RICORDIAMO CARMELO IANNÌ , VITTIMA INNOCENTE DI MAFIA.

Oggi 24 Febbraio 2015 Carmelo avrebbe compiuto gli anni. Trentacinque anni fa perse la vita lasciando a moglie e tre figlie un vuoto incolmabile. Iannì era un imprenditore che aveva deciso di investire in Sicilia , Terra intrisa di opportunità per chi aveva voluto gestire un albergo e quindi lavorare e crescere nel settore turistico. Purtroppo quelli furono anni in cui la mafia del territorio strinse accordi con dei chimici marsigliesi per la lavorazione e la distribuzione dell’eroina . L’hotel Riva Smeralda situato a poche centinaia di metri dall’aeroporto internazionale Falcone e Borsellino di Palermo, venne preso come punto di appoggio dove alloggiare la notte e da cui spostarsi la mattina seguente per gestire il traffico di droga . La polizia per tenere sotto controllo queste persone coinvolte cominció , sotto sembianze di addetti di albergo , a seguirli fino ad arrivare all’arresto del clan; purtroppo avvenuto a volto scoperto , il che portó ad una identificazione degli stessi poliziotti e i mafiosi del posto, sotto indicazione del boss Gerlando Alberti si vendicarono proprio uccidendo il titolare dell’albergo , collegando il fatto che quel Carmelo Iannì fosse stato complice della polizia in quel l’operazione che di fatto compromise i piani della mafia. Lo freddarono una mattina , calda e secca di agosto, con tre colpi di pistola . I conti erano stati regolati. Sangue era stato sparso. Ecco, noi vogliamo ricordarlo come una persona semplice che avendo agito con senso civico e con rispetto nei confronti della legalità merita di essere raccontato. Vogliamo sottolineare l’importanza della memoria di un civile , di un uomo, di un padre, di un fratello. RICORDIAMOCI DI RICORDARE, per stimolare le coscienze di ognuno, libere da condizionamenti. Rete 100Passi oggi alle 16.00 trasmetterà in diretta dallo studio di Casa Badalamenti, l’intervista fatta alle figlie di Carmelo Iannì . Loro e noi oggi lo raccontiamo così.

Buon ascolto!

 

Il video documentario sulla sua vita di Carmelo iannì, realizzato dai volontari di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, verrà inserito nel sito di Casa Memoria www.casamemoria.it, entro e non oltre la giornata di domani.

guido

“ Casa Memoria ti ricorda cosi`…” senza troppi giri di parole, vogliamo farvi pervenire due testimonianze di chi l’ha vissuto nella sua essenza di “uomo libero”!

guido

Sono passati tre anni ormai. O potrei dire solo tre anni. È strano come regolarmente mi capiti di dimenticare questo triste anniversario. La memoria mi inganna, rimuove. Eppure verso la metà di febbraio regolarmente ogni anno di questi ultimi tre una sottile tristezza si insinua nei miei giorni. E mi sorgono ricordi legati a Guido, alla sua persona, ai viaggi che abbiamo condiviso. Quello più lontano a Cuba e quelli più vicini, verso mete sparse in Sicilia per il piacere di fotografare. Guido mi aveva incuriosito e mi aveva fatto rispolverare una delle mie passioni, quella per la fotografia. Io, però, mi dilettavo. Lui no.Guido era un vero fotografo, capace di scegliere un istante e fermarlo. Uno sguardo, un colore, una porta, un murales. Nature vive o morte. Non ricorderò Guido esclusivamente come uno dei compagni di Peppino, ma per ciò che mi ha colpito. Era capace davvero di tenere a cuore gli altri, amici, conoscenti, ecc. Forse anche quelli appena visti, probabilmente per questo era così bravo a fotografare, a ritrarre.Con la semplicità di cui era sempre capace.

