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Premio musica e cultura 2015: Carmen Consoli

 

 

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Il premio Musica e Cultura 2015, assegnato a Carmen Consoli, è stato consegnato la sera del 9 maggio alle Malmaritate.

 

A CARMEN CONSOLI per l’impegno intrapreso e confermato dalla cantautrice lungo il suo ventennale percorso artistico, e riconfermato con la pubblicazione dell’album “L’ABITUDINE DI TORNARE” nel quale l’artista affronta tematiche sociali attuali come il femminicidio, la crisi sociali che sta strozzando la classe media del nostro Paese, lo sbarco dei clandestini in Sicilia. Ma soprattutto per “ESERCITO SILENTE”, scorcio fotografico di una realtà storico -territoriale rappresentativa dove la cantautrice cita Peppino e le sue LOTTE STORICHE come colui CHE SFIDO’ LA MALAVITA A SUON DI MUSICA E POESIA. Per queste ragioni le associazioni riunite Casa Memoria Felicia e Peppino Impasto, Musica e Cultura e Centro Impastato Sanremo conferiscono a Carmen Consoli il Premio Musica e Cultura 2015.

 

In questi giorni la cantautrice siciliana ci ha fatto pervenire un suo messaggio scritto in merito al premio che riportiamo di seguito:

 

 “Ricevere il Premio Musica e Cultura da parte della Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato è per me motivo di onore.

Sono lusingata da questo attestato di stima, ma sono io che sento il bisogno di ringraziare quanti portano avanti con convinzione ogni progetto legato a Peppino, un uomo dei nostri tempi.

L’arte, la musica e la cultura sono un patrimonio che va difeso dalla superficialità e dalla barbarie dell’ignoranza. Sono uno stimolo continuo, e proprio per questo scomodo, alla difesa della verità, l’ingrediente principale di una società che voglia proclamarsi pulita.

Anche per questo ha lottato Peppino Impastato, convinto che solo l’impegno attivo, unito ad una cultura della legalità, possano contribuire a formare una sana ed adeguata coscienza civile”.

Carmen Consoli

 

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                                                                  Carmen Consoli – 9 Maggio 2008

 

                                                               

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proroga della Mostra dei licei artistici: Arte e’ legalita’

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Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato in collaborazione con i licei Artistici della provincia di Palermo è lieta di partecipare alla Settimana delle Culture con la mostra dal titolo Arte è legalità.

La mostra, inserita in un progetto più ampio denominato  Polemos ha la finalità  di educare i giovani alla legalità e far sentire loro di essere parte di una compagine sociale che ne valorizza l’impegno e i talenti esponendo i loro lavori non all’interno del circuito scolastico, ma in un luogo pubblico che abbia rilevanza regionale.

La mostra, molto apprezzata e visitata è stata prorogata fino al 9 Giugno ed è fruibile presso il  Real Albergo dei Poveri in Palermo

L’evento è stato possibile grazie al sostegno di Unicredit

 

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premio musica e cultura 2015

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CASSANDRA RAFFAELE.

EX CASA BADALAMENTI di CINISI: CONFISCATA ALLA MAFIA E CONCESSA ALLA MUSICA

“I muri” di Cassandra Raffaele riceve il PREMIO MUSICA E CULTURA 2015 e diventa un corto musicale con il patrocinio di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

https://www.youtube.com/watch?v=KWDKX012G0M

Cassandra Raffaele riceve il Premio Musica e Cultura 2015 e pubblica il corto musicale “I Muri”, canzone scritta, arrangiata e prodotta tre anni fa dalla stessa cantautrice siciliana, fortemente ispirata dalla vita di Peppino Impastato.

Il video è il frutto dell’incontro e la sinergia tra la cantautrice e i ragazzi di Casa Memoria, che in occasione dell’inaugurazione della sede di Radio 100 Passi, lo scorso 5 gennaio a Cinisi, decidono insieme di realizzare un contenuto video legato al brano.

Patrocinato da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, per la regia di Annamaria Craparotta, il video è stato girato a Cinisi, tra Casa Memoria e l’ex casa Badalamenti, confiscata alla mafia e attuale sede di Radio 100 Passi, e vede la partecipazione straordinaria di Giovanni Impastato, fratello di Peppino.

