività e non dalla creatività.
Forse tutto questo ci porterà alla solitudine, ma è un prezzo accettabile rispetto all’importanza di ciò che vogliamo difendere.
La nostra necessità è anche quella di consolidare la memoria di ciò che è accaduto anche dopo la morte di Peppino negli ultimi 33 anni, per conservare la nostra dignità e il rispetto nei confronti dell’immane lavoro che abbiamo svolto.
Non vogliamo certo ringraziamenti, vogliamo soltanto poter continuare a lavorare, ad incontrare, a confrontarci, liberi da qualsiasi forma di strumentale condizionamento e di incatenamento.
Vi abbraccio tutti…
Giovanni Impastato

Fiore di campo nasce
sul grembo della terra nera,
fiore di campo cresce
odoroso di fresca rugiada.
Peppino Fiore di campo muore
sciogliendo sulla terra gli umori segreti

 

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M Impastato 2.12.2013 A3L

GIOVANI, RESPONSABILITA’, COSTITUZIONE

M Impastato 2.12.2013 A3L Giovanni Impastato incontra giovani e adulti del Gemonese per parlare di giustizia ed impegno per il «bene comune»

Lunedì 2 dicembre, alle ore 20.15 presso il Teatro «Monsignor Lavaroni» di Artegna, Giovanni Impastato, fratello di Peppino, giornalista e attivista siciliano fondatore di Radio Aut ucciso dalla mafia nel 1978, incontrerà la popolazione portando la propria testimonianza di impegno nella lotta contro la criminalità organizzata. Un impegno che deve partire anche dal basso, dal «coraggio delle parole» perché «non esiste un paese democratico senza un’informazione libera». Riprende così il percorso di educazione alla legalità e alla responsabilità promosso a partire dall’anno scolastico 2012/2013 dalla Rete territoriale «B*sogno d’esserci», che riunisce Comuni, Scuole, Servizi ed altre organizzazioni operanti a favore di bambini, ragazzi e giovani nel territorio del Gemonese. La testimonianza di Impastato sarà preceduta da altri due interventi. Racconteranno la loro esperienza alcuni studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Gemona del Friuli e di Tolmezzo partecipanti al campo di volontariato e formazione organizzato da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie nel luglio 2013 a Marina di Cinisi (Palermo), su terreni confiscati alla criminalità organizzata. L’esperienza ha permesso ai giovani di acquisire maggiore consapevolezza rispetto al fenomeno mafioso e alle conseguenze che esso produce. Con la popolazione locale, in particolare con Giovanni Impastato e con i gestori del bene confiscato alla mafia, gli studenti hanno condiviso sia le difficoltà quotidianamente incontrate da chi si oppone alla diffusa mentalità omertosa e condizionata dal controllo mafioso, sia il forte desiderio di cambiare e migliorare la società coinvolgendo le persone nella lotta alla criminalità attraverso strumenti come l’informazione e la cultura, proprio come faceva Peppino Impastato. Interverrà inoltre Francesco Cautero, referente del Coordinamento Provinciale Libera di Udine, che sta supportando un gruppo di giovani e di volontari di Gemona del Friuli motivati a dar vita ad un presidio territoriale di Libera sul territorio. La serata sarà introdotta e coordinata da Angelo Floramo, docente presso l’I.T.C.G. «Giuseppe Marchetti» di Gemona del Friuli. Nelle mattinate del 2 e 3 dicembre, presso l’Auditorium dell’I.S.I.S «D’Aronco» di Gemona del Friuli, Giovanni Impastato incontrerà anche gli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado del Gemonese. La rete «B*sogno d’esserci» è nata nell’anno scolastico 2010/2011 con le seguenti finalità: contribuire alla costruzione di una «comunità educante» che sappia meglio comprendere e rispondere ai bisogni dei minori; condurre a sintesi ed integrare le numerose attività a sostegno del mondo giovanile in atto sul territorio; intervenire congiuntamente su alcune aree individuate come prioritarie: l’educazione alla cittadinanza attiva, la prevenzione delle dipendenze, la formazione ad un corretto uso delle tecnologie, la promozione del ben-essere e di stili di vita sani ed equilibrati, l’integrazione con le diversità. La rete è costituita dalle seguenti realtà: Comuni di Artegna, Bordano, Gemona del Friuli, Montenars, Osoppo, Trasaghis, Venzone, Moggio Udinese e Resiutta, Associazione Genitori «Liceo Magrini», Dipartimento di Prevenzione, Dipartimento per le Dipendenze e Distretto socio-sanitario n. 1 dell’A.S.S. n. 3 «Alto Friuli», IAL Innovazione Apprendimento Lavoro Friuli Venezia Giulia – sede di Gemona del Friuli, Istituti Comprensivi di Gemona del Friuli e di Trasaghis, Istituto Statale d’Istruzione Superiore «Raimondo D’Aronco», Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri «Giuseppe Marchetti», Liceo Scientifico Statale «Luigi Magrini» e Servizio sociale dei Comuni dell’Ambito distrettuale n. 3.1 «Gemonese, Canal del Ferro, Val Canale».{jcomments on}