Marina

guido pietra di inciampo

 

Dopo il dolore per la tua perdita, oggi ti ricordiamo con un sorriso, quello che sapevi donarci ogni giorno varcando la soglia di Casa Memoria. Entrando nell’ufficio ti apprestavi a salutarci e a sederti su quella poltrona rossa che ti permetteva di averci al tuo cospetto. Le nostre chiacchierate migliori sulla vita in generale, le tue avventure di “uomo libero”, su Peppino e le vostre esperienze, avvenivano sempre in questo modo : uno al cospetto dell’altro ed uno “vicino” all’altro, grazie alla tua capacità di porre la comunicazione allo stesso livello, perché per te, era fondamentale la condivisione equa, in quanto l’”altro” lo intendevi come fonte di arrichimento. Questo era uno degli insegnamenti che avevi acquisito da Peppino, come mi dicevi sempre ; “Peppino riusciva a comunicare con tutti senza far sentire nessuno inadeguato”. L’averti conosciuto nel periodo del Servizio Civile Nazionale, momento di cambiamento e crescita per me, mi ha permesso di vivere diverse emozioni positive. Sei stato un amico per Peppino e grande Amico anche per noi. Non potrò mai dimenticare i momenti di scambio delle trasmissioni sbobinate di Radio Aut. Molte trasmissioni della seconda parte :” la stangata”, siamo riuscite a portarle a termine ma il lavoro oggi è rimasto incompiuto..forse perché vorrei potessi rientrare da quella porta e concluderlo insieme. Voglio ringraziarti per tutto ciò che mi hai lasciato, sei stato esempio di uomo leale e vero!

Cristina{jcomments on}

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seconda conferenza del ciclo di democrazia partecipata

 

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Conferenza sulla promozione e valorizzazione del territorio di Cinisi. E’ questo l’argomento del Convegno Tematico dal titolo “Comunicare il Territorio per lo Sviluppo Turistico”, in programma presso l`ex Casa Badalamenti del Comune di Cinisi mercoledì 25 febbraio 2015, alle ore 17,00 in diretta streaming su Rete 100 passi.

Scopo dell’incontro, organizzato da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato Onlus è accendere i riflettori sulla necessità sempre crescente di destinare risorse, idee e progettualità, alla realizzazione di azioni di comunicazione tese ad incrementare la conoscenza delle risorse storiche, paesaggistiche, artistiche ed eno-gastronomiche dell` area del nostro comune. La comunicazione è, infatti, la parola chiave nel vocabolario della tipicità territoriale, intesa non solo come eccellenza della vacca cinisara e dei suoi prodotti caseari, ma più in generale come tutto ciò che contraddistingue e rende unico un territorio.

 

Alla luce dell` esperienza di Casa Memoria, interessata da un costante incremento dei flussi turistici diretti verso di essa, è innegabile che sia proprio la comunicazione ad invitare alla scoperta di un territorio, attirando l’attenzione e suscitando il desiderio di conoscerlo dal vivo per “possederlo”.

La comunicazione e la concertazione tra i rappresentanti che siederanno a questo tavolo: amministrazione comunale, esperti del territorio, piccole imprese nell`ambito del turismo e tour operator, è dunque la chiave di volta in grado di garantirne lo sviluppo, soprattutto alla luce del ruolo fondamentale che il turismo può ricoprire nella crescita economica e sociale del Comune di Cinisi.

Azioni di comunicazione rivolte a specifici target, sia sul territorio siciliano che delle regioni italiane, oltre che su quello nazionale ed estero, volte a far incrociare le nuove domande di turismo con la ricca offerta locale, sono ormai elementi imprescindibili per il futuro del comune di Cinisi.

Questi temi di grande attualità saranno al centro degli interventi di:

Dott. Pietro Puccio; presidente del Gal

Avv. Giangiacomo Palazzolo: sindaco di Cinisi

Giovanni Impastato: referente Casa Memoria Impastato

Dott.ssa M. A. Mangiapane; resp. Biblioteca di Cinisi

Dott. Antonio Vitale: esperto etnoantropologico

Giacomo Randazzo: autore del presepe iscritto al registro del R.E.I

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Democrazia partecipata: i ringraziamenti.

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Con il primo convegno sull’imprenditoria giovanile dal titolo “la tua idea è impresa”,Casa Memoria avvia il programma di democrazia partecipata che durerà per la prima metà del 2015. Ringraziamo quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, in particolar modo l’UDU di Palermo, i relatori Fanny Maniaci, assessore ai servizi pubblici, Angelo Nuzzo, coordinatore UDU Palermo, il Prof. Umberto La Commare, ARCA Università degli Studi di Palermo, il Dottor Nicolò Pizzillo, amministratore Kappaelle, il Dott Alessio Costa, progettista e vice presidente CSF, l’ Arch. Michele Anzalone, Sprawl Design, e il moderatore Calogero Cacciatore, dell’ UDU di Palermo.

