agostino

Un caro ultimo saluto ad Augusta Schiera Agostino, una madre

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Apprendiamo con sincero dolore della scomparsa di Augusta Schiera Agostino, madre di Nino Agostino e moglie di Vincenzo, con il quale si sono impegnati, con forza e tenacia, in tutti questi anni, per fare luce sull’assassinio mafioso del figlio e della nuora, Ida Castelluccio, uccisi il 5 agosto del 1989, dopo il quale Augusta e Vincenzo non si sono più fermati, spendendo le loro vite per la ricerca incessante di verità e giustizia.

Ricorderemo sempre con grande affetto questa piccola grande donna, un esempio autentico di Antimafia civile, di madre che non si è mai arresa, che è riuscita a trasformare il suo immenso dolore in desiderio di riscatto, che con voce tremante ma vigorosa, con una grande dignità di madre e di donna, insieme al marito, il caro Vincenzo, a cui va tutta la nostra vicinanza e il nostro sincero affetto, chiedeva con forza delle risposte che, purtroppo, non sono ancora arrivate.

Esprimiamo tutto il nostro sostegno alla famiglia Agostino e soprattutto al caro Vincenzo, con la consapevolezza che con la vostra dignità e il vostro coraggio, siete già riusciti a riscattare la memoria di Nino e Ida.

Un caro ultimo saluto a te, dolce Augusta. 

 

Luisa Impastato

Casa Memoria

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Orchestra Arte e Musica in Germania

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L’associazione Casa Memoria in Germania, referente Francesco Impastato, ha organizzato due concerti della piccola orchestra Arte e Musica.

Il primo era un concerto di beneficienza ed è stato eseguito il 24 Febbraio, il secondo concerto sarà realizzato il 9 Marzo nell’ambito delle ricorrenze legate alla giornata internazionale della donna e si svolgerà a Wolfsburg la città della grande azienda Volkswagen. Il concerto sarà accompagnato da una mostra fotografica dedicata a Felicia Impastato. 

Due brani in particolare fanno parte del repertorio del gruppo: “Ciuri di campu” dedicato a Peppino Impastato e “Lacrimi di matri” dedicato a Felicia.

 

L’orchestra Arte e Musica, coordinata da Francesco Impastato compagno di Peppino, conferma attraverso la sua attività musicale ancora una volta il suo impegno per il sociale, portando avanti un lavoro che rappresenta l’impegno politico e il pensiero di Peppino.

 

Nei canti vengono rappresentate tematiche importanti come: l’antirazzismo, la salvaguardia della natura, la lotta alla criminalità organizzata, l’impegno contro la violenza sulle donne.

Con questi due eventi la sede di Casa Memoria in Germania continua il suo percorso d’impegno sociale attraverso le vari iniziative culturali.

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RACCOLTA FONDI: 9 Maggio 2019 – Con le idee ed il coraggio di Peppino noi continuiamo

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Quest’anno ricorre il Quarantunesimo anniversario dell’omicidio mafioso di Peppino Impastato, quarant’anni invece sono trascorsi dalla prima Manifestazione Nazionale Antimafia, organizzata a Cinisi.

L’associazione Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, insieme ai compagni di Peppino, al Centro Siciliano di Documentazione ed altre realtà di impegno sociale, sono al lavoro per preparare le iniziative in occasione del prossimo 9 Maggio. In questa edizione vogliamo recuperare lo spirito che animo’ la storica Manifestazione antimafia ed antifascista del 1979: avvertiamo l’urgenza di costruire un percorso comune con le tante realtà di resistenza che praticano sui propri territori l’antimafia sociale.

Sara’ il momento per fare un bilancio sui movimenti di lotta alla mafia, puntando l’attenzione sul mondo del lavoro, sull’immigrazione, sui diritti negati, sull’antifascismo e su tutte quelle urgenze sociali che, partendo delle idee di Peppino, sentiamo la necessità di affrontare.

Una nuova forma di resistenza da attuare attraverso gli strumenti che Peppino amava usare, dalla musica al teatro sperimentale, dalle nuove forme di comunicazione alla controinformazione.