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Cosenza: “Musica contro le mafie”

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Sabato 23 novembre si è tenuta a Cosenza, presso la galleria d’arte Santa Chiara, la presentazione del Libro/cd e del trailer del documentario “Musica contro le mafie”. Alla presentazione hanno preso parte Piotta (rapper e produttore discografico), Giovanni Impastato, Salvo Ruvolo, Gennaro De Rosa (curatore del libro), e Sabrina Garofalo (Libera). Oltre alla presentazione del libro e dei trailer del documentario, gli ospiti hanno dato vita ad un interessante dibattito riguardante le pratiche dell’antimafia sociale e il ruolo che possono avere la musica e in particolare gli artisti nella diffusione di una cultura che contrasti il modello culturale e comportamentale mafioso che ancora esercita tanto fascino su i giovani. Giovanni Impastato, nel suo lungo e articolato intervento, ha ripercorso l’esperienza di lotta alla mafia del fratello Peppino inscrivendola nella tradizione e nella storia del movimento antimafia Siciliano, che si intreccia in maniera molto stretta con la storia del nostro paese. Possiamo, infatti, considerare Peppino come l’erede delle esperienze dei “fasci siciliani”, dei sindacalisti uccisi dai fascisti e dalla mafia nei primi decenni del ‘900 e delle lotte per la riforma agraria che preceduto la strage di Portella delle Ginestre nel 1947. Giovanni ha inoltre individuato nella Costituzione della Repubblica Italiana il più potente strumento per la lotta alle mafie e per la realizzazione di un sano progetto di sviluppo economico e morale del Paese. E la difesa della Costituzione può e spesso deve passare per episodi di disobbedienza civile, quando alcune leggi, progetti o situazioni consolidate e normate dal legislatore ledono la dignità umana. Durante l’iniziativa il rapper Piotta ha eseguito due brani del suo nuovo lavoro discografico intitolato “odio gli indifferenti”. Salvo Ruvolo presidente dell’associazione Musica e Cultura ha illustrato i progetti e le iniziative che i giovani di Cinisi stanno portando avanti e che trovano proprio nella consegna del premio Musica Cultura, che si tiene ogni anno il 9 maggio, un momento molto alto di impegno nel ricordo di Peppino.
L’iniziativa è stata molto apprezzata da un pubblico numeroso e attento, che ha lungamente applaudito tutti gli interventi. Casa Memoria vuole ringraziare ancora una volta i curatori della rassegna “Le strade del paesaggio” che hanno ospitato questa bella iniziativa.

