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27 Gennaio (1945) – (2014), giorno della Memoria.

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Nella foto Felicia incontra a casa Memoria Armando Gasiani, deportato nel campo di concentramento di Mauthausen.

Furono per primi i soldati russi ad entrare nel lager nazista di Auschwitz, mostrando al mondo intero, i testimoni viventi di quella tragedia, che si era consumata all’ interno del campo di sterminio, era il 27 Gennaio del 1945, è dall’ ora che questa data rimane presente nei sopravvissuti dei campi di sterminio nazisti e nei cuori di tutti coloro che hanno in mente il ricordo di quei tragici orrori.

Bisogna aspettare il 1 Novembre del 2005 perche` diventasse “il giorno del ricordo”, in cui tutti i popoli del mondo possano riflettere e ricordare insieme in tutte le latitudini, il dolore dei sopravvissuti, le loro testimonianze ed il monito che tragedie come queste da loro vissute non abbiano da ripetersi.

I numeri dell’ orrendo massacro sono spaventosi: 6.000.000 persone uccise nei campi di sterminio.

L’ONU là istituita il 1 Novembre del 2005.

G. Bultrini

 

P.S. Casa Memoria Impastato, in occasione della Shoah, vuole ricordare nel settantesimo anniversario della sua morte, il “GENERALE VITO ARTALE”, MEDAGLIA D’ORO AL VALORE MILITARE…TRUCIDATO, IL 24 MARZO DEL 1944 , NELLE FOSSE ARDEATINE DI ROMA DAL COLONNELLO KAPPLER DELLE SS, per aver sabotato gli impianti dell’azienda che dirigeva “Le vetrerie d’ottica del regio Esercito”, impedendo di far cadere i macchinari in mano tedesca.

Per troppi anni questo anniversario è rimasto nell’ oblio dei ricordi e dei cittadini dimenticati dalla nostra comunità. Al di lá della Via che il comune di Cinisi vi ha dedicato, noi proponiamo che il 24 Marzo diventi una giornata dedicata al ricordo piú vivo e palpabile del sacrificio personale del generale Artale, che perse la vita per un’ Italia migliore. Riteniamo sia arrivato il momento di ricordarlo, con una manifestazione pubblica, esprimendo il nostro affetto e la nostra gratitudine per il coraggio dimostrato.{jcomments on}

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PRIMO FORUM REGIONALE SUI BENI CONFISCATI

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Intervento di Casa Memoria sulle difficoltà di gestione dell’ex casa Badalamenti, bene confiscato alla mafia.

 

Sabato 18 Gennaio 2014 a Palermo, presso la facoltà di Giurisprudenza, “Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie” ha organizzato il “1° Forum regionale sui beni confiscati- Le mafie restituiscono il mal tolto”.

A quasi 18 anni dalla 109/46, urge un aggiornamento alla normativa che valorizzando quanto di buono è stato fatto fin’ora consenta un pieno ed effettivo riutilizzo di quell’immenso patrimonio che resta, per difficoltà di vario genere, inutilizzato e dunque sprecato.

Questa giornata è stata organizzata per “ripartire” dando protagonismo alle progettualità di tutte quelle realtà che in Sicilia si occupano direttamente ed indirettamente della gestione sociale dei patrimoni strappati a Cosa Nostra.

All’appuntamento regionale erano presenti, per dibbattere sull’ argomento, le realtà associative cooperativistiche, educative, del terzo settore nonché le realtà produttive, sindacali ed i soggetti istituzionali e professionali coinvolti nei procedimenti di sequestro, confisca, desttinazione, amministrazione e gestione delle strutture strappate alle consorterie mafiose.

All’interno del dibattito, Giovanni Impastato a nome di Casa Memoria, nel suo intervento, ha messo in evidenzia le grandi difficoltà della gestione dell’ ex casa Badalamenti ma allo stesso tempo ha proposto di dare continuità al progetto “Un ponte per la memoria” per definire il famoso percorso dei “Cento passi” e di intraprendere, all’interno dell’immobile confiscato, un nuovo progetto, finanziato sempre dalla Fondazione CON il SUD.{jcomments on}

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#giulemanidaimpastato 60mila firme in due settimane

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“Presto un evento di legalità a Cinisi”: con la famiglia Impastato, il regista Ivan Vadori, il professor Umberto Santino del CSD e Rete 100 Passi.