Vorremmo lanciare da Cinisi una nuova stagione di impegno civile, una nuova e potente rivoluzione dal basso, un’opportunità per sperimentare ancora una volta la bellezza di una storia collettiva capace di sconfiggere l’indifferenza e il silenzio delle Istituzioni alle nostre richieste.

Costruire questo percorso significa spendere grandi energie in termini di risorse umane ed economiche ed è per questo che abbiamo bisogno del sostegno di tutte e tutti, con le vostre idee e proposte oltre che con l’adesione alla raccolta fondi.

Vi invitiamo ad essere parte di questo percorso comune.

Luisa Impastato

Casa Memoria

 

Per partecipare alla raccolta fondi su facebook cliccare qui

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RI-SCATTI UMANI: Concorso fotografico GUIDO ORLANDO 2019 – Premio PEPPINO IMPASTATO

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Ogni 22 Febbraio ricordiamo Guido Orlando, uno dei compagni di Peppino Impastato, tra i fondatori di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, dell’Associazione fotografica Asadin, dell’Associazione Peppino Impastato e di altre realtà aggregative, scomparso prematuramente nel 2012. Guido era un fotografo per passione ed anche per professione.

Per il terzo anno dedichiamo a Guido il Concorso Fotografico “GUIDO ORLANDO” 2019, PREMIO FOTOGRAFICO PEPPINO IMPASTATO. Il tema è quello dei “Ri-scatti Umani”, siamo sicuri che a Guido sarebbe piaciuto.

Sono aperte le iscrizioni al Concorso fotografico “GUIDO ORLANDO”. La partecipazione è gratuita, la data di scadenza per inviare le foto è il 22 Aprile 2019. In Giuria Tano D’Amico, Francesco Seggio e Pino Manzella. Le foto selezionate dalla giuria saranno inserite all’interno della Mostra “Ri-scatti Umani”, che si terrà durante le giornate del 9 Maggio a Cinisi (PA), in ricordo di Peppino Impastato. La premiazione avverrà la sera dell’8 Maggio.

Il concorso ha come tema e titolo i “Ri-scatti umani”.

Abbiamo affrontato per due anni di seguito il tema dei diritti negati, che era stato scelto come focus delle giornate del 39° e 40° anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato.

Quest’anno abbiamo pensato fosse il momento di focalizzare l’attenzione non tanto sulla negazione, sulle scelte politiche che violano i diritti umani, sulla diffusione di odio che pervade i social dando il senso di una società che teme la diversità e che cerca un nemico con cui scontrarsi. Abbiamo ritenuto giunto il momento di mettere al centro la solidarietà e il senso umano e comunitario, la costruzione piuttosto che la distruzione.

Peppino scriveva nel suo struggente diario pubblicato nel libro “Lunga è la notte” curato dal Centro Impastato: “Mi caratterizzava una grande paura di tutto e di tutti e al tempo stesso una voglia quasi incontrollabile di aprirmi e costruire”, ed era quella voglia di costruire aggregazione, solidarietà, movimenti di opinione giovanile che permetteva di affrontare le contraddizioni della vita. Il riscatto dalla provenienza da una famiglia mafiosa, dalle proprie paure individuali e sociali, un riscatto personale incarnato nel confronto con gli altri, nel Noi, nella costruzione di un mondo migliore.

Anche Guido Orlando, fotografo e amico di Peppino, a cui il concorso è dedicato, aveva una spiccata sensibilità, metteva al centro l’amicizia, l’impegno, le relazioni umane, l’accoglienza e la solidarietà. La sua capacità di stare con gli altri è la caratteristica che tutti ricordano e raccontano di Guido.

Il concorso quest’anno si pone l’obiettivo di scandagliare le esperienze di solidarietà, umanità, accoglienza e pace, mettendo al centro tutte quelle persone, associazioni, realtà che portano avanti progetti e percorsi umani. Le foto metteranno in risalto momenti solidali, atti di amicizia e di amore, la ricchezza della diversità, l’inclusione etc.

Se la politica, l’economia tendono a disumanizzare, dalla società civile, dal basso, emerge ancora uno spirito umanitario. Esperienze non sempre conosciute o messe in relazione tra loro, rivelano quanto ancora i buoni sentimenti, i buoni propositi, le iniziative volte al bene comune, siano prevalenti.

