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Sanremo: intitolata a Peppino la biblioteca scolastica

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Sabato 28 maggio la cerimonia dell’intitolazione dello spazio che si trova all’interno dell’istituto comprensivo “Sanremo Levante”

Continuano ad aumentare in tutta Italia le intitolazioni alla memoria di Peppino Impastato. Sempre più spesso a portare il nome di Peppino sono parchi, giardini, edifici pubblici e anche strade. Sabato si aggiungerà a questa lista la biblioteca dell’istituto scolastico comprensivo “Sanremo Levante”, sito nella città ligure. La cerimonia d’intitolazione si svolgerà la mattina, alle ore 10.30, nella sede della scuola a Corso Cavallotti 92.

“Siamo particolarmente lieti – ha dichiarato Giovanni Impastato – che sia la biblioteca di una scuola a essere intitolata a Peppino. Mia madre, Felicia, diceva che la mafia si sconfigge con la cultura, non con la pistola. La trasmissione ai più giovani di valore, memoria e cultura è lo strumento migliore che si possa utilizzare nell’educazione alla legalità. E una biblioteca scolastica è uno dei luoghi più deputati a questo scopo. Un fine che, attraverso l’attività di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, cerchiamo di raggiungere quotidianamente”.

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

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Musica e Cultura premio 2016

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Musica e Cultura: i premi 2016 alla Comunità San Benedetto al Porto di Genova e al disegnatore satirico Vauro Senesi.

A Cinisi (PA) nell’ambito delle manifestazioni promosse in occasione del 38° anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato, si è svolta nel cortile del monastero dei benedettini del Comune la cerimonia di premiazione della VI edizione del premio Musica e Cultura.
Il premio è un riconoscimento istituito nel 2011 dalle associazioni “Casa Memoria Felicia e Peppino impastato”, “Musica e Cultura” e “Centro Felicia e Peppino Impastato di Sanremo”, che è consegnato nella giornata del 9 maggio alla fine del corteo che ogni anno, dal 1979, si svolge tra la sede storica di radio aut e la casa di Peppino Impastato e della madre Felicia.
La consegna del premio vuole valorizzare gli artisti che caratterizzano le loro attività con un forte impegno di denuncia contro le mafie e per la promozione dell’uguaglianza, dell’internazionalismo, del pacifismo e della libertà come valori fondativi del rinnovamento sociale, politico e culturale. Il premio è già stato assegnato a Roy Paci, Pippo Pollina, Moffo Schimmenti, Tete de bois, Stefano “Cisco” Bellotti e Modena City Ramblers, Daniele Sepe, Francesco Impastato, Cassandra e Carmen Consoli.

” Quest’anno – spiegano i promotori dell’iniziativa- abbiamo scelto di attribuire il premio fuori dall’ambito strettamente musicale, riprendendo lo spirito originario del Circolo Musica e Cultura, che, ritenendo importante la capacità di aggregazione dell’arte e della cultura per la formazione di una diffusa coscienza antimafiosa, prestava attenzione a tutte le espressioni artistiche, dal cinema alla poesia, dalla musica al teatro, dalla pittura alla scultura. La cultura è intesa come strumento di promozione sociale e per trasmettere messaggi di libertà, di impegno e lotta alla subcultura mafiosa. La targa Musica e Cultura alla Comunità di San Benedetto rappresenta il nostro riconoscimento per l’importante lavoro di squadra svolto da oltre 40 anni nella città di Genova e in particolare nel quartiere della Maddalena con “In scià stradda”, una bottega solidale, che rappresenta un importante presidio per la legalità. Il premio per il suo significato e il suo valore s’intreccia perfettamente con le iniziative che sono state realizzate sui temi della sicurezza e della legalità a Cinisi anche in questi giorni. Ma non c’è solo questo, vogliamo anche ricordare il lavoro fatto insieme con la Comunità di San Benedetto e testimoniare la nostra vicinanza e gratitudine a Don Andrea Gallo, cui eravamo legati da profonda amicizia e affetto, impegnandoci a continuare a collaborare con la Comunità di San Benedetto perché la legalità prevalga sempre. Il premio a Vauro Senesi, conosciuto semplicemente come Vauro, è il riconoscimento per l’attività a difesa dei diritti utilizzando, come Peppino, la satira come strumento contro il potere e contro ogni forma di sopraffazione. Con la sua attività e impegno Vauro ha dimostrato che la cultura non è prerogativa di piccole elites, ma patrimonio di tutti in continua evoluzione e frutto del contributo quotidiano di tutte le donne e gli uomini in lotta per migliorare le proprie condizioni di vita”.