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INIZIATIVE IN LOMBARDIA

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CASA MEMORIA IMPASTATO PERTECIPA ALLE INIZIATIVE ANTIMAFIA IN LOMBARDIA

LUNEDI 25 NOVEMBRE 2013 Proiezione del film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana Film dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, Segue dibattito con Giovanni Impastato. ore 21.00 / Oratorio di Ponteranica Alta via Carino, 3 / Ponteranica / Bergamo

MARTEDI 26 NOVEMBRE 2013 Giovanni Impastato presenzia all’intitolazione alla Testimone di Giustizia Lea Garofalo dell’apiario del “Bosco dei Cento Passi” (info: www.comune.gaggiano.mi.it) ore 15.00 / Frazione San Vito / Gaggiano / Milano “La famiglia Libera energie contro le mafie”, con Giovanni Impastato ore 17.00 / Urban Center / Bin. 7, sala D, 2°P / via Turati,6 / Monza Cena dei “Saperi e Sapori” (info: www.comune.gaggiano.mi.it) ore 20.00 / Gaggiano / Milano

MERCOLEDI 27 NOVEMBRE 2013 Giornata di Giovanni Impastato a Brescia (info: http://q-r.to/4T9)

GIOVEDI 28 NOVEMBRE 2013 1978 Cinisi. 1992 Palermo. 2013 Lombardia. Le mafie cambiano pelle? E l’antimafia? Dibattito con Salvatore Borsellino e Giovanni Impastato Introduce Nicola Foresti (Libera BG) su “Le mafie in bergamasca” ore 20.45 / Auditorium Comunale / Via Valbona, 73 Ponteranica / Bergamo

VENERDI 29 NOVEMBRE 2013 Dalla memoria alla costruzione dell’antimafia di oggi e di domani. Dibattito con Salvatore Borsellino e Giovanni Impastato Introduce Rocco Artifoni (Libera BG) su “Le mafie in bergamasca” ore 20.45 / Teatro dell’Oratorio / P.zza S. Francesco San Pellegrino Terme / Bergamo

SABATO 30 NOVEMBRE 2013 Pratiche di antimafia sociale: le esperienze di Casa Memoria, Libera e della Biblioteca popolare Peppino Impastato Intervengono: Giovanni Impastato, fratello di Peppino, per Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, Davide Salluzzo, referente regionale per Libera in Lombardia, Ettore Trozzi, Presidente “Biblioteca popolare Peppino Impastato” Ore 17.00 / CineTeatro S.Sisto Colognola / via S.Sisto, 9 / Bergamo Proiezione del film “La voce di Impastato” di Ivan Vadori, il lungo viaggio del documentario che renderà omaggio a Peppino Impastato per i 35 anni dalla sua scomparsa. Al termine del film dibattito con Giovanni Impastato ore 20.45 / Sala Qoelet / Via Leone XXIII, 22 / Redona / Bergamo

NEL CORSO DELLA SETTIMANA SI TERRANNO INCONTRI NELLE SEGUENTI SCUOLE

ISIS“Mariagrazia Mamoli” – Bergamo ISISS “Ettore Majorana” – Seriate (BG) Istituto Comprensivo “Giacomo Quarenghi” – Berbenno (BG) Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” – Brembilla (BG) Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” – Zogno (BG) Istituto Comprensivo Statale “E. Caffi” – San Pellegrino (BG) Istituto Comprensivo Statale “Franchi” – Sud 2 – Brescia ITIS “Pietro Paleocapa” – Bergamo Liceo Statale “Galileo Galilei” – Caravaggio (BG) Scuola Secondaria di primo grado “A.Lanfranchi” – Sorisole (BG) Scuola Secondaria di primo grado “Don Milani” – Ponteranica (BG) I. C. “Ada Negri” Scuola sec. di I grado “Don Milani” – Magnago (MI)

1390601 546353435448659 750643144 n

Tour in Veneto “La Voce di Impastato”

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Con più di mille persone abbiamo condiviso il tour in veneto di tre giorni de “La Voce di Impastato” alla presenza di Giovanni Impastato