Oltre a presenziare all’iniziativa, si sono fatti portavoci delle realtà in cui operano. Lo scambio costruttivo e il mettersi in rete per l’attuazione di quest’ultimo, hanno reso possibile la buona riuscita del convegno.

“ Siamo consapevoli che fare impresa non è una cosa semplice ma la volontà e la “Mission” è più importante della possibilità che apparentemente vediamo nel panorama occupazionale” afferma il Dottor Costa, “bisogna abbandonare l’idea del posto fisso ed indirizzarci verso la creazione del lavoro” prosegue il Professore La Commare; “abbiamo unito le nostre forza, e siamo riusciti a rendere possibile il nostro obiettivo… grazie alla qualità e non alla quantità dei nostri interventi” conclude il Dottor Costa.

Queste, alcune delle frasi pronunciate durante il convegno, questi, i messaggi costruttivi per la valorizzazione delle nostre potenzialità perché “bisogna lavorare con conoscenza che possa tradursi in produttività per un NOI collettivizante”.

Vi aspettiamo numerosi il 25 Febbraio per il 2° convegno di democrazia partecipata sulla valorizzazione del territorio cinisense, si darà voce agli attori istituzionali e non che dovranno sviluppare sinergie per attuare quel cambiamento dal basso al quale auspichiamo.

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La tua idea e’ IMPRESA – 1° Convegno ‘Democrazia Partecipata’

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L’associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato in collaborazione con l’UDU Palermo – Unione degli Universitari sono lieti d’invitarvi a partecipare al 1° Convegno dell’iniziativa “Democrazia Partecipata” che tratterà la tematica dell’imprenditoria giovanile, dal titolo “La tua Idea è IMPRESA”.

Il Convegno si terrà Giovedì 19 Febbraio alle ore 18:00 presso l’Ex Casa Badalamenti, Corso Umberto 183, Cinisi. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Cinisi e verrà trasmessa in Diretta Streaming su Radio 100 Passi. La conferenza sull’Imprenditoria giovanile si propone come momento di riflessione sulla necessità di sviluppare nuovi modelli di cooperazione e co-sviluppo tra le economie locali. Il coinvolgimento di diversi attori locali darà luogo ad un dialogo che possa indagare gli step imprenditoriali, dalla start up all’ostacolo della competitività fino al consolidamento d’impresa. Si tenteranno d’individuare, in merito, linee guida che possano contestualizzare e superare tutte le difficoltà che si presentano a chi si appresta, con limitata disponibilità di risorse economiche, ad avviare e consolidare la propria attività imprenditoriale.

Da qui la necessità di coinvolgere: l’Udu – Unione degli Universitari, l’Arca, Next, C.S.F – Cooperazione senza Frontiere.

L’obiettivo della conferenza è di mettere i giovani nelle condizioni di poter trasformare le loro idee in impresa, fornendo non solo gli strumenti necessari per l’avvio iniziale (star up) ma seguendoli anche nel loro sviluppo attraverso un’incubatore e accelleratore d’impresa. Riprendendo esperienze positive di collaborazione tra imprese, università e mondo professionale realizzatesi come la realtà Sprawl Design o la realtà KappaElle si vuole avviare un percorso che possa dare ai giovani i giusti strumenti d’informazione e di avviamento per lo sviluppo economico del territorio affrontando il grave problema della disoccupazione giovanile e della repressione del nostro territorio.

 

SCALETTA

Saluti – Avv. Giangiacomo Palazzolo – Sindaco del Comune di Cinisi 

Angelo Nuzzo – Coordinatore UDU Palermo 

Luisa Impastato – Presidente Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

Relatori

 Prof. Umberto La Commare – Consorzio ARCA, Università degli Studi di Palermo 

Simone Lucido – NEXT 

Dott. Nicolò Pizzillo – Amministratore KappaElle 

Dott. Alessio Costa – Progettista, CSF – Cooperazione Senza Frontiere 

Arch. Michele Anzalone – Sprawl Design, Vincitore Progetto Unipolis 2013

 

Si ringrazia per il sostegno la Fondazione “Con il Sud”.

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Brindisipresidenziali

Palermo al Quirinale: missione compiuta?