Durante la premiazione, che è stata conclusa da una straordinaria prova della bravissima artista Annalisa Insardà, c’è stato un ricordo emozionante di Don Andrea Gallo con la presenza di una delegazione della Comunità venuta da Genova e composta da Renata Barberis, Stefano Milano e Domenico Megu, portavoce della Comunità.

CASA MEMORIA
MUSICA E CULTURA
CENTRO CULTURALE FELICA E PEPPINO IMPASTATO DI SANREMO

 

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Non chiamateci paladini dell’antimafia

 

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Lontano dalle luci della ribalta continueremo a opporci quotidianamente contro ogni sopruso e discriminazione, a difesa della verità e della giustizia, come Peppino e Felicia ci hanno insegnato

Ripercorrendo con la mente quest’ultimo mese, ci rendiamo conto di quante cose siano successe.
Dalla lettera di Giovanni Impastato al direttore generale della Rai – una reazione necessaria dopo l’intervista a Salvatore Riina da parte di Bruno Vespa a “Porta a Porta” – all’attesa per il film tv su Felicia, ai giorni intensi, all’insegna dell’impegno e della mobilitazione, del 9 maggio, fino al grande successo di pubblico che la fiction sulla madre di Peppino ha riscosso.
Una visibilità mediatica alla quale non siamo abituati. Ci hanno non solo intervistato, ma anche “osannato”, incitato e, a volte, acclamato come “i salvatori dell’antimafia”.
E siamo stati anche “chiamati in causa” sulla questione Pino Maniaci. Le dichiarazioni di Giovanni Impastato a proposito sono precise e ormai risapute.
Peppino non è imitabile o emulabile. Non si tratta di mito o eroismo. Peppino e Felicia devono essere ricordati perché sono un esempio di non rassegnazione, di attivismo, di forza, di determinazione.
Sono state persone vere e autentiche che non accettavano soprusi, che credevano in un mondo migliore e che hanno lottato, fino alla morte, per la verità e la giustizia.
Non esistono paladini dell’antimafia. L’antimafia è quella che viene dal basso, quella che vive nell’opposizione quotidiana e nelle gambe di tutti quelli che il 9 maggio hanno camminato con noi sulle strade di Terrasini e Cinisi.
Un’antimafia nella quale ci riconosciamo e che cerchiamo di portare avanti con le nostre attività giorno per giorno: la promozione di una memoria che va concretizzata nel presente, il confronto con le nuove generazioni a Casa Memoria e in giro per l’Italia, la battaglia per i diritti negati e il rispetto della dignità umana.
Tanti sono stati gli articoli e i servizi apparsi sui giornali in questi giorni, qui sotto ne riportiamo uno scritto da Attilio Bolzoni su La Repubblica che ci è piaciuto particolarmente.

Le luci della ribalta come si sono accese, si spegneranno. E noi torneremo a lavorare, come siamo soliti, lontano dall’eccessiva visibilità, aldilà delle tante e a volte inutili parole spese. Cercheremo di costruire concretezza per un mondo, che, in questo momento, soffre di mancanza di verità e di garanzia per diritti umani e civili.
Continueremo con le idee di Peppino e Felicia, perché le loro idee sono le nostre idee.

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

Da La Repubblica del 12 maggio 2016

Felicia Impastato, una silenziosa ribellione all’indifferenza
Il grande successo della fiction di RaiUno ha riproposto due figure molto lontane dagli eroi di cartone e dai saltimbanchi dell’antimafia da avanspettacolo
di ATTILIO BOLZONI