Il video è stato presentato il 9 Maggio a Cinisi, in occasione del 37° anniversario dell’assassinio mafioso di Peppino Impastato, dove è stato inoltre consegnato a Cassandra Raffaele il “Premio Musica e Cultura 2015”. Il premio di quest’anno è stato riconosciuto anche alla cantautrice Carmen Consoli.

“Musica e Cultura” è un riconoscimento istituito nel 2011 dalle associazioni «Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato», «Musica e Cultura» e «Centro Impastato di Sanremo». Il premio è già stato assegnato tra gli altri a Roy Paci, Pippo Pollina, Moffo Schimmenti, Tete de bois e Modena City Ramblers.

 

 

CREDITI VIDEO

Regia e fotografia: Annamaria Craparotta

Montaggio: Annamaria Craparotta

Testo e musica di Cassandra Raffaele

Prodotto e arrangiato da Cassandra Raffaele

Registrato e missato da Lorenzo Manganaro presso Associazione Culturale Iblea Orchestra

Ballerino e coreografo: Dario Di Stefano

Assistente di produzione: Ivan Puleo

Make-up: Emanuela Schirru

con il patrocinio di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.

e con la partecipazione di (in ordine alfabetico): Mauro Coronato, Cristina Cucinella, Giovanni Impastato, Luisa Impastato, Giosuè Maniaci, Mara Manzella, Pino Manzella, Daniela Pizzo, Ivan Puleo, Giacomo Randazzo, Lorenzo Randazzo, Silvia Russo.

Girato presso Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato ed Ex-Casa Badalamenti (bene confiscato alla mafia).

 

 

CREDITI BRANO

Testo e musica di Cassandra Raffaele.

Prodotto e arrangiato da Cassandra Raffaele.

Registrato e missato da Lorenzo Manganaro presso Associazione culturale Iblea Orchestra.

Hanno suonato:

Nick Cangilio: chitarre

Joanna Pavlik: violoncello

Giovanni Bobisse: violino

Corrado Bellina: basso

Cassandra Raffaele: voce, programmazione ritmica, sample e synt

 

TESTO: I MURI

I muri dei pareri contrari

che nascondono a tutti la bellezza

I muri delle esecuzioni

decise all’ombra degli agrumeti

I muri del non saper lasciare

il piccolo orto dove sei cresciuto

Avere il coraggio di bagnarti i piedi

sul bagnasciuga di ciò che fa luce

E tu dici, dici che hai paura

 

Un’altra Libera giornata

picchia forte su quel fiore

che è nato in uno scomodo balcone

senza la terra, senza l’onore

 

Trovando un angolo per potere ridere

accanto ad un cane che ci ha pisciato sopra

Quel fiore crebbe e poi davanti trovo’

soltanto un muro esecutore

Ma tu dici, dici che hai paura

Dici, dici che hai paura di affondare in una goccia: la verità.

Ma tu dimmi Come puoi appassire?

Se ti disseti senza inganni, rinascono fiori.

 

La verità

non si può negare anche se coperta dalle armature.

Verdetti che sanno di fango

Chi resta solo n’è già sepolto

Nella stessa terra rossa che ha ingoiato il sale

E resta silenziosa

I feretri dentro le chiese, dove c’è chi teme ancora di pregare.

E tu dimmi, tu riesci a dormire?

I muri delle calze e le belle facce dei manifesti coi ruffiani.

Il desiderio di una poltrona che vizia i bisogni e la disperazione.

“La voce dell’imperatore indossa come calze la povera gente”.

La mancanza è diventata un mercato una gabbia resa a cielo aperto

E tu dimmi, ti senti libero?

Ma tu dici, dici che hai paura di affondare in una goccia: la verità.

Ma tu dimmi, Come puoi appassire?

Se ti disseti senza inganni, rinascono fiori.