Mercoledì 6 novembre

Dopo la visita al centro studi di Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, la nostra meta è al festival SHOCKANDO di Piazzola sul Brenta (Padova). Ad attenderci tanti volenterosi ragazzi che da giorni stanno allestendo il tendone dove si sono esibiti gruppi musicali, sono stati messi in scena spettacoli teatrali, dibatti e molte altre iniziative. Ragazzi impegnati nel sociale, è presente anche il presidio di LIBERA “G. Craighero” di Piazzola sul Brenta, giovani che credono che il nostro Paese possa cambiare partendo dalle piccole cose. Con noi sul palco la giornalista d’inchiesta Monica Zornetta, una reporter con la schiena dritta che si è a lungo occupata della mafia del Brenta di Felice Maniero firmando anche il saggio “La Resa”. Il clima al dibattito è positivo, di speranza e tanta voglia di fare. Non è vero che i giovani non si mettono in campo per dare il proprio contributo, i giovani di Shockando ne sono la palese dimostrazione. Il tempo scorre, nella notte bisogna ripartire verso Jesolo.

Giovedì 7 novembre

Alle 10 al Teatro Vivaldi di Jesolo ci attendono i ragazzi delle scuole di Jesolo, le classi IV e IV dell’Istituto Alberghiero “E. Cornaro” di Jesolo e la Coop Consumatori Nordest che ha organizzato l’evento. Il confronto con i ragazzi è vivace e sincero. Più di trecento giovani ascoltano Giovanni rapiti dalla sua storia, colpiti del fatto che la famiglia ha scelto la legalità guidati dalla forza di mamma Felicia. “La Coop è un’azienda che ha scelto la legalità” -questo afferma il Dott. Roberto Sgavetta vicepresidente Coop Nordest – “è necessario avere un’etica anche per noi che produciamo principalmente beni alimentari”. Sulla stessa linea d’onda il vicepreside dell’Istituto “E. Cornaro” Prof. Renato Callino: “Dobbiamo parlare maggiormente di questi temi a scuola, i ragazzi stessi ce lo chiedono”. L’incontro si conclude con il pranzo organizzato nello stesso Istituto Alberghiero dove i ragazzi si formano per diventare un giorno barmen, camerieri, chef ecc. ed hanno saputo dimostrare la loro professionalità servendo a tavola in questa grande occasione. Nel pomeriggio appuntamento alla piazzetta antistante il supermercato Coop di Jesolo dove si è deciso di dedicare l’area alla figura di Peppino Impastato. Due targhe -illuminate anche di notte- ricordano la nascita e la morte di Peppino mentre la targa principale è stata appostata davanti al supermercato, su di essa vi è posta tale scritta:

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Si alternano le autorità a porgere i loro saluti, Giovanni si commuove per la tanta attenzione nei confronti del fratello. A me il compito di leggere una poesia di Peppino con sottofondo le note di Carmen Consoli. Un momento indimenticabile per tutti i presenti. Jesolo ha scelto di non dimenticare Peppino Impastato e di dedicargli una piazza.

 

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Venerdì 8 Novembre

La mattina ha inizio nell’aula magna dell’Istituto Tecnico “L. da Vinci” di Portogruaro (VE), dove Giovanni ha la possibilità di incontrare più di 250 studenti provenienti dai vari istituti portoguaresi. L’incontro è stato organizzato dal presidio di LIBERA “Giancarlo Siani” di Portogruaro (VE) e dall’associazione culturale Limen Universalis di Concordia Sagittaria (VE). I ragazzi pongono questioni dirette e semplici a Giovanni. “Non avevi paura per la vita di tuo fratello quando hanno ucciso vostro padre? Qual’è l’eredità che ti senti di rappresentare? ” – sono alcune delle questioni che gli studenti hanno posto a Giovanni – “Chi è la mafia oggi nel nostro Paese?”. Al dibattito dopo aver risposto a tutte le domande che gli sono state poste Giovanni conclude con un messaggio di speranza rivolto ai giovani: “in tutti voi giovani che volete migliorare la nostra Italia, io vedo la luce e la forza di mio fratello Peppino”. La tre giorni di tour in Veneto de “La Voce di Impastato” si conclude nel migliore dei modi con la serata al cinema C di Concordia Sagittaria che ottiene il sold out del Cinema C con 318 biglietti strappati. Limen Universalis e il presidio “G. Siani” di Libera Portogruaro hanno raccolto il sacrificio di tanti giorni di lavoro per organizzare l’evento. Giovanni commosso e felice sente la vicinanza di tanti giovani, donne e uomini che non vogliono dimenticare l’impegno di Peppino e portano avanti i suoi ideali nella loro vita quotidiana.
E’ tempo dei saluti, indimenticabili emozioni. Tanti visi, occhi, sguardi, sorrisi, pianti, commozioni hanno accolto Giovanni e “La voce di Impastato” in questo tour veneto, certamente abbiamo lasciato il segno e continuiamo a fare memoria di Peppino affinchè i suoi insegnamenti possano essere trasmessi da generazione in generazione. “Peppino Vive e Lotta insieme a noi, i nostri ideali non moriranno mai”.