Sono passate solo due settimane dal lancio della petizione su Change.org per chiedere il ritiro dello spot Glassing che utilizza i versi e il personaggio dell’attivista siciliano Peppino Impastato. Le cifre parlano da sole e raccontano un vero successo: sono già oltre 60mila. Perché quella della Glassing è, secondo molti firmatari, “una strumentalizzazione mediatica inaccettabile”. “Non ci si serve di un’immagine come quella di Peppino per mercificazione”, tuonano i sostenitori della petizione.

L’iniziativa è stata lanciata dal regista friulano Ivan Vadori, che ha appena prodotto il documentario “La voce di Impastato” in memoria dell’attivista. A sostegno di Vadori si è immediatamente schierata la famiglia Impastato e Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, alla quale peraltro non è stata chiesta alcuna autorizzazione per l’utilizzo dell’immagine e delle parole di Peppino. Anche Rete 100 Passi e il presidente Danilo Sulis hanno dato immediata adesione alla mobilitazione insieme al Prof. Umberto Santino in rappresentanza del Centro Siciliano di Documentazione di Palermo.

“Organizzeremo un grande evento di legalità a Cinisi per ringraziare tutti quelli che difendono e vogliono onorare la memoria di Peppino”, annuncia Giovanni Impastato, fratello di Peppino. “Sono felice che tante persone abbiamo risposto al nostro appello”, aggiunge Ivan Vadori. “La memoria di Peppino va condivisa e onorata giorno per giorno, nei nostri gesti quotidiani. Solo così potremo tenere alto il suo nome: il nome di chi ha dato la vita per la legalità”.

Giovanni Impastato – Casa Memoria Felica e Peppino Impastato
Ivan Vadori – Regista de “La voce di Impastato”
Umberto Santino – Centro Siciliano di Documentazione
Danilo Sulis – Rete 100 passi

Per condividere la petizione su Facebook e chiedere alla Glassing di ritirare immediatamente lo spot con le parole di Peppino Impastato:

https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?app_id=113869198637480&sdk=joey&u=https%3A%2F%2Fwww.change.org%2Fit%2Fpetizioni%2Fritirate-lo-spot-glassing-con-i-versi-sulla-bellezza-di-peppino-impastato&display=popup

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Appello di Casa Memoria: obiettivo centomila firme

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Dopo appena 14 giorni dalla data di lancio, la petizione, contro lo spot della Glassing che pubblicizzava una linea di occhiali prodotti dalla stessa azienda, sfruttando l ‘immagine di Peppino con alcune frasi tratti dalla sceneggiatura del film “I Cento Passi”, ha raggiunto un grande obiettivo superando le 65.000 mila firme. Un risultato che sta dimostrando il grande affetto nei suoi confronti, ma soprattutto nei confronti della sua storia e del suo pensiero contribuiendo a difendere la sua figura.

Al momento attuale non sappiamo se lo spot è stato ritirato, noi continuiamo lo stesso ad andare avanti invitando ad aderire a queste forme di protesta contro coloro che hanno tentato, come in questo caso, senza nessuna autorizzazione da parte dei familiari, a fare marketing sminuendo la figura di una persona che ha lottato contro il consumismo e contro ogni forma di ingiustizia e prevaricazione, fino al punto di rompere con la propria famiglia di origine mafiosa.

Con le idee e il coraggio di Peppino non si scherza affatto, non possiamo permettere a nessuno di usare il suo nome senza un motivo preciso, senza che non ci sia dietro uno scopo umanitario, un messaggio educativo o un obiettivo sociale. In passato abbiamo autorizzato la Cooperativa Placido Rizzotto ad utilizzare, in accordo con il produttore Fabrizio Mosca, il regista Marco Tullio Giordana e noi della famiglia Impastato, il nome “I Cento Passi” sul vino,  prodotto da loro, nelle terre confiscate alla mafia.