 

La salvezza non è voluta dal potere

ma fiorisce dalle nostre scelte

C’è un muro di silenzio

che ti accoglie ma resta soltanto un comodo sicario

Dimmi che sei vivo e che sei libero quando sei libero

e dimmi che sei vivo e che sei libero quando sei libero

e dimmi che non hai più paura

 

E dimmi, che non hai più paura d’affondare in una goccia: la verità.

Dimmi che non si può appassire se ti disseti senza inganni già nascono fiori.

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9 Maggio 1978 – Le verita’ negate

copertinatagliata.jpegTra le varie attività di questo 9 maggio 2015, una delle iniziative più toccanti e sentite, è stata la presentazone del fotolibro “9 maggio1978 – le verità negate” a firma delle Associazioni Casa Memoria, Compagni di Peppino e Centro Documentazione.

Ha introdotto Giovanni Impastato il quale ha dato merito ai compagni di Peppino ricordandone la loro forza e determinazione con cui si sono messi in gioco, sostituendosi sin da subito agli inquirenti nella prima ricerca e racccolta di prove ed indizi: dalle pietre insanguinate alla stoffa dove era avvolto il tritolo ai brandelli di Peppino sparsi per un ampio raggio.

Ha anche accennato al casolare dove fu assassinato Peppino: impossibile accedervi malgrado Crocetta lo scorso anno aveva fatto un decreto di acquisizione.

Ha preso poi la parola Paolo Chirco, curatore del volume e autore delle foto, raccontando un po’ la genesi del fotolibro il quale è impreziosito dal vissuto emozionale di alcuni di quei compagni e compagne che hanno vissuto quel momento tra l’8 ed il 9 maggio del ’78. Ha ricordato la ferma decisione di esserci, continuare a raccontare questa storia attraverso le fotografie, anche nei momenti più critici. Ha ricordato l’emozione ed anache la paura, il non riuscire a mettere a fuoco alcune immagini per l’impossibilità ad essere freddi e distaccati.

A nome dell’associazione compagni di Peppino, ha chiuso la presentazione Marcella Stagno, la quale, parlando anche a nome personale, ha ribadito come questa pubblicazione è la prima che vede diversi compagni coautori, senza nessun autore che si sostituisca nel racconto dei fatti e delle emozioni, ai compagni che hanno vissuto direttamente questa storia.

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E’ stata questa una scelta che ha voluto evidenziare e dar voce a chi non si è mai espresso in pubblico e che nessuno ha mai cercato. Compagni che hanno continuato e continuano a contribuire con il loro impegno quotidiano, a mantenere vivo il ricordo di un’esperienza culturale e di lotta che ha cambiato le loro vite.

Questo appare chiaro sin da subito a chi sfoglia il volume: diversi i contributi dei compagni che hanno accettato di raccontare la loro esperienza ed il loro vissuto. Leggendo i vari testi ne viene fuori un racconto molto breve dei fatti (ma che tira dentro anche Andreotti, Moro, le BR, la scelta nucleare del tempo …. tracciando uno spaccato storico, politico e culturale dell’epoca) ma quello su cui tutti si soffermano è stata quella lacerazione emozionale che è avvenuta dentro, ripescando quelle emozioni che nessuno mai potrà più dimenticare e che ancora sono vive e bruciano dentro: il momento dell’assassinio di Peppino così come si è ripercorso dentro le proprie individualità. Momento che ha interrotto una storia, un percorso, per aprirne un altro e mettendo compagni e compagne difronte ad una scelta chiara: da quale parte stare. Perchè da quel momento cominciava una storia nuova.

Nel volume sono inseriti anche due stralci presi a prestito da due libri del Centro Impastato e contestuali al tema trattato e che a loro volta ci ricordano chi non c’è più: mamma Felicia e Vito lo Duca. Entra nel fotolibro anche il processo Impastato con uno stralcio dall’interrogatorio di Liborio sul ritrovamento (e la sparizione) delle pietre insanguinate, sul poco chiaro ritrovamento delle chiavi e del recupero del resto del corpo.