LA LORO forza è nella semplicità delle loro vite. Soli contro la mafia. Conoscevamo quasi tutto di Peppino e quasi niente di Felicia, ma il tempo riesce sempre a restituire qualcosa a chi lascia certe tracce. Lo straordinario successo della fiction su RaiUno dedicata alla mamma del ragazzo che volevano far passare per terrorista, è il segno di come quarant’anni dopo intorno agli Impastato – figlio e madre – resista un sentimento popolare che difficilmente si perderà anche in quest’Italia che a volte ha paura di ricordare.
Troppo veri i personaggi, sofferti, troppo drammaticamente sopraffatti dagli avvenimenti di quella Sicilia della metà degli anni 70, un mondo avvolto nell’omertà. Come si può dimenticare un ragazzo che in solitudine si è ribellato alla Cupola e agli indifferenti? Come si può smarrire nei labirinti della memoria una madre che ha difeso suo figlio quando era in vita – nel paese dove regnava don Tano Badalamenti, nella sua famiglia con accanto un marito mafioso – e lo ha difeso disperatamente da morto contro voci infamanti e depistaggi sbirreschi. Neanche la retorica più molesta potrà mai appropriarsi degli Impastato di Cinisi. Troppo lontane le loro esistenze dai contemporanei eroi di cartone e dai saltimbanchi di un’antimafia da avanspettacolo, troppo autentici Peppino e Felicia per confonderli con manager o predicatori della legalità. Lui che attaccava la mafia quando nessuno osava nemmeno pronunciare quella parola, lei che si è battuta sino alla fine dei suoi giorni – insieme ai compagni del figlio – per avere giustizia. Ecco perché quasi 7 milioni di italiani, quattro decenni dopo il ritrovamento dei resti del povero Peppino sui binari della linea ferroviaria Trapani-Palermo, si emozionano sempre agli Impastato di Cinisi. Non c’è trucco e non c’è inganno, non c’è stato mai bisogno di un solo spot per costruire intorno a loro miti e leggende. Bastava così com’erano. In questi ultimi giorni qualcuno ha vergognosamente accostato la figura di Peppino a quel Pino Maniaci accusato di estorsione, un urlatore televisivo “contro la mafia” che qualche anno fa ha anche tentato di sporcare la dignità e l’onore della famiglia Impastato. Un paragone che è l’ultima bestemmia di un’antimafia fasulla destinata al suicidio.

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COLAPESCE

LA LEGGENDA DI COLAPESCE

 

 

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Mercoledì 11 maggio ore 18;30 presso la sala teatrale dell’opera pia collegio di maria, Piazza Vittorio Emanuele Orlando 9 Cinisi

 

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9 maggio: musica e impegno

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A Cinisi la performance musicale del cantautore Federico Cimini. In scena domenica 8 maggio

La musica sarà protagonista della serata di domenica 8 maggio.

Le iniziative d’intrattenimento programmate quest’anno seguono la linea scelta come filo conduttore del programma del 9 maggio, che si focalizza su impegno civile e attivismo.
Ospite della serata di domenica sarà quella di Federico Cimini, cantautore italiano, dalla storia giovane, ma già importante. Cimini ha esordito nel 2013 con il suo primo disco “L’importanza di chiamarsi Michele”, la storia raccontata in canzoni delle avventure e disavventure di un Michele come tanti. L’anno prima con un concerto al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano aveva mostrato la sua solidarietà ai lavoratori licenziati dei TreniNotte.

Il 2015 è l’anno di “Pereira”, il cui titolo è ispirato al romanzo di formazione di Antonio Tabucchi “Sostiene Pereira”. Si tratta di un album ironico, scanzonato e provocatorio, nel quale Cimini continua a raccontare storie di impatto riflessivo e generazionale.

L’appuntamento per l’evento è alle ore 21 presso l’atrio comunale del Comune di Cinisi.

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

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‘Reality shock’ con Annalisa Insarda’

 

 

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L’attrice concluderà le iniziative del 9 maggio con uno spettacolo che denuncia ogni forma di privazione della libertà