Di queste iniziative Peppino ne  sarebbe stato felicissimo, iniziative concrete che oltre a dare fiducia e ottimismo fanno capire alle persone che la mafia si può sconfiggere portando avanti un sano progetto di sviluppo economico e morale. Così come allo stesso modo bisogna lavorare tantissimo sullo sviluppo della cultura dell’antimafia: un grande lavoro, in questo senso, è stato portato avanti dal Centro Impastato di Palermo, che ha avuto un ruolo determinante per quanto riguarda la vicenda umana, politica e giudiziaria di Peppino Impastato, alla ricerca di quella grande verità che per molto tempo  ci e’ stata negata e che oggi finalmente è sotto gli occhi di tutti.

Sarebbe una grande cosa, per noi che queste adesioni superassero le 100.000 firme nel più breve tempo possibile e che si trasformassero in un vero impegno, per cercare di sconfiggere l’indifferenza e la rassegnazione, dando un vero contributo nel continuare a portare avanti le idee di Peppino e il suo messaggio di rottura e di impegno civile, attualissimo per le nuove generazioni.

Noi come Casa Memoria abbiamo questo difficile compito: di conservare la sua memoria e di difenderlo in ogni circostanza.

Invitiamo quindi le persone che ancora non hanno firmato la petizione a farlo, per aumentare sempre di più il numero delle adesioni.

Queste forme di solidarietà per noi sono importanti in quanto ci aiutano tantissimo e ci spingono ad andare avanti. Un esempio concreto sono le numerosissime visite a Casa Memoria, da parte di persone che ogni anno, venute da ogni parte d’Italia e del mondo, con la loro solidarietà ci hanno spinto e incoraggiato ad arrivare al punto dove siamo.

Voglio ringraziare, gli autori della petizione online: Ivan Vadori, giovanissimo studende friulano che da una tesi di laurea sulla comunicazione e su Peppino Impastato, riesce a realizzare un docu-film su un particolare momento storico; Danilo Sulis, direttore di Radio e Rete Cento Passi e infine Umberto Santino, presidente del Centro Impastato, nonché sociologo e grande studioso del fenomeno mafioso, sempre vicino alla nostra famiglia.

Noi continuiamo sempre con le idee e il coraggio di Peppino con concretezza e senza i soliti proclami rivoluzionari che non portano a nulla, i protagonismi bloccano ogni forma di cambiamento creando delle false illusioni.

Credo che oggi sia il caso di ricordare l’esempio di mia madre Felicia che, con grande umiltà e razionalità, ha portato avanti la sua grande rivoluzione.

Giovanni Impastato{jcomments on}

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Per rispondere alle minacce mafiose

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ll Centro Impastato esprime solidarietà a Teresa Principato, Nino Di Matteo e a tutti gli altri magistrati impegnati in inchieste sulla mafia e minacciati quotidianamente, chiede che venga assicurata una protezione adeguata (la lotta contro le mafie è una priorità strutturale e non un pronto soccorso d’emergenza) e propone che vengano organizzate delle iniziative di riflessione e di mobilitazione adeguate alla gravità della situazione. Negli ulitmi anni il fatto che la mafia siciliana abbia fatto meno ricorso alla violenza omicida non significa affatto che essa sia finita. La “sommersione” è stata una tattica e le minacce degli ultimi mesi sono le risposte a iniziative che vengono avvertite come pericolose per l’attività dell’organizzazione. Così possono leggersi il processo sulla trattativa tra mafia e istituzioni, gli arresti che rendono sempre meno sicura la latitanza di personaggi come Messina Denaro. Le estorsioni, nonostante lo sviluppo dell’associazionismo antiracket, sono continuate, poiché sono un fattore irrinunciabile per confemare la signoria territoriale mafiosa; il ruolo della mafia nei traffici nazionali e internazionali si è ridefinito all’interno dei nuovi rapporti tra le varie organizzazioni criminali e lo stesso si può dire per le sue interazioni con settori delle istituzioni, connaturate alla complessità del fenomeno mafioso, tenuto conto della configurazione del potere che si è determinata negli ultimi decenni, con il consenso al berlusconismo, la crisi delle forze di sinistra, i connubi deleteri per le sorti della democrazia nel nostro Paese, l’irruzione del populismo e il dilagare delle astensioni. E’ necessaria una riflessione che tenga conto di questi elementi e si leghi con le atttvità più significative svoltesi recentemente: l’impegno nelle scuole, l’azione antiracket, l’uso sociale dei beni confiscati, le mobilitazioni per la magistratura, dei senzacasa e contro la tratta. Il Centro propone un incontro tra le realtà interessate che prepari un programma di lavoro unitario e plurale, rispettoso delle storie e delle peculiarità di ciascuno.