Brindisipresidenziali

 

 Di Umberto Santino

Due palermitani al vertice delle istituzioni: Sergio Mattarella presidente della Repubblica e Pietro Grasso presidente del Senato. E il sindaco Orlando in un tweet esulta: “Dai lenzuoli alle finestre del 1992 al tricolore del 2015. Missione collettiva compiuta”. Su queste pagine si è aperta una discussione e qualcuno ha osservato che non bisogna scambiare due storie personali con una storia collettiva, che non ci sarebbe stata o comunque non si potrebbe considerare compiuta. Si potrebbe osservare che né Sergio Mattarella né Pietro Grasso rappresentano soltanto una storia individuale. Mattarella si è dedicato all’impegno politico dopo l’assassinio del fratello Piersanti, la cui azione segna una svolta in una storia familiare e politica, e ha mirato all’emarginazione di Ciancimino e a dare un’immagine della Democrazia cristiana che portava il volto di Giuseppe Campione alla presidenza della Regione e di Leoluca Orlando sindaco di Palermo. Eppure un personaggio come Salvo Lima ha continuato a dominare la scena e suoi uomini figuravano nelle giunte “primaverili”. “La Dc, diceva De Mita, si rinnova senza buttare a mare nessuno”. E Aldo Moro, quando la Dc veniva duramente attaccata, si è levato a gridare che si sarebbe opposto a un processo sommario. Andreotti sentenziava: “Il potere logora chi non ce l’ha”, ma può ammorbare chi ce l’ha se è pronto a tutto per mantenerlo. E i cattolici democratici per troppo tempo hanno convissuto con uomini che non erano proprio allievi di La Pira. Finché la balena bianca si è spiaggiata sull’arenile del dopo Muro di Berlino. Pietro Grasso fa parte di una generazione di magistrati, eredi di Cesare Terranova, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che, non senza contrasti e contrapposizioni all’interno del “palazzo dei veleni”, hanno svolto un’azione giudiziaria ricca di frutti, dal maxiprocesso ai nostri giorni. Non sono soltanto storie personali, si iscrivono nella storia di partiti, o di correnti, e di gruppi professionali, ma possiamo dire che rappresentano una storia collettiva? A Palermo in questi anni si è sviluppata un’antimafia che ha al suo attivo il lavoro nelle scuole, l’antiracket, l’uso sociale dei beni confiscati, con i limiti che ho più volte rilevato. Nelle scuole si parla troppo di una legalità astratta e formale e l’antimafia è affidata a un insegnante di buona volontà, non è entrata nei programmi e nella scuola quotidiana. L’antiracket coinvolge ancora solo una parte di commercianti e imprenditori (le recenti polemiche ne sono la riprova) e il consumo critico è più sulla carta che nelle pratiche di ogni giorno. L’uso sociale di beni confiscati è mortificato da tempi di assegnazione troppo lunghi e solo poche volte si riesce a trasformare le imprese mafiose in attività produttive legali e a salvare posti di lavoro. E poi c’è la città, impietosamente fotografata dalle statistiche e sempre collocata agli ultimi posti tra le città italiane nelle rilevazioni, discutibili quanto si vuole, del Sole 24 ore. Vogliamo parlare di questa città? Secondo i dati ISTAT la disoccupazione era al 20,3 per cento nel 2004, è stata al 20,7 nel 2013. Quella giovanile supera il 60 per cento. E non si tiene conto che ormai moltissimi non si avventurano nella ricerca di un lavoro che sanno di non poter trovare. Un documento della CGIL del dicembre scorso dava un quadro dell’apparato produttivo prossimo alla desertificazione. Al Cantiere navale, che ha una lunga storia di stentata sopravvivenza, si attende ancora che partano i lavori per il superbacino galleggiante da 80 mila tonnellate che dovrebbe consentire la trasformazione delle navi. I call center con 5.631 operatori sono la maggiore “industria” della città, ma è una bolla che si sta sgonfiando con gli esuberi e i licenziamenti in corso: qui il salario mensile è 700 euro, nell’Est europeo è 200 euro. Il verbo della globalizzazione è “competere” ma in un mondo che globalizza il lavoro precario, sottopagato e non tutelato, per competere efficacemente bisognerebbe istituire la schiavitù. Nell’attesa funge da ammortizzatore il lavoro nero. Le nuove povertà incrementano a vista d’occhio il numero dei senzacasa: un problema che, nonostante le proposte dei comitati, non si vuole affrontare con un piano organico. Quella che è stata definita “la città spugna” (ricordo un libro del Centro Impastato, di Amelia Crisantino) che consumava più di quanto produceva, tenuta in piedi dal denaro pubblicoin grado di reggere un sistema clientelare diffuso, si era trasformata nel corso degli anni ’70-’80 in “metropoli stagnante” ed è diventata sempre più una città a perdere. Sarà l’Europa a inchiodare alla paralisi con i patti di stabilità, ma è un fatto che non si riesce neppure a usare i fondi europei. Anche l’accumulazione illegale, che ormai viene considerata come una voce consistente di un PIL asfittico, non ha più come epicentro Palermo e la Sicilia. Per uscire da questo disastro permanente, la cui cifra più emblematica è il quotidiano vandalismo delle scuole e degli edifici pubblici, ci vorrebbe un progetto capace di raccogliere risorse, convogliare le energie migliori e porre le basi per una storia collettiva, in una comunità condivisa. Un progetto credibile, non l’ennesima antologia di sogni. Tenendo i piedi ben piantati sulla terra e ben sapendo che se due palermitani sono al vertice delle istituzioni, molti loro concittadini hanno perso perfino la speranza di un lavoro che assicuri una vita dignitosa.

