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Bellezza come impegno

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La mostra di sculture di Giacomo Randazzo al Margaret Cafè di Terrasini: la cultura e l’arte come veicolo per il cambiamento

C’è ancora tempo tutto oggi, dalle 9 alle 23, per visitare, presso la sala espositiva del Margaret Cafè a Terrasini, la mostra di sculture di Giacomo Randazzo intitolata “Bellezza come impegno”, promossa e curata dall’associazione Asadin ed Evelin Costa, con testo di presentazione di Evelin Costa. Giacomo Randazzo presenta alcune delle sue sculture in ferro e materiale di riciclo. Le sue opere astratte nascono da un percorso interiore alla ricerca dell’armonia, di una interazione con il proprio intimo e di empatia con l’osservatore, che in questo rapporto simbiotico con l’autore, diviene a sua volta creatore di nuovi significati e di nuove creazioni interiori, liberando la propria fantasia nell’accostarsi alle opere. Quella di Giacomo Randazzo è una ricerca ideale e artistica che nasce già negli anni ‘70. La sua opera di artigiano nella bottega paterna si intreccia indissolubilmente con le sue scelte ideali che lo portano a prendere parte nel 1976 al Circolo Musica e Cultura insieme a tanti giovani di Cinisi con Peppino Impastato. Una scelta di impegno sociale, ma anche di bellezza, cultura, musica, autocoscienza individuale e collettiva, che lo ha accompagnato per tutta la vita. Una forte idealità che in quegli anni si esprimeva in varie forme, dall’arte figurativa al teatro sperimentale, sviluppando tematiche ecologiche ed ambientali, nel rispetto del territorio, facendo controinformazione, criticando la mafia e tutti quei poteri che sfruttavano e depauperavano la realtà circostante per l’arricchimento di pochi. Era, quella di questi giovani, una ricerca alternativa che privilegiava il “Noi” all’ “Io”, per una trasformazione dell’esistente che valorizzasse ciò che appartiene a tutti. Alla lotta si accompagnava la cultura, nell’idea che educare alla bellezza potesse essere uno dei veicoli per il cambiamento.

Questo concetto è stato una bussola nella vita di Giacomo Randazzo: contrastare il marcio del Sistema tramite l’arte, contrapponendo alla ricerca della ricchezza individuale voluta dai potenti e dai mafiosi anche a costo di distruggere il bene comune, un’idea alternativa di bellezza autentica e per tutti, ritrovata in ciò che è povero, ma che può, tramite la fantasia e la creatività, assumere una nuova ricchezza fatta di valori, idee e forme, in un nobile connubio tra etica ed estetica.
Dall’84 Giacomo Randazzo ha cominciato a dedicarsi all’arte astratta partendo da materiali di recupero, oggetti che altrimenti sarebbero stati destinati alle discariche. Ha scoperto che ritrasformando questi oggetti ormai privi di utilità, apparentemente brutti, arrugginiti e malridotti, poteva realizzare nuovi manufatti e sculture dalle forme armoniose. Poteva assemblare elementi estranei tra loro per creare nuove relazioni e nuova bellezza. Nascono così le sue sculture astratte prevalentemente fatte di ferro o tufo, create quasi seguendo un percorso inconscio ed istintuale in cui sembra emergere qualcosa di ancestrale, essenziale, semplice e articolato al contempo, come lo sono le sinapsi del cervello ed i grovigli dell’animo umano. In alcuni casi queste sculture sembrano assumere le forme della natura rilette dallo sguardo dell’artista.
Bulloni, ingranaggi, reti metalliche, pietre, vetri, specchi, prendono vita e diventano altro: rami, fiori, raggi di sole o forse note musicali, fronde spinte dal vento, nuvole, onde del mare, abbracci d’amore tra esseri umani, il maschile ed il femminile, prigioni e libertà, spirito, materia, energia e vita.
Randazzo sceglie l’astratto perché per lui rappresenta uno stimolo a trovare un rapporto con l’intimo, a cercare delle risposte nel sé, questo riguarda sia il suo percorso di creatore delle opere nel momento in cui le realizza, ma riguarda anche chi osserva le opere sforzandosi nel trovare nuovi significati, i propri. Ognuno può trovare o rivedere in quelle sagome qualcosa di personale ed il solo fatto di averle cercate, di essersi posti il dubbio, di aver desiderato risposte, genera una connessione con la propria interiorità, esorta ad un rapporto con se stessi, sviluppa la fantasia e suscita emozioni. Che da questo viaggio interiore sgorghi una lacrima o scaturisca un sorriso non importa, l’importante è sentire che si è vivi, sensienti e pensanti.
Una sfida dunque al sistema mafioso e di potere fatta tramite l’arte, dove le uniche armi per il cambiamento sono la fantasia, l’educazione alla cultura, la ricerca interiore e l’interscambio con l’altro. E’ questo che Giacomo Randazzo cerca di trasmettere ai fruitori delle sue opere ed ai tanti bambini che incontra nel suo impegno con Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato: “Create bellezza, musica, poesie, sculture, oggetti realizzati da voi ed entrate in connessione con voi stessi, così si potrà sconfiggere la bruttezza della mafia”.