Persino nelle realtà più disagiate e povere continuano ad esistere atti di grande altruismo. I bambini costretti a vivere il degrado e la guerra sanno sorridere o cercare nel gioco il proprio riscatto. Nei quartieri a rischio, nelle periferie, negli ospedali, tra gli ultimi, tra i senza casa, per le strade, nei luoghi di disperazione, assistiamo quotidianamente a grandi atti di solidarietà che sono quelli fanno sperare nel cambiamento.

Il riscatto è gentilezza e amicizia, ma è anche lotta comune per costruire una realtà migliore, è capacità di non abbassare la testa, di disobbedire a chi vuole imporre regole che vanno contro la dignità degli esseri umani, contro la libertà di espressione, che discriminano per etnia, scelte religiose, ideali e sessuali, i Ri-scatti umani si trovano nell’impegno collettivo.

La fotografia può avere un ruolo culturale di informazione, di comunicazione, di sensibilizzazione, di strumento di lotta e di verità, di racconto.

Il concorso anche quest’anno promuove la fotografia sociale, una fotografia che racconti la realtà ed abbia come protagonisti soprattutto i più deboli, osservati focalizzando l’attenzione sulla dignità e la bellezza umana, con uno sguardo etico che rispetti il dolore.

Il concorso è comunque aperto ad ogni tipo di fotografia che sappia raccontare bellezza, umanità e riscatto.

Per partecipare al concorso occorre scaricare i seguenti link:

BANDO DEL CONCORSO

ALLEGATO A

ALLEGATO B

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Insieme a Guido, collettiva fotografica per ricordare Guido Orlando

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Domenica 17 Febbraio 2019 alle ore 18.00 presso il Margaret Cafè, in Via V. Madonia 93 a Terrasini (PA), sarà inaugurata la mostra di fotografia “Insieme a Guido” dedicata a Guido Orlando, curata dall’associazione Asadin. E’ una collettiva con foto di soci ed ex soci Asadin che hanno condiviso il loro percorso fotografico con Guido, fondatore ed ideatore dell’associazione. Testi di Marcella Stagno, Evelin Costa, Massimo Russo Tramontana.

Durante l’inaugurazione, un momento di incontro con interventi dell’ass.ne Peppino Impastato, Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, Ass.ne Asadin ed i familiari di Guido.

La mostra sarà visitabile dal 17 Febbraio al 7 Marzo, tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00.

Guido Orlando è prematuramente scomparso il 22 Febbraio del 2012. E’ stato uno dei compagni e amici di Peppino Impastato, tra i fondatori di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e dell’Associazione fotografica Asadin. La fotografia è stata la sua massima forma di espressione. Ha documentato, conservandone la memoria, le attività politiche e culturali di Peppino e dei suoi compagni. Presente in tante iniziative, sempre con la sua inseparabile macchina fotografica. Nelle sue diverse pubblicazioni si è occupato di ambiente, natura, dell’ecosistema siciliano e del rapporto tra esseri umani e paesaggio. Ogni anno, le realtà associative di cui Guido era parte ed i suoi familiari, lo ricordano con mostre fotografiche, con momenti di incontro e da tre anni anche con il Concorso Fotografico Guido Orlando – Premio Peppino Impastato, che si conclude a Maggio a Cinisi durante le giornate dedicate a Peppino Impastato.

Sapessi dipingere cercherei di catturare la lucentezza dei tuoi occhi.

Sapessi scrivere cercherei le parole per descrivere la tua capacità di empatia con il mondo che ti circondava.

Non sono capace di fare né l’uno né l’altro e le parole che mi vengono in mente non possono descrivere un rapporto fatto di emozioni.

Però c’è un’immagine che da sempre associo alla tua figura: è quella mano sempre tesa pronta ad acchiappare chiunque si trovasse in difficoltà, quella capacità di trovare sempre soluzioni e non problemi, quell’ottimismo attraverso il quale filtravi ogni cosa proprio come un filtro di quella macchina fotografica che riusciva a catturare il bello in ogni cosa.”