Ivan Vadori

foto di Massimo Scarpato

 

 

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MUSICA CONTRO LE MAFIE

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Presentazione Libro/cd + Anteprima Trailer Documentario

23 novembre ore 16:30 Galleria Provinciale d’Arte Santa Chiara, via Salita Liceo (Cs)

PIOTTA – Artista, Autore Contributo Libro/cd

GIOVANNI IMPASTATO – Fratello di Peppino,Centro di Documentazione G. Impastato, Casa Memoria

SALVO RUVOLO – Presidente Ass. Musica e Cultura

GENNARO DE ROSA – Coord. Musica contro le mafie, curatore Libro/cd

SABRINA GAROFALO – Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) – Cosenza

La Musica è sempre stata in prima linea nella lotta alle mafie, ma relegata ad un ruolo di colonna sonora delle lotte di quegli uomini che sono diventati eroi o martiri del nostro tempo. Musica contro le mafie, un libro con cd in allegato contenente un contributo letterario di 60 artisti. La lotta alle mafie è oggi una nuova forma di resistenza – tutti devono esser partecipi per tentare di arginarle. La resistenza si fa “insieme”, e con questo libro (edito da Rubbettino e MkRecords) grazie ai curatori Gennaro de Rosa e Marco Ambrosi, abbiamo voluto unire il mondo della musica senza distinzione di generi, provenienza o importanza per urlare il dissenso della collettività facendo rumore, perché “La Mafia uccide ed il silenzio pure”. Gli artisti coinvolti hanno fornito un contributo letterario non utilizzando la loro “consueta” arte ma altre forme di espressione e comunicazione: dalla scrittura alla poesia, dagli aforismi agli slogan. Una piccola rivoluzione guidata dalla forza dirompente della musica, delle sue parole e dei suoi protagonisti, con l’intento di sensibilizzare e di rendere attuale qualcosa di grave alla quale siamo ormai avvezzi e che permea il sistema Italia. Una raccolta eterogenea di pensieri, idee, proposte e impegno sul campo; la Musica Italiana contro le mafie alle quali non ci si deve abituare a rassegnarsi. Un condensato di rabbia, constatazioni, poesia e sentimenti, con tante menti unite verso un unico obiettivo, quello di sensibilizzare attraverso la Cultura, l’arte, l’istruzione, la musica, il senso civico e l’amore per le regole, sottolineando senza retorica o indulgenza il ruolo essenziale della Cultura per prevenire, controllare e cancellare l’opprimente giogo che pesa sulla società.Sono sempre più convinto che la mafia sia un «morbo» del quale siamo tutti dei portatori sani – riflette Gennaro de Rosa, curatore del progetto – Gli artisti che hanno aderito a questo progetto lo hanno fatto perché consapevoli che questo volume di Musica contro le mafie potesse essere una cassetta di primo soccorso, una sorta di blando “integratore”, un “integratore culturale”; “Musica contro le mafie” nasce e vuole continuare a essere un supporto a coloro i quali spendono la loro esistenza in una lotta contro tutto ciò che può racchiudere e rappresentare la parola mafia. Il Libro (con cd allegato contenente i brani di alcuni degli artisti coinvolti nel progetto), insieme ai contributi degli artisti e alle prefazioni dei due curatori contiene gli interventi di Carlo Lucarelli, dell’antropologo Vito Teti e di Don Luigi Ciotti dell’Associazione LIBERA (Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie) alla quale saranno destinati i proventi del volume.