Ben altra emozionalità vien fuori dalle foto: quelle fatte la mattina del 9 maggio sul luogo dell’assassinio (con una prefazione di Salvo Palazzolo di Repubblica), le foto del funerale di Peppino e del corteo successivo.Foto quasi tutte inedite e che per la prima volta vengono pubblicate e che sono il primo passo per una serie futura dove narrare visivamente la storia del Circolo “Musica e Cultura”.

Hanno poi preso la parola alcuni dei compagni presenti in sala i quali hanno ribadito il concetto caro ai tempi del Circolo Musica e Cultura dove le decisioni erano prese insieme e nessuno si incaricava di parlare a nome dei compagni. E’ anche emersa la rabbia per una legge che prescrive il reato di depistaggio, cosa che ha fatto sì che Subranni finisse la sua carriera indisturbato diventando generale.

Il libro, con una presentazione di Luisa Impastato ed una prefazione di Umberto Santino ed Anna Puglisi, è disponibile presso Casa Memoria.

 

Qui un breve estratto sfogliabile  http://issuu.com/paolochirco/docs/9maggio1978

 

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Un fiume di persone per onorare la memoria di Peppino Impastato

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Il fratello Giovanni: “Rendere fruibile la casa in cui fu ucciso. Da Crocetta per ora solo promesse”

Trentasette anni dopo la città di Cinisi non è sola a ricordare ed onorare la memoria di Peppino Impastato. Un fiume di giovani, cittadini, rappresentanti del mondo dell’associazionismo antimafia e delle istituzioni si sono raccolte sotto la sede di Radio Aut, a Terrasini, a urlare che quella lotta rappresentata da quei “cento passi” che dividono la casa di Peppino con l’ex casa del boss Gaetano Badalamenti, non si è interrotta.

La mafia non è stata ancora sconfitta e le battaglie da condurre sono ancora tante, a cominciare dal riappropriarsi di quel casolare in contrada Feudo, dove l’attivista è stato barbaramente ucciso. “Sono state raccolte firme ma dopo tante promesse ancora non abbiamo visto passi avanti significativi – urla dal balcone di Casa Memoria Giovanni Impastato – Quello stabile, inserito nel circuito dei luoghi della memoria, in questo momento è in stato di abbandono e di degrado.

E’ un grave problema da risolvere. Considero un crimine il fatto che migliaia di studenti che vengono a Cinisi non abbiano la possibilità di visitare il luogo dove Peppino è stato ucciso. E’ un crimine contro la memoria del nostro Paese. Il proprietario può avere i suoi motivi e negli anni scorsi il Presidente Crocetta ha consegnato un decreto, ma di questo non abbiamo saputo più nulla. Da questo si evince che da parte di Crocetta vi sono solo promesse”. Poi ha continuato: “Credo che oggi bisogna praticare la disobbedienza civile e ribellarsi contro l’ingiustizia.

Anche questa è legalità. Una battaglia che abbiamo iniziato con il centro siciliano di documentazione di Umberto Santino, con i compagni di Peppino e con la famiglia Impastato”. “Tra queste battaglie – ha continuato – c’è anche la denuncia contro il presidente della Camera di Commercio Helg. C’è voluto il coraggio di Santi Palazzolo, imprenditore di Cinisi.

Che Paese è quello in cui una persona, responsabile del fallimento di tre attività, viene messo a dirigere la Presidenza della Camera di Commercio? E’ questo che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni, il concetto di legalità come rispetto della dignità umana più delle leggi”. Anche per questo motivo, nella tre giorni di manifestazioni, ampio spazio hanno trovato le attività di associazioni come i “No muos”, “No Tav” e poi ancora tanti giovani scout e delle scuole. Arte, musica e cultura hanno trovato spazio, così come il dibattito su un tema importante, quello sulla trattativa Stato-mafia, grazie al film di Sabina Guzzanti “#La Trattativa”. Dal balcone di Casa Memoria, dove si percepisce ancora la presenza di mamma Felicia, è poi intervenuto anche Renato Accorinti, uno dei tanti sindaci intervenuti all’evento: “Oggi è una giornata speciale. Venire qui per ricordare Peppino è la dimostrazione che lui cammina sui nostri passi e sulle nostre azioni. Questo deve essere giorno per giorno, deve esserci grande resistenza. Il percorso per un mondo nuovo è duro e lungo e non fa paura”. “La lotta – ha aggiunto – deve procurare una gioia infinita e lottare per un mondo migliore è l’atto spirituale che cambia la cultura di un popolo”. Nel suo intervento, oltre a ricordare Peppino Impastato, a cui ha dedicato la stanza del sindaco di Messina, ha anche ribadito l’importanza della scuola, del ruolo degli insegnanti nel creare “non un pensiero unico ma un pensiero critico affinché ognuno possa pensare con la propria testa e la propria coscienza.