 

Umberto Santino

Centro Impastato di Palermo{jcomments on}

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Petizione per il ritiro del nuovo spot della Glassing

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Roma, 2 gennaio 2013 – “Insegnamo la bellezza alla gente. Così non avremo più abitudine, rassegnazione, ma curiosità, stupore”, diceva Peppino Impastato. Ora quei versi poetici, scritti dal giornalista e attivista siciliano trucidato da Cosa Nostra il 9 maggio del 1978, sono diventati uno spot pubblicitario per una nuova linea di occhiali dell’azienda Glassing. E senza che la famiglia Impastato ne sapesse nulla.

Ma la Rete non ci sta: a lanciare la mobilitazione #giulemanidaimpastato con una petizione su Change.org è Ivan Vadori, giornalista e regista del documentario “La voce di Impastato”. Il docufilm di Ivan Vadori, uscito in autunno, racconta la tenacia e la determinazione di Peppino Impastato nel suo impegno nella lotta alla mafia e per la ricerca della verità, un “progetto di unione di tutte le persone che credono in Peppino”.

“La bellezza a cui pensava Peppino era fatta di spontaneità e non di marketing”, spiega il fratello, Giovanni Impastato. “Siamo vicini alla famiglia Impastato, che ha già intrapreso vie legali in relazione a questa vicenda”, spiega Vadori. “Come ricorda anche il fratello, Peppino è sempre stato contro il consumismo. La sua vita, all’insegna dell’impegno civile, è quanto di più lontano da qualsiasi forma di mercificazione”. Non solo: la Glassing, sottolinea il regista friulano “ha realizzato lo spot senza alcuna autorizzazione da parte della famiglia”.

“Appena l’ho visto ho provato incredulità e rabbia. È inconcepibile che la figura di Peppino Impastato e i suoi versi vengano utilizzati a scopo pubblicitario. Chiedo all’azienda di ritirare immediatamente questa pubblicità. Il 2014 è appena iniziato e vogliamo cominciarlo tutelando senza se e senza ma la memoria di Peppino a quasi 36 anni dalla sua morte”.

“Non è la prima volta che la Rete si mobilita in difesa di Peppino Impastato e della sua memoria”, spiega Salvatore Barbera, direttore delle campagne di Change.org Italia. In occasione del 35esimo anniversario dalla morte del giornalista di Cinisi, il 9 maggio scorso, Rete 100 Passi ha infatti lanciato su Change.org una petizione per chiedere al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, di “consegnare alla collettività il casolare dove fu assassinato Peppino Impastato”. “Un luogo della memoria oggi ridotto quasi ad una discarica”, spiega Barbera. “Una richiesta ancora in attesa di riscontro, alla quale ora più che mai ci auguriamo che Crocetta voglia dare seguito”.
Per accedere al testo integrale della petizione di Ivan Vadori contro lo spot Glassing con la poesia di Peppino Impastato: www.change.org/giulemanidaimpastato

 

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato Giovanni Impastato

Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato” Umberto Santino 

Rete 100 passiDanilo Sulis

 

Articolo di Ivan Vadori

 

csd impastato

Richiesta ritiro spot su Peppino

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Chiediamo il ritiro di uno spot che utilizza Peppino Impastato a fini commerciali

Abbiamo appreso che una impresa produttrice di occhiali utilizza il nome di Peppino Impastato e una sua frase, ricavata dalla sceneggiatura del film “I cento passi”, per reclamizzare i suoi prodotti.

Lo spot è stato messo in onda senza aver avvertito i familiari, i compagni di militanza di Peppino, noi del Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato”, che ha avuto un ruolo decisivo nel salvare la memoria di Peppino Impastato, ritenuto un terrorista-suicida dagli investigatori, dai magistrati, dai giornalisti, con poche eccezioni, e nell’ottenere giustizia, con le condanne dei mandanti dell’assassinio e con la relazione della Commissione parlamentare antimafia sul depistaggio delle indagini.