Marcella Stagno

“Insieme a Guido” è una collettiva fotografica con foto di soci ed ex soci dell’associazione Asadin, una mostra che ha al centro Guido ed il suo essere fotografo.

Guido non concepiva la fotografia solo come qualcosa di individuale, dava grande importanza all’aspetto aggregativo, al collettivo, al Noi. La fotografia era per lui anche un modo di fare gruppo, di coltivare amicizie, di coinvolgere gli altri alla sua passione per trasformarla in qualcosa di comune. Proprio da questo suo spirito nasce dieci anni fa l’associazione Asadin, c’era alla base la voglia di fotografare insieme, di imparare, insegnare, condividere. “Fotografare insieme” vuol dire comprendere e leggere il mondo da più punti di vista e con più sguardi, vuol dire anche divertirsi, conoscere, costruire, dialogare, dare e ricevere.

Questo Guido ha fatto nell’associazione che fondò insieme ad alcuni amici del suo territorio che condividevano questa passione. Il suo spessore umano, oltre che artistico e di persona impegnata socialmente e culturalmente, continuano a vivere in chi lo ha conosciuto ed incontrato, ma anche in chi ancora oggi si riconosce nelle sue idee e nel suo modo di concepire l’arte, la conoscenza e l’impegno.

L’associazione Asadin con la mostra “Insieme a Guido” ha deciso quindi di raccontare il legame che univa Guido a chi ha condiviso con lui il proprio percorso fotografico. In ogni foto della collettiva i fotografi rivelano il proprio punto di vista, sempre sacro in chi ha realizzato uno scatto, ma al contempo ogni fotografia racconta Guido. Sta all’osservatore cogliere il duplice livello: da un lato c’è il punto di osservazione ed il contenuto della foto che può essere un fiore, un panorama, un volto ritratto durante una processione religiosa, una luce ed un colore, dall’altro c’è il racconto di una storia di condivisioni e di amicizia, di un’esperienza dove la presenza di Guido è stata centrale.

Ogni immagine è fortemente “legata a Guido”, perché il fotografo ha scelto dal proprio archivio quella che gli parlasse di lui.

Per un fotografo rivedere e selezionare le proprie foto infatti può significare ricostruire se stesso e la propria storia, in questo caso significa anche ritrovare una storia comune.

La fotografia che ha la caratteristica principale di cristallizzare un momento e renderlo eterno, in questo caso, nell’incontro con Guido, rende la sua assenza una presenza viva, costruendo un percorso fatto di relazioni ed emozioni che non si interromperanno mai.

Evelin Costa e Massimo Russo Tramontana

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Foto sopra e foto in locandina di Pino Manzella

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La scuola a colori

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“La Scuola a colori” è un progetto realizzato da Casa Memoria in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Don Milani di Terrasini. 

Il progetto, appena concluso, ha messo al centro lo stare insieme, l’essere gruppo, l’amicizia e l’arte come libera espressione di creatività. 

 

Durante i vari laboratori di riciclo artistico, che hanno coinvolto tanti bambini della scuola, sono stati realizzati vari oggetti tra cui portacolori, giochi da tavola ed originalissimi bidoni per la differenziata. Come conclusione è stato creato un murale che affronta la relazione tra  passato, presente e futuro, la speranza, la costruzione di un domani migliore, l’accoglienza, l’amicizia e la ricchezza della diversità. La scuola rappresenta un’isola felice, espressione di una possibilità per tutti di crescita e riscatto.

 

Alla fine del progetto una grande festa nella quale ogni Laboratorio ha realizzato un saggio finale. I bambini hanno comunicato la gioia dello stare insieme e si sono pronunciati su che cosa abbia significato per loro pensare ad una scuola a colori, di tutti i colori, una scuola dove si  esprima la fantasia di ognuno, che sia luogo di conoscenza e di amicizia. 

 

Casa Memoria

 

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giovanni al casolare

Il Casolare sta cadendo a pezzi

giovanni al casolare

 

 

Lettera aperta

 

Al Governatore della Regione Sicilia Nello Musumeci, 

al Sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, 

all’Assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana Sebastiano Tusa.