 

Pubblicato su Repubblica – Palermo dell’8 febbraio 2015, con il titolo: Due palermitani al vertice non fanno una Primavera.

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Carnevale di Cinisi

 

 

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Da domenica 15 a domenica 22 Febbraio sarà possibile visitare, presso i locali dell’ex casa Badalamenti,Corso Umberto I 183, Cinisi, la mostra fotografica “Carnevale di Cinisi”, dal 1970 ai giorni nostri, a cura dell’associazione Asadin. L’esposizione sarà aperta al pubblico dalle ore 17:00 alle 20:00.

Per ulteriori informazioni chiamare al 334 1689181 o contattare l’associazione.

 

 

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“LA MAFIA NON È INVINCIBILE”: GIOVANNI IMPASTATO RACCONTA IL FRATELLO PEPPINO

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Resistere alla mafia è possibile, combattendola con impegno civile, onestà e con il sorriso, come faceva Radio Aut

 

– Reggio Emilia, 9 febbraio 2015 – di Federico Bonati –

 

Il 9 maggio 1978 il corpo di Aldo Moro, assassinato dalle BR, fu ritrovato in via Caetani a Roma. In quello stesso giorno, a Cinisi in Sicilia, veniva fatto esplodere Peppino Impastato. Una morte che fu inscenata come suicidio, con l’intento di far passare come attentatore di estrema sinistra Impastato, ma che si scoprì essere una montatura: Peppino Impastato fu ucciso su mandato di Gaetano Badalamenti, mafioso.

Ancora oggi, a trentasette anni dalla sua scomparsa, la figura e il ricordo di Peppino Impastato, una figura straordinaria per la democrazia, che lottò la mafia con l’impegno civile e con la satira, è più viva che mai, grazie anche alle suggestive parole del fratello, Giovanni Impastato. Per il ciclo “Teatro e Legalità” promosso da Noveteatro, Giovanni Impastato è giunto nel reggiano per una tre giorni dedicata alla memoria del fratello, attraverso spezzoni del film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, attraverso letture del libro dello stesso Impastato “Resistere a Mafiopoli” e con un botta e risposta finale tra il pubblico e l’ospite.

Nel corso della serata, Giovanni rievoca i ricordi di famiglia, aprendo metaforicamente al pubblico il proprio “album dei ricordi”: il rapporto col padre anch’egli mafioso, gli screzi infantili e l’avvicinamento a Peppino, la lotta nel ricordo del suo nome assieme alla madre Felicia dopo l’assassinio del fratello.

C’è uno spaccato d’Italia, un racconto svoltosi nel cuore della Sicilia, di chi arrivato ad un certo punto, non può più fare finta di niente. Una storia di satira con Radio Aut e la mitica trasmissione “Onda Pazza”, ma allo stesso tempo una storia di depistaggi e insabbiamenti, a dimostrazione di quanto il cancro mafioso sia stato e, purtroppo, sia ancora inserito nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine.

Una storia di chi, invece, riaprì il caso Impastato dopo l’archiviazione: da Gaetano Costa a Rocco Chinnici fino a Giovanni Falcone, con una triste considerazione finale: chi favorì l’insabbiamento e il depistaggio delle indagini fece una brillante carriera, mentre chi cercò di fare luce sulla vicenda finì assassinato dalla mafia, ad eccezione di Antonio Caponetto. Inutile commentare ulteriormente.