Già questa scorrettezza ci induce a chiedere, assieme ai familiari, il ritiro dello spot pubblicitario. Invitiamo inoltre la stampa a fare riferimento, non solo all’icona cinematografica, che pure è servita a far conoscere Peppino a centinaia di migliaia se non a milioni di persone, ma soprattutto al Peppino Impastato storico, e all’unicità della sua figura nella lunga storia delle lotte contro la mafia, raccontata nella mia Storia del movimento antimafia. Dalla lotta di classe all’impegno civile, di cui è uscita recentemente una nuova edizione (Editori Riuniti University Press, Roma 2009).

Peppino Impastato la mafia l’aveva in famiglia. La mafia in casa mia è il titolo del libro a cura di Anna Puglisi e di chi scrive, in cui abbiamo raccolto la storia di vita della madre di Peppino, Felicia Bartolotta, pubblicata dalla casa editrice La Luna, Palermo 1986 e successive edizioni, che è riuscito a far riaprire l’inchiesta con il racconto del viaggio del padre di Peppino, Luigi, negli Stati Uniti, dopo aver avuto un incontro con il capomafia Gaetano Badalamenti. Nel corso del soggiorno negli Stati Uniti Luigi Impastato a una parente ha detto: “Prima di uccidere Peppino, debbono uccidere me.” Subito dopo Giovanni Falcone si recò negli Stati Uniti per interrogare Badalamenti, successivamente condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio di Peppino.

Gli scritti di Peppino sono raccolti nel volume: Giuseppe Impastato, Lunga è la notte. Poesie, scritti, documenti, a cura di Umberto Santino, Centro Impastato, Palermo 2002-2008. La relazione sul depistaggio, operato da magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine, approvata dalla Commissione parlamentare antimafia, è pubblicata nel volume: Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio, Editori Riuniti University Press, Roma 2012 (terza edizione).

{jcomments on}Umberto Santino

Presidente del Centro

piede cento passi

Buon Compleanno Peppino

piede cento passi

“Buon compleanno Peppino Impastato e Rete 100 passi”

Come ogni anno il 5 gennaio Rete 100 passi ricorda la nascita di Peppino Impastato e le tappe salienti del proprio percorso. Quest’anno, con una diretta video e radio dalla libreria Feltrinelli di Palermo a partire dalle15,30 e per tutto il pomeriggio. La giornata potrà essere seguita oltre che dal vivo tramite la diretta su 100 passi tv e su Radio 100 passi raggiungibili dal portale www.rete100passi.it Proprio per dare una inversione di tendenza Rete 100 passi ha scelto fin dalla sua nascita di non commemorare le vittime di mafia nel giorno del loro assassinio ma in quello della nascita.

Per questo il primo passo delle Rete è stato il 5 gennaio 2010 con il primo giorno di trasmissione di Radio 100 passi da Casa Memoria di Cinisi. A seguire il 5 gennaio del 2012 il varo di 100 passi tv, per proseguire il cammino della costituzione della prima Rete informativa per la legalità con la nascita il 5 gennaio 2013 del giornale on line 100 passi journal. Il 5 gennaio 2014 In programma: “onda continua” invitato a partecipare Salvo Vitale protagonista di onda pazza. A seguire “Palermo capitale europea della cultura….. della legalità” invitati a partecipare il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’Assessore alla cultura Francesco Giambrone , IMD scrittore e poliziotto della squadra catturandi e Giovanni Pagano Presidente Libera Palermo.

A chiudere “Buon compleanno Peppino Impastato e Rete 100 passi” saranno: Danilo Sulis l’amico di Peppino Impastato che ha fatto ripartire il il cammino della radio oggi Presidente di Rete 100 passi e Giovanni Impastato fratello di Peppino. Con la regia radiofonica di Fabrizio Gagliano e quella televisiva di Marco Salfi, la musica proposta da Roberto Miciletto e gli interventi live del chitarrista Simone Giuffrida.{jcomments on}