E’ intitolato “Reality shock” lo spettacolo che Annalisa Insardà porterà sul palcoscenico di Cinisi. L’attrice concluderà le iniziative di lunedì 9 con un testo teatrale che, con il suo “grandangolo”, fotografa un dato di fatto: l’interesse che crea l’ingiustizia. E’ l’elaborazione del palese quotidiano che, in ogni suo aspetto, vive qualche vessazione. E’ la denuncia contro ogni forma di privazione della libertà: la sottomissione fisica e la psicologica, l’ingiustizia latente e la paradossale, l’ipocrisia della politica utopica e l’interesse personale sopra ogni cosa, la mafia come organizzazione criminale e come subcultura che ci rende tutti fili della stessa strettissima trama. Il tema, duro e attuale, ma attuale in ogni epoca, è trattato con forza e determinazione, ma anche con ironia e sarcasmo, cinismo e poesia. E’ dissacrante ma con una tensione verso la possibilità di riscatto. L’attrice, che ha ricoperto tanti ruoli nel cinema, nel teatro e in televisione (ha interpretato Renata, la cognata di Lea Garofalo, nel film “Lea” di Marco Tullio Giordana), porterà in scena monologhi diversi per stile e argomento, ma legati da una comune traccia, alternati e attraversati sia dalle note del pianoforte, che a volte segue a volte determina l’atmosfera, sia da canzoni a tema che dinamicizzano e scorrono l’andamento dello spettacolo. Un unico grande spunto di riflessione che non condanna, ma accompagna per mano, uno ad uno, ogni spettatore sulla strada delle proprie colpe e delle proprie ragioni, penetrandolo  nella coscienza indagandolo e, infine, perdonandolo, perché è nell’imperfezione di ognuno che si compie la bellezza di tutti.  L’appuntamento è alle ore 21 nell’atrio comunale del Comune di Cinisi, lo spettacolo seguirà la premiazione del settimo premio “Musica e Cultura”, che quest’anno sarà assegnato alla Comunità San Benedetto al Porto di Genova fondata da Don Andrea Gallo e dal vignettista Vauro.

Casa Memoria Felica e Peppino Impastato

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9 maggio 2016. i passi di tanti giovani

 

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In arrivo a Cinisi 300 studenti degli istituti scolastici aderenti al progetto di educazione alla legalità “Sulle orme dei veri eroi”

 

Il dialogo tra Casa Memoria e i giovani continua. Trasmettere il valore della memoria ai ragazzi e alle ragazze provenienti da tutta Italia, e non solo, è un impegno che, in questi anni, abbiamo portato avanti, ricordando quanto Felicia ci ha insegnato e rendendoci sempre più conto di quanto Peppino sia una figura in grado di instaurare un legame molto forte con tanti giovani.

In occasione delle celebrazioni del 9 maggio, grazie al progetto di educazione alla legalità “Sulle orme dei veri eroi”, partito l’anno scorso dal Liceo delle Scienze Umane “Fabrizio De André” di Brescia, arriveranno a Cinsi 300 studenti, che parteciperanno al corteo e alle iniziative in programma. 

Il progetto cerca di approfondire il tema della cittadinanza attiva come “anticorpo” di eccellenza per la lotta e il contrasto alle mafie, attraverso testimonianze e laboratori didattici capaci di stimolare gli studenti a una riflessione sull’importanza dell’impegno civile.

“Peppino – ci dice Mario Bruno Belsito, coordinatore nazionale del progetto ‘Sulle orme dei veri eroi” – è il massimo esempio di una cittadinanza attiva e consapevole. Raccontando la sua storia, possiamo far riflettere i ragazzi su come sia possibile cambiare il sistema diventando cittadini attivi e consapevoli”.

Belsito puntualizza anche il valore fondamentale della memoria: “non possiamo dimenticare gli eroi uccisi per mano della mafia, fare questo significherebbe ucciderli ancora una volta”.

Oltre a Peppino, nel loro viaggio, gli studenti, ripercorrendo luoghi e vicende, incontreranno altri “protagonisti eroi dell’antimafia” come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Don Pino Puglisi, Beppe Alfano. 

Dopo la prima esperienza dell’anno scorso, il progetto è cresciuto, arrivando a coinvolgere quest’anno, oltre al Liceo De André, altre otto istituti scolastici: l’Ipalb Giovanni Falcone di Gallarate (Varese), il Liceo Enrico Fermi di Salò (Brescia), il Liceo Piria di Rosarno (Reggio Calabria), il Liceo Bagatta di Desenzano del Garda (Brescia) l’ITE De Fazio di Lamezia Terme (Catanzaro), l’Itis Paleopata di Bergamo, l’IIS Primo Levi di Sarezzo (Brescia).

A queste scuole si aggiungerà anche l’Istituto Pio La Torre di Palermo

Il nostro ringraziamento va a tutti gli istituti coinvolti: siamo lieti di accogliere nella terra di Peppino i passi di tanti giovani.

 

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

 

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