Per questo dobbiamo lottare. Nei giorni scorsi abbiamo visto anche a Messina il film della Guzzanti su questa trattativa che non ci fa dormire bene, perché dobbiamo sapere cosa c’è dietro a quel rapporto tra Stato e mafia. Dobbiamo sapere che Nino Di Matteo sta lottando e si sente isolato dalle istituzioni e noi dopo domani daremo a lui la cittadinanza onoraria e non lo faremo tra quattro mura ma in piazza”. Particolarmente accorato anche l’intervento del sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo che ha confermato l’intenzione di “depennare la via della città dedicata a Salvatore Badalamenti, fratello di Gaetano”. “A me – ha detto – non interessa se era un partigiano o non lo era, ma dico no alla metodologia che fu applicata negli anni sessanta, di accondiscendenza rispetto alla famiglia Badalamenti.

L’intestazione di una strada è come una pagina di un libro e non posso accettare che chi viene qui si trovi a leggere una pagina di storia che non appartiene più a questo paese. A chi mi dice che sono passati settant’anni dico che ne sono passati troppi e che Salvatore Badalamenti non era morto da partigiano ma è deceduto di morte naturale”.

Articolo tratto da Antimafia Duemila.

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1° Memorial Peppino Impastato: il Calcio ricorda Peppino

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Tratto da Cinisi Online,  articolo di Mimmo Palazzolo 

 

Tre giornate di sano sport hanno accompagnato il primo Memorial Peppino Impastato, presso il comunale di Cinisi, in un perfetto mix di passione, divertimento e fair play.

Cinisi, 9 maggio 2015. Un evento perfettamente riuscito dal punto di vista dell’organizzazione, con Andrea Lo Faso promotore dell’evento, con la collaborazione del presidente di A.C. città di Cinisi Salvo Altieri, il responsabile della scuola calcio Ciro Lo Faso, e gli allenatori dei settori giovanili.

Non è mancata la presenza della famiglia Impastato durante lo svolgimento del torneo, dapprima con la nipote di Peppino Impastato, Luisa, che ha personalmente ringraziato i ragazzi della scuola calcio di Cinisi, e i giovani delle altre scuole calcio presenti.

Anche Giovanni Impastato ha presenziato per le quattro finali del torneo, e successivamente premiato le squadre presso Casa Memoria, dove ha ringraziato tutti i giovani, allenatori e dirigenti assieme alla Scuola Calcio Cinisi organizzatrice del primo “Memorial Peppino Impastato”. Nel corso quest’ottima iniziativa di Sport, che ha voluto ricordare la figura di Peppino, abbiamo chiesto al fratello Giovanni, se qualcosa in passato abbia legato Peppino Impastato allo Sport, e Giovanni ci ha offerto una preziosa testimonianza:

«Una delle prime battaglie di Peppino è stata per lo Sport, per il Calcio, quando a Cinisi non esisteva ancora un campo sportivo. Con il giornale L’IDEA scrisse un articolo forte, e d’incoraggiamento per i giovani sportivi del paese, concludendo l’articolo con “forse il signor sindaco di Cinisi ignora la parola Sport”. Con questo articolo iniziarono i suoi primi “guai giudiziari”, difatti venne denunciato e successivamente condannato a chiudere il giornale L’IDEA. Peppino però riprese la sua lotta, e la sua attività. Nonostante lui non praticasse tanto lo Sport era anche un appassionato di Calcio e delle attività sportive. Ai giovani d’oggi dobbiamo trasmettere una nuova concezione di Sport, che abbia una funzione educativa, tramite l’impegno, la fatica. E alla competizione alla gara, in cui non bisogna necessariamente vincere, fatta di ideali forti, come quelli che ci ha trasmesso Peppino».