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Visita al centro Pier Paolo Pasolini

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6 novembre 2013

Uno splendido sole accoglie l’arrivo di Giovanni alla stazione ferroviaria di Casarsa della Delizia, ad attenderlo insieme a me Angela Felice, la direttrice del Centro Studi Pier Paolo Pasolini. Ci fiondiamo immediatamente nei luoghi pasoliniani, prima tappa alla chiesetta di Versutta (Versuta in friulano). Qui Pier Paolo Pasolini si era rifugiato insieme alla mamma Susanna Colussi durante la seconda guerra mondiale. Il poeta Pasolini aveva ritrovato riparo in un granaio e qui conobbe una ventina di ragazzi che non potevano studiare, allora si mise a dare lezioni insieme alla madre che era insegnante. Il maestro si mise anche a dura prova con i ragazzi per togliere con la “cipolla” l’intonaco dalla chiesetta dalla quale emersero stupendi affreschi del XIV e XV secolo. Il suo intuito non lo tradiva mai. L’emozione di Giovanni è unica quando ci ritroviamo a dare un saluto al grande maestro sepolto vicino alla mamma nel piccolo cimitero di Casarsa, è doveroso soffermarsi un istante, donare un fiore e un pensiero al uno dei più grandi intellettuali che l’Italia ci ha donato. È la sua terza volta che lo rivede, ma la commozione è comunque viva. Moravia ai funerali a Roma disse “Ogni trecento-quattrocento anni nasce uno come Pier Paolo Pasolini”. Peppino Impastato lo studiava e recitava le poesie di Pasolini a mamma Felicia. Nel 1975 quando Peppino venne a conoscenza dalla TV che avevano ucciso Pier Paolo Pasolini gettò una scarpa contro lo schermo per la rabbia. A Casarsa il funerale fu celebrato nella Chiesa di Santa Croce il 6 novembre 1975 -vi abbiamo fatto visita- in questo luogo Pasolini a suo tempo prese ispirazione per scrivere l’opera “I Turcs tal Friul”. Per chiudere la visita all’artista Pasolini, Angela ci apre le porte del centro studi Pasolini che fu la casa materna di Pier Paolo: all’interno vi sono mostre temporanee e stabili. In questo istante Casa Memoria Felicia e Peppino e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini si incontrano. In occasione della nostra presenza vi è una galleria di foto di tutti gli allievi che ha avuto Pasolini e qui nasce l’idea che questa mostra –in primavera- potrà essere presentata a Casa Badalamenti. Uno dei più grandi artisti contemporanei che l’Italia ha potuto donare a casa, nella dimora di uno dei più grandi boss di Cosa Nostra. Abbiamo vinto noi. Il tempo è terminato: un forte abbraccio tra Angela e Giovanni sancisce questa unione tra i due centri, “Mandi Pier Paolo a presto. Ci rivedremo a Cinisi”. Ora si va verso Cividale del Friuli per ritrovare la caserma dove Giovanni fece il militare nel 1973 al “76° Reggimento Fanteria Napoli”. La struttura è ormai dismessa e abbandonata, ma i ricordi di Giovanni sono vivi e commoventi. È la prima volta che vi ritorna dopo quarant’anni dal congedo dopo aver prestato servizio di leva. Questo legame Friuli-Sicilia è sempre più saldo. E quando chiedo a Giovanni: “Ma Peppino dove ha fatto il militare?”, lui mi risponde “A Udine”. Sorrido e il viaggio continua…

Ivan Vadori

 

Nelle Fotografie Angela Felice direttrice del centro studi Pier Paolo Pasolini e Giovanni Impastato