Evelin Costa

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Artisti per Peppino Impastato

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A Cinisi, la conclusione della prima edizione del concorso letterario nazionale, organizzato da La Piccola Orchestra onlus, con la cerimonia di premiazione

Si è conclusa sabato 17 giugno,  presso la sala comunale di Cinisi, la prima edizione del concorso letterario nazionale Artisti per Peppino Impastato.  L’evento organizzato dall’Associazione  La Piccola Orchestra onlus  di Rosate, in provincia di Milano, ha voluto fortemente essere presente a Cinisi per omaggiare il nome di Peppino. Il presidente dell’Associazione, Salvatore Lanno, originario di Calatafimi (Trapani) ha pubblicato il bando lo scorso ottobre, arrivando a coinvolgere moltissimi autori da tutta Italia.  Le sezioni del Premio erano: poesia a tema libero anche in dialetto, libro fantasy edito, libro narrativa edito, racconti e fiabe per bambini, brani e composizioni musicali, ade dedicati anche agli istituti scolastici.
La cerimonia di premiazione ha visto la partecipazione di molte persone, provenienti anche dal nord Italia e anche dalla Svizzera.

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La serata è stata impreziosita dalla presenza della giuria: Michele Cucuzza (presidente), Vittoria De Marco Veneziano, Laura Spanò, Francesco Gatta e Alessandro Idonea.
Hanno partecipato anche il presidente di Casa Memoria, Luisa Impastato, e il candidato premio Nobel Alessio Arena. L’evento è stato presentato da Sandra Pizzurro.
Ad allietare la serata la musica del complesso musicale Found  di Petrosino.
I tanti autori, scrittori, poeti e insegnanti intervenuti alla serata per ritirare i premi sono stati accolti e salutati dal sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo.
L’omaggio e le testimonianze su Peppino, vero protagonista della serata, hanno emozionato tutti i presenti.

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No Mafia Memorial: un altro passo in avanti

 

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Ieri, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il presidente del Centro Impastato, Umberto Santino, hanno firmato il protocollo d’intesa per l’assegnazione dei locali di Palazzo Gulì, dove troverà posto il Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia

 

Ieri, lunedì 5 giugno, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il presidente del Centro Impastato, Umberto Santino, hanno firmato il protocollo di intesa per l’assegnazione dei locali di palazzo Gulì, dove sorgerà il No Mafia Memorial.
Un altro passo avanti per la realizzazione del Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia. Il Comune di Palermo ha destinato stabilmente gli spazi del palazzo in pieno centro storico al progetto del Centro Impastato
che vede tra i partner RAI Radiotelevisione Italiana e Banca Popolare Etica.
“Finalmente si apre la fase operativa per la realizzazione del Memoriale – ha affermato il Presidente del Centro Impastato Umberto Santino – avvieremo subito una campagna di informazione e sensibilizzazione che coinvolga istituzioni, associazioni, cittadini che vogliono dare il loro contributo alla creazione di un luogo che rispecchi la volontà della comunità di liberarsi da una tirannia che ha sconvolto la nostra vita. È un’impresa ambiziosa, una sfida culturale e civile, che richiede l’impegno di ciascuno, il reperimento di risorse adeguate, una progettazione corale. Il Centro Impastato, che ha promosso il progetto, ha creato un Gruppo di lavoro formato da soci e collaboratori, tutti professionalmente qualificati e tutti volontari, ma vuole anche stimolare tutte le altre energie disponibili per un’impresa collettiva. Partner come la RAI e Banca Etica, le adesioni che abbiamo raccolto, le collaborazioni che ci hanno sostenuto in questi anni, ci fanno pensare che sia possibile portare a compimento il percorso avviato. Abbiamo già avanzato una richiesta di sostegno alla Fondazione con il Sud. Questa iniziativa è un dono che i cittadini fanno a se stessi e a tutti coloro che si riconoscono in un progetto di democrazia partecipata e di libertà come scelta e conquista quotidiana. Questo impegno discende direttamente dal sacrificio di chi ha dedicato la propria vita a combattere la mafia e ogni forma di violenza e di prepotere e a gettare le basi per una società profondamente rinnovata. È dentro questa storia, che si costruisce il nostro futuro”.

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

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Pippo Pollina a Palermo

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In occasione del concerto al Teatro Massimo, il 9 giugno, un incontro su lotte e prassi virtuose per la promozione della cultura alla legalità, organizzato dal cantautore e da Addio Pizzo, che vedrà la partecipazione di Giovanni Impasatto

Venerdì 9 giugno il tour italiano di Pippo Pollina fa tappa al Teatro Massimo di Palermo.
Il tour italiano dell’artista fa parte del Progetto speciale per l’Italia, Tour della memoria – passi di legalità, nato per celebrare il Venticinquennale delle stragi di Falcone e Borsellino, ovvero un tour della memoria per ripercorrere i passi di legalità che dal 1992 al 2017 sono stati fatti in Italia sul tema della lotta alla mafia.
Pippo Pollina è un cantautore di origini palermitane molto apprezzato sulla scena internazionale, che, attraverso la sua arte, è sempre riuscito a comunicare attenzione, amore e cura per le sue origini. Molto vicino anche alle attività di Casa Memoria e alla storia di Peppino e Felicia.
In occasione del concerto, che si svolgerà al Teatro Massimo a partire dalle 20.30, il cantautore ha organizzato, in collaborazione con Addio Pizzo, un confronto con alcuni testimoni privilegiati di lotte e prassi virtuose per il contrasto alla criminalità mafiosa e per la promozione della cultura della legalità. L’incontro sarà alle ore 10, presso il Noviziato dei Crociferi, che vedrà la partecipazione di Giovanni Impastato, oltre che di Pippo Pollina e Giorgio Scimeca.
Al dibattito seguirà un momento di Consumo Critico offerto agli ospiti da Addiopizzo: una degustazione di vini biologici e dolci tipici siciliani di alcuni produttori aderenti alla campagna Pagochinonpaga e inseriti nel progetto “AddiopizzoStore”, che verrà presentato a conclusione della giornata da Alessandra Perrone.

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