Ritornando al torneo disputato registriamo la presenza di più di 500 bambini, con 52 squadre partecipanti, che hanno visto terminare il torneo con quattro combattutissime finali, sempre con il massimo fair play, con i seguenti risultati:

vincitori categ. 2004:

Scuola calcio Cei. vincitori categ. 2005:

Ludos Alcamo. vincitori categ. 2006:

Iccarense scuola calcio. vincitori categ. 2008:

Iccarense scuola calcio.

Abbiamo anche chiesto ad un allenatore palermitano, da più di 40 anni nel settore, se ci sia stata una crescita del numero dei talenti nei settori giovanili degli ultimi anni; la risposta, non molto incoraggiante, è che il numero sembra essere diminuito, soprattutto per l’evoluzione negativa che sta avendo il termine “giocare” nei bambini di oggi.

Il termine “giocare”, infatti oggi è più legato alla tecnologia, e inquinato troppo dalle manie di protagonismo dei social network, contribuendo a far sparire pian piano i sani giochi “di strada” che facevano sudare d’entusiasmo i bambini. Il primo Memorial Peppino Impastato ha sicuramente fatto conoscere meglio ai giovani partecipanti la figura di Peppino, e contribuito alla memoria di quel passato che può servire a costruire un futuro migliore.

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9 Maggio 2015 diario

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Le foto raccontano della giornata del 9 maggio, una folla di ragazzi ha visitato Casa Memoria

Il corteo

Corteo da Radio Aut (Terrasini) a Casa Memoria con intervento conclusivo a Casa Memoria Impastato.

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Il concerto

Premiazione della II Edizione del Concorso fotografico Peppino Impastato.

Concerto di: No Hay Problema, Cassandra Raffaele e Malmaritate.

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8 Maggio 2015 con Sabina Guzzanti

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Le foto di Venerdì 8 Maggio, 

Il programma serale prevedeva:

ORE 18:30 Presso il Cine Alba, Corso Umberto I; Prima Proiezione “La Trattativa”, #LaTrattativa di Sabina Guzzanti.

ORE 20:00 Presso il Cine Alba, dopo la prima proiezione; Dibattito conSabina Guzzanti.

ORE 21:00 Presso il Cine Alba, Corso Umberto I; Seconda Proiezione “La Trattativa” #LaTrattativa di Sabina Guzzanti.

ORE 23.00 Presso il Cine Alba, dopo la seconda proiezione; Dibattito con Sabina Guzzanti.

Dopo la prima proiezione ed il primo dibattito, Giovanni Impastato ha accompagnato Sabina Guzzanti a Casa Memoria e presso l’ex Casa Badalamenti.

Organizzato da Casa Memoria in collaborazione con LabNovecento45 di Cinisi.

8 maggio 2015

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Marco Ligabue Il silenzio è dolo

Marco Ligabue e Nove teatro il 10 maggio a Cinisi

Marco Ligabue Il silenzio è dolo

“Il silenzio è dolo”

Spettacolo– concerto a cura di NoveTeatro con Marco Ligabue

NoveTeatro di Novellara e Marco Ligabue saranno ospiti il prossimo 10 maggio a Cinisi (PA), in Piazza Vittorio Emanuele Orlando in occasione del 37° anniversario dell’assassinio mafioso di Peppino Impastato.

“In molti possiamo di continuo constatare quanto profondamente ha attecchito tra noi la presenza di Pier Paolo Pasolini. Dopo la sua morte (2 novembre 1975), col passare degli anni essa non solo non s’è attenuata, ma si è andata facendo più forte. Saggisti e studiosi ne sono partecipi tanto quanto le generazioni più giovani e un pubblico largo di vario ceto e tendenze […]. Insomma: i conti con Pasolini restano aperti. Il processo per la sua morte in questi anni è stato a più riprese riaperto in sede giudiziaria […] ma è aperto soprattutto il processo di confronto sociale e culturale con la sua figura e opera.” Così Tullio De Mauro introduce il libro “Le belle Bandiere” che pubblicato postumo raccoglie le corrispondenza con i lettori sulla rivista Vie nuove.