Foto di Ivan Vadori

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NO MUOS NO Mafia tour

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Il prologo Non poteva che essere Niscemi a dare il via al NO MUOS NO MAFIA TOUR dell’associazione RADIO AUT; ieri sera alla biblioteca comunale c’erano tutti, i niscemesi, il coordinamento, gli studenti, le mamme tanti ragazzi ed ovviamente anche la DIGOS. Una serata che ha ripercorso le tappe di una esperienza che RADIO AUT ha raccontato più volte: la lotta NO MUOS ed i suoi protagonisti. Ospite d’onore della serata Giovanni Impastato fratello di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978 ed oggi punto di riferimento politico di tante lotte in Sicilia ma non solo. Il racconto ieri è stato piuttosto variegato utilizzando parole, dipinti, cartoline, fotografie e video. Tutto è stato funzionale a tracciare nuovi percorsi di lotta ed a fare memoria. L’occasione è stata l’inaugurazione della mostra 100 passi dal MUOS, di Eleonora Pedilarco, artista e soprattutto militante del Comitato Mamme NO MUOS che è stata capace di raccontare attraverso la pittura tante esperienze diverse e farle diventare un percorso di lotta comune nel nome di Peppino Impastato. L’associazione RADIO AUT dovrà essere il motore di questo Tour ambizioso che vuole girare l’Italia e soprattutto la Sicilia, che vuole contaminarsi di esperienze di lotta e vuole raccontare a sua volta la ribellione che in questo piccolo lembo di Sicilia sta contaminando una intera regione: per farlo userà gli strumenti che l’hanno sempre distinta, tanto materiale informativo e di autofinanziamento ( opuscoli, video, spillette e cartoline), e soprattutto tanta e tanta militanza. Questo Tour che è ieri è partito nel migliore dei modi, con una biblioteca piena di gente si concluderà il prossimo anno probabilmente a Cinisi poco prima dell’inizio del Forum Sociale Antimafia 2014. Fabio D’Alessandro del Comitato NO MUOS di Niscemi ha ricordato che la lotta, dopo la ripresa dei lavori all’interno del cantiere NO MUOS deve riprendere con nuove forme, creative, ribelli e molto partecipate. Il coordinamento dei Comitati, in questo anno di vita ha fatto tanta strada, uomini e donne di ogni parte d’Italia hanno condiviso un percorso di lotta fatto di assemblee, blocchi, manifestazioni, feste, incontri e denunce. Adesso si riparte e si ritorna tutti insieme da quello che è stato il nostro riferimento fisico, il Presidio permanente di Contrada Ulmo; l’appuntamento è il 23 Novembre per festeggiare un anno di presidio a Niscemi. E’ chiaro che Giovanni Impastato è stata la ciliegina di questa serata; accostare la figura di Peppino a quella della lotta NO MUOS per Giovanni ha radici lontane, parte dalla storia dei movimenti, di cui Peppino è l’erede legittimo, la storia delle lotte contadine e partigiane, la storia del movimento studentesco ed operaio, la storia di quell’antimafia sociale e di quella militanza politica di cui Peppino è stato una bandiera. Ecco perché, continua Giovanni, in un tempo, quello dei nostri giorni, fatto di miseria politica, non possiamo rassegnarci, non possiamo che cercare in ogni lotta quella giustizia sociale che recupera la dignità umana e la rende protagonista del suo destino. Se la legalità crea ingiustizia ed il Muos e le antenne sono uno degli scempi più grandi degli ultimi anni, come diceva Don Milani non Che Guevara o Gramsci, l’obbedienza non è una virtù e la disobbedienza civile è necessaria. Gli applausi si sprecano, la serata vola via velocemente e il video “La forza dei movimenti”, racconta più di tante parole, un anno di lotta a Niscemi tra gioie e dolori; nessuno vorrebbe andar via anche se l’ora è tarda, ma la serata non può che concludersi con i veri protagonisti: i volti NO MUOS visti da un fotografo militante antimafia, i loro sorrisi, le facce impaurite o arrabbiate di Sebastiano Gulisano, fotografo free lance, ci riabilitano non alla speranza ma alla lotta, che continua…fino alla vittoria. Ci rivediamo tutti e tutte a Niscemi, il 23 novembre, si riparte e si ritorna insieme!! Adelante Companeros Da Niscemi Elio Teresi ASS. RADIO AUT