Impastato parla poi di Casa Memoria, casa natale dei fratelli Impastato, divenuta oggi museo alla memoria di Peppino e inno alla libertà, parla di quei cento passi che la dividono da casa Badalamenti, attualmente affidata alla famiglia Impastato dopo l’esproprio, parla delle pietre d’inciampo sulle quali è vivo il ricordo della vita e della lotta di Peppino. Conclude poi con una frase eloquente: “La mafia non è invincibile”. Il signor Giovanni Impastato ha gentilmente risposto ad alcune domande del pubblico al termine della serata, e anche a quelle della Gazzetta dell’Emilia. Giovanni, l’operazione Aemilia ha fatto capire una cosa: la mafia è arrivata anche al Nord ed è entrata nei luoghi di potere. Che riflessione si può trarre? La mafia ha cambiato strategia, segue i flussi di denaro, l’economia, la finanza, è entrata negli studi medici e dei professionisti, ecco perché si parla di borghesia mafiosa.

Anche l’Emilia, terra di principi e di efficienza, è stata intaccata da ciò, basti pensare che Gaetano Badalamenti fu mandato al confino a Sassuolo, e acquistando un’azienda di ceramica, riciclò denaro sporco. Se mi si chiede se oggi ci sia più mafia in Sicilia o in Lombardia non ho dubbi, decisamente in Lombardia, pensiamo a quello che è successo col caso Expo.

Falcone diceva che la mafia, come ogni storia, ha un inizio e una fine; il problema è che manca la volontà politica di abbatterla. Portando in giro per l’Italia la storia e il ricordo di suo fratello, le sembra di portare avanti ancora le sue battaglie? Si. Le battaglie di Peppino, le sue iniziative a livello ecologico e sulla salvaguardia dell’ambiente sono più attuali che mai. La sua è una storia d’impegno sociale, di lotta e di passione.

Che idea ha del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il cui fratello Piersanti fu ucciso in un attentato mafioso? Mi sembra una brava persona, con una forte coscienza democratica. Sono convinto che farà bene essendo, inoltre, una persona che nutre un profondo rispetto nei confronti della costituzione.

La storia insegna che chi si fa avvinghiare dai tentacoli della mafia, divenendone colluso, riesce a fare una brillante carriera nel nostro paese. Ma la storia insegna che c’è anche chi dice no, chi lotta e muore, ma che non si piega mai, il cui ricordo e le cui battaglie sono portati avanti da altre persone, perché come diceva Peppino: “La mafia è una montagna di merda”. Sono quelli come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, il Generale Dalla Chiesa, e più recentemente Roberto Saviano, Don Ciotti, Pino Maniaci, i ragazzi di Addio Pizzo. Sono quelli come Peppino. Ed è grazie a loro e a chi, seguendo il loro esempio, lotta, vive e si impegna ogni giorno nel proprio piccolo, che l’Italia ce la farà.

Pubblicato in La gazzetta dell’ Emilia

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festival2015

festival della legalita’ e delle idee

festival2015

Festival della Legalità e delle Idee

Mercoledì 11 febbraio

Il teatro della Legalità

Ore 10.00

“La madre dei ragazzi”con Lucia Sardo

Giovanni Impastato

Incontro con le scuole Partecipa il Liceo G.D Cassini

Ore 16.30 “La Madre dei ragazzi “ con Lucia Sardo Giovanni Impastato Dibattito e incontro

Ingresso Libero Giovedi 12 febbraio

La Legalità nello sport ore 10.00

Il prof. Fabrizio Prisco presenta il libro: “Sogno Mundial “

Partecipazione di personalità del mondo calcistico e dell’Informazione. Partecipano i licei Amoretti, Colombo e i ragazzi della Spes di Ventimiglia Pagine di legalità

Ore 16.30

Il dott. Michele Marchesiello presenta il libro: “Il diritto di Resistenza Come fare la rivoluzione attraverso il diritto”(Ega edizioni-Gruppo Abele)

Concerto dal vivo Stefano Cisco Bellotti, ex voce dei Modena City Ramblers, in trio acustico

Ingresso libero. Venerdì 13 febbraio Legalità delle idee

ore 10.00

 

“La Musica contro le Mafie” con Maurizio Capone, Federico Cimini e Valentina Amandolese (Premio Musica contro le mafie 5^ Edizione) Maura Orengo – (Libera Imperia) Gennaro de Rosa – (coord.”Musica contro le mafie”)

Documentario e dibattito La Nave della Legalità Scuola Media Cavour di Ventimiglia Incontro con le scuole.