Attraverso questi e altri dialoghi NoveTeatro costruirà una cornice spettacolare al concerto di Marco Ligabue, con letture da parte delle attrici Eva Martucci e Jeane Santos da testi di Pasolini, ma anche racconti di Fabrizio De Andrè e interazioni video sulla straordinaria figura culturale e artistica di Pier Paolo Pasolini che tanto era vicina a Peppino Impastato. Lo spettacolo concerto, la cui regia è di Domenico Ammendola si intitolerà “Il silenzio è dolo”, ideato da NoveTeatro in collaborazione con il cantautore emiliano, che presenterà il nuovo singolo, dal titolo omonimo, un pezzo nato con la collaborazione del cantautore agrigentino Lello Analfino dei Tinturia e del rapper palermitano Othelloman. 

Ecco che due realtà reggiane, come NoveTeatro e il cantautore Marco Ligabue, mettono a disposizione la loro arte per la legalità.

NoveTeatro è un centro teatrale fondato nel 2007 da un gruppo di giovani professionisti dello spettacolo. Fare teatro ed educare al teatro sono i nuclei principali dell’attività del gruppo.

NoveTeatro è ente di produzione di spettacoli di prosa. All’attività di produzione si affianca la scuola teatrale e un’intensa attività di teatro civile, coronata da tre edizioni del progetto “Teatro e legalità”, che coinvolge la Regione Emilia Romagna e diversi comuni della Provincia di Reggio Emilia.

Marco Ligabue. Chitarrista dei Rio, band da lui fondata nel 2001, è stato autore di testi e musiche dei loro 4 album, in studio dal 2004 al 2011. L’1 giugno 2012 annuncia l’addio al gruppo. Prima di fondare i Rio ha suonato 10 anni con Little Taver & His Crazy Alligators. Nel 2014 esce il suo primo album da solista intitolato Mare Dentro. Oltre all’attività di musicista è dal 1991 fondatore, responsabile e coordinatore di Ligachannel e BarMario, rispettivamente sito e fan club ufficiali di Luciano Ligabue.

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spett scout

Spettacolo teatrale “Illegalita’, mafia, corruzione…e la politica?

spett scout

 

9 maggio 1978 – 9 maggio 2015

LA MEMORIA E L’IMPEGNO: Con il coraggio e le idee di Peppino noi continuiamo.

Spettacolo teatrale “Illegalità, mafia, corruzione… e la politica?”, organizzato dal Gruppo scout di Cinisi 1 Branca Rys clan “Croce del sud”.

 

 

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Grande emozione quella di ieri sera vissuta durante lo spettacolo teatrale : “Illegalità, Mafie-Corruzione…e la politica?” organizzato dal gruppo scout AGESCI Cinisi 1.

Si sono esibiti davanti la casa che fù del famoso boss Gaetano Badalamenti, oggi bene confiscato alla mafia, per ricordare Peppino, per fare memoria, per informare e per ricordarci alcuni passaggi storici sul fenomeno mafioso e antimafioso.

Abbiamo ascoltato i piccoli leggere una massima di Madre Teresa di Calcutta, “non importa”, sul valore delle buone azioni;

Li abbiamo visti esibirsi in “danze ” coinvolgenti che rappresentavano la trasformazione del male in bene e, cosa più importante, per la prima volta, si sono avvicinati alla realtà di Casa Memoria, con grande entusiasmo, mettendosi in gioco.

Tutto ciò non è mai stato scontato e quest’anno si è concretizzato naturalmente.

Alla fine ci hanno salutati con un “arrivederci al 9 maggio” prossimo, promessa significativa e memorabile.

A questi ragazzi va la nostra gratitudine, per aver dimostrato di essere parte di quella “Cinisi” aperta al confronto e al cambiamento, che sposa le idee

di Peppino e che vede nella legalità e nella giustizia le basi per il loro futuro.

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