 

Per conoscenza

 

Al Procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, 

al Presidente della Commissione regionale antimafia On. Claudio Fava

Ill.mi Governatore della Regione Sicilia Nello Musumeci, Sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa.

 

 

Su Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato è stato apposto il primo vincolo quale bene culturale testimonianza della storia collettiva e della lotta contro la mafia, decreto n. 2010 del 27 Agosto 2012 dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana.”

 

Come famiglia Impastato abbiamo ritenuto opportuno fare questo passaggio storico importante, rinunciare all’eredità e alla proprietà di un nostro bene, la casa dove si è svolta una parte rilevante della nostra storia, per metterlo a disposizione della collettività. Riteniamo sia un esempio educativo che possa contribuire a mantenere viva una memoria storica che non è soltanto quella di Peppino o circoscritta al territorio di Cinisi, ma è memoria di tutto il Paese. 

 

Purtroppo questo nostro gesto non è stato apprezzato e ricambiato né da parte della Regione, né dal Comune, l’esempio evidente è lo stato di abbandono in cui versa il Casolare che non è agibile e quindi visitabile.

Migliaia di persone arrivano a Cinisi da ogni parte del mondo per conoscere la storia di Peppino e dopo aver visitato Casa Memoria fanno il percorso dei cento passi verso la casa confiscata che apparteneva al boss Badalamenti, oggi aperta alla collettività come biblioteca comunale, sede di Radio cento passi e sala conferenze di Casa Memoria. Tutte queste persone chiedono soprattutto di visitare il Casolare, che potrebbe essere uno dei luoghi più frequentati d’Italia, dove è stato ucciso Peppino poi fatto esplodere sui binari poco distanti e dove ha avuto inizio il depistaggio.

 

Il Casolare oggi sta cadendo a pezzi. Il proprietario è complice di questo scempio, non prendendosi cura del luogo, non avendo rispetto per la figura e la memoria di Peppino e per la sensibilità di tutti coloro che credono in questa storia e nella crescita del nostro Paese, non volendo cedere il bene e chiedendo delle cifre sproporzionate rispetto al giusto valore economico. L’unica via d’uscita a questo punto, con un atto democratico nel rispetto della proprietà privata, dovrebbe essere l’esproprio da parte delle Istituzioni competenti, in questo caso il Comune di Cinisi o la Regione Sicilia, ma il Comune e la Regione sembrano totalmente disinteressati.

Noi riteniamo sia un fatto gravissimo e un’offesa a chi vuole ricordare e continuare a lottare per una società migliore e chiediamo al più presto possibile, perché già si è perso troppo tempo, che venga ripristinato e affidato alla collettività come luogo pubblico. 

 

In tutti questi anni come risposta alle nostre richieste abbiamo ricevuto solo chiacchiere e nessuna concretezza.

Si inizia nel 2003 durante la gestione commissariale del Comune di Cinisi, da parte dei commissari prefettizi viene posto un vincolo ritenendo il Casolare “bene di interesse storico-culturale”. L’area è destinata dal Comune ad attrezzature culturali e/o sociali art.30. 

 

Il 9 maggio del 2014 il Presidente della Regione Siciliana Crocetta, accogliendo parte delle richieste, dopo una petizione popolare, consegna il provvedimento di vincolo promettendo che a breve ci sarebbe stato l’esproprio che avrebbe consegnato il luogo alla collettività. Il governatore ha consegnato al sottoscritto la copia della delibera durante la visita al casolare, in contrada Feudo. 

Da quel momento il silenzio, nessun risultato positivo, solo promesse e prese in giro. 

 

Sono trascorsi quasi altri cinque anni ed oggi non si è in condizione di dare una risposta seria e concreta a migliaia e migliaia di persone che, anche in occasione del prossimo 9 Maggio, raggiungeranno il luogo dove è stato ucciso Peppino, così come hanno fatto negli anni precedenti. 

Speriamo che in occasione del quarantunesimo anniversario dell’assassinio di Peppino si cominci ad affrontare seriamente questa questione e risolverla nel più breve tempo possibile.

 

Giovanni Impastato

Famiglia Impastato

 

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