Pagine di Legalità Ore 16.30 Il Dott.

Nicola Gratteri procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria Consigliere della Commissione Parlamentare Antimafia. presenta il libro: “Male Lingue . Vecchi e nuovi codici delle Mafie” (Luigi Pellegrini Editore)

A seguire “La musica contro le Mafie” con Maurizio Capone, Federico Cimini e Valentina Amandolese (Premio Musica contro le mafie 5 Edizione) Maura Orengo – (Libera Imperia) Gennaro de Rosa – (coord.”Musica contro le mafie”)

Documentario e dibattito Ingresso libero Introduce il dott. Roberto Cavallone Magistrato della Procura di Imperia Procuratore Capo di Sanremo sino al 2013

Partecipa il Presidente del centro Giuseppe Impastato di Sanremo, Claudio Porchia.

Modera e coordina Dott.sa Marzia Taruffi Responsabile Ufficio Stampa e Cultura Casinò di Sanremo

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“Teatro e legalita’”, Giovanni Impastato a Casalgrande, Luzzata, San Martino in Rio

 

 

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Una grande festa della legalità, raccontata attraverso il teatro, che coinvolge tutta la provincia di Reggio Emilia: è la terza edizione di “Teatro e legalità”, il festival reggiano organizzato da NoveTeatro, promosso dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Novellara. Il progetto coinvolge anche i Comuni di Casalgrande, Castelnovo di Sotto, Fabbrico, Guastalla, Luzzara, Montecchio Emilia, Reggio Emilia, San Martino in Rio e Scandiano, tutti riuniti per diffondere la cultura del vivere civile e della lotta alle mafie. Come di consueto, non mancheranno i grandi ospiti. Questa edizione di “Teatro e legalità” segna il ritorno di un ospite importante: dopo il successo di pubblico dello scorso anno, torna “Mio fratello Peppino”, la conferenza-spettacolo che vede protagonista Giovanni Impastato, fratello di Peppino, icona della lotta alla Mafia assassinato nel 1978. Giovanni Impastato sarà a San Martino in Rio domenica 8 febbraio alle 16, presso la Sala d’Aragona nella Rocca Estense. L’incontro è il terzo in provincia, dopo Casalgrande (venerdì 6 febbraio alle ore 21, presso la Sala espositiva Incontro di Via Ruffilli) e Luzzara (sabato 7 febbraio alle 21 presso la Sala Polivalente di Via Panagulis). Come già nel 2014, l’incontro prende spunto dal libro “Resistere a Mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino impastato”, scritto da Giovanni Impastato e da Franco Vassia, pubblicato da Stampa Alternativa. Scrive Giovanni: “La storia di Peppino Impastato è una storia di giovani, di coraggio, di ribellione e di anche di violenza. […] La storia di Peppino non è soltanto la sua: è la storia dei suoi compagni, la nostra storia, piena di fatti e di gioie, ma anche irta di spine. in pratica la storia atavica di chi non si rassegna a essere un semplice strumento, ma pretende di lasciare una traccia visibile del suo passaggio”. Per scoprire tutto il cartellone di “Teatro e legalità”, è possibile consultare il sito www.noveteatro.it o scrivere a info@noveteatro.it Organizzazione: Carlotta Ghizzoni Telefono: 331 4426784 E-mail: organizzazione@noveteatro.it NoveTeatro è un centro teatrale fondato nel 2007 da un gruppo di giovani professionisti dello spettacolo. NoveTeatro è ente di produzione di spettacoli di prosa: fra questi “Processo a Giulio Cesare” con Paolo Bonacelli e “Angelo della gravità. Un’eresia” di Massimo Sgorbani, “Boston Marriage” di David Mamet. All’attività di produzione NoveTeatro affianca la propria scuola di teatro, che ha il sostegno del Comune di Novellara, e un’intensa attività di teatro civile, coronata da due edizioni del progetto “Teatro e legalità” che coinvolge diversi comuni della Provincia di Reggio Emilia e la Regione Emilia Romagna.