città a sei zampe

Il caso Eni a Gela raccontato da Andrea Turco a Cinsi – presentazione del libro “La citta’ a sei zampe”

città a sei zampe

 

Giovedì 6 Giugno 2019, ore 18.00 Andrea Turco presenterà il suo libro intitolato “La citta a sei zampe”, Villaggio Maori Edizioni, presso il bene confiscato ex Casa Badalamenti in Corso Umberto I, 183 a Cinisi. L’iniziativa è a cura dell’ass.ne RADIO AUT in collaborazione con l’Ass.ne Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.

L’incontro sarà aperto da Luisa Impastato (Casa Memoria). Coordina la serata Elio Teresi (Ass. RADIO AUT), sarà presente l’autore Andrea Turco.

Seguirà un aperitivo rinforzato.

Alle 21.00 Andrea Coco, fotografo 24 mm Studio Collective ed il movimento NO MUOS presentano “Turi Vaccaro, immagini e parole di un pacifista ribelle”.

In una terra che ogni giorno viene devastata da speculazioni mafiose e desertificazione industriale, ancora oggi qualcuno ha il coraggio di raccontarle ed il racconto significa resistere, proprio come scriveva Sepulveda.

In Italia esiste un antico e controverso rapporto tra industria, territorio e popolazione, e il caso Eni a Gela ne rappresenta la pietra miliare. Reportage e inchiesta sul territorio, per il territorio, il testo trasuda passione civile e rigore giornalistico, e una completezza d’indagine che non si lascia sfuggire nessuna delle questioni interessate: la storia della presenza Eni a Gela e le politiche industriali, l’impatto ambientale e gli “omissis” in materia di prevenzione e risanamento, la trasformazione urbana e simbolica della città, la retorica delle istituzioni e le promesse mancate, le memorie personali, la vita operaia e l’emergenza sanitaria. Storia pubblica e privata al contempo, attuale e paradigmatica, che racconta come l’azienda di Mattei abbia affondato le sue zampe nella città siciliana, modernizzandola e intrappolandola al tempo stesso.

Per me è il libro di una vita – ci racconta l’autore – nel senso che sentivo un’esigenza personale e collettiva insieme. Quella collettiva è dovuta al fatto che con la chiusura della raffineria nel 2014 terminava un ciclo, quello di Enrico Mattei, basato sul concetto che le risorse del territorio devono rimanere al territorio. In questo modo, invece, di quel sogno a Gela sono rimaste solo le scorie. Personalmente, poi, volevo raccontare le vicende industriali attraverso l’ottica working class, cioè da figlio di operaio che prova a contestualizzare gli effetti sulla popolazione di politiche industriali calate dall’alto. E mi fa ancora più piacere parlarne a casa Badalamenti, in una storia di antimafia che è stata anche ribellione al padre e a un destino già scritto“.

Andrea Turco è nato a Gela nel 1985. Si diploma come perito chimico. Dopo tre anni di peripezie in giro per l’Italia, nel 2012 si laurea in Giornalismo per Uffici Stampa all’Università di Palermo con una tesi sul gioco d’azzardo in Sicilia che diverrà un libro, pubblicato a ottobre 2014 per la casa editrice Sicilia Punto L, dal titolo Fate il loro gioco. Ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali: da I Quaderni de L’Ora a radio100passi fino a la Repubblica Palermo. Da tre anni scrive per il sito di informazione Meridionews e dal 2016 è entrato a far parte della redazione palermitana.

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Mostra i RI-SCATTI UMANI a Cinisi presso ex Casa Badalamenti (Concorso fotografico Guido Orlando – Premio Peppino Impastato)

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Le foto selezionate per la mostra RI-SCATTI UMANI, a cura dell’ass.ne Asadin e Casa Memoria sono ancora esposte a Cinisi in Corso Umberto I, 183, presso il bene confiscato ex Casa Badalamenti.

Le 10 foto sono state selezionate tra le tante arrivate per la III Edizione del Concorso fotografico Guido Orlando – Premio Peppino Impastato. La giuria era composta, per il terzo anno consecutivo, da Tano D’Amico, Franco Seggio e Pino Manzella. Oltre al vincitore del concorso altre 4 foto hanno ricevuto una menzione speciale. La premiazione è avvenuta a Cinisi la sera dell’8 Maggio durante le iniziative del 41° anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato.

Nella stessa serata si è svolto il Premio Musica e Cultura a cura dell’Associazione Musica e Cultura e di Casa Memoria, assegnato a Maurizio Capone e Mimmo Lucano, con la presenza sul palco di Luciano De Blasi e i Sui Generis e Chiara Effe. E’ stato presentato il libro CHANGE YOUR STEP”. 100 ARTISTI – LE PAROLE DEL CAMBIAMENTO. Il libro cross-mediale di Musica contro le mafie a cura di Gennaro De Rosa ed infine si è svolto il Premio letterario a cura di Mama Dunia e Casa Memoria.

Le foto ancora esposte nella sala del piano terra dell’ex casa Badalamenti hanno centrato il tema dei ri-scatti umani. Ecco di seguito l’elenco dei fotografi selezionati per la mostra ed il breve racconto dei loro scatti.

Gregorio Paone (Vincitore del Concorso fotografico Guido Orlando – Premio Peppino Impastato). La foto si intitola “Las Patronas, anche i sogni viaggiano”. Nel piccolo paesino rurale di Amatlan de Los Reyes, nello stato di Veracruz (Messico), vive un gruppo di donne note come “Las Patronas”. Queste donne nel 1995 si confrontarono con il tema della migrazione, scoprirono infatti che i giovani appesi ai vagoni di un treno merci, divenuto famoso con il nome “tren de la muerte” o più semplicemente “La Bestia” (per la quantità di vite umane divorate), disperatamente bisognosi di cibo e acqua, erano migranti centro americani alla ricerca di una vita migliore negli Stati Uniti. Da 24 anni queste donne e le loro famiglie condividono quotidianamente il loro cibo con questi migranti. Sono più di un milione le persone ad aver ricevuto cibo, acqua e speranza. Las Patronas preparano e distribuiscono centinaia di porzioni di fagioli e tortillas. Quando del treno si sente ancora solo il fischio, cominciano a correre per prendere posizione accanto ai binari con i sacchetti in mano pronti per essere presi letteralmente al volo dai migranti a bordo della “Bestia” in corsa.

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Giuseppe Maione (menzione) ha realizzato la foto intitolata “Bronx di San Giovanni a Teduccio” che ritrae Taverna del Ferro a Napoli, un quartiere di edilizia pubblica composta da due grandi edifici a blocco ravvicinati tra loro, noto col toponimo di Bronx per le caratteristiche sociali che hanno da sempre afflitto la popolazione residente.

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Giuseppe Sabella (menzione) ha realizzato la foto intitolata “L’abbraccio”, realizzata durante i Misteri di Trapani nel 2017.

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Lucia Zullo (menzione) ha realizzato la foto intitolata “Garage Italia”. Garage Italia è un progetto realizzato dalla Onlus “Bambini nel Deserto”, si tratta di una scuola di formazione in meccanica a Ouagadougou (Burkina Faso). Questo progetto è nato dalla richiesta diretta proveniente dalla società civile e dalle agenzie governative burkinabè per trovare una soluzione a favore dei «bambini di strada» che vanno aumentando sempre più nelle principali città del Burkina Faso.

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Alessio Coser (menzione) ha realizzato la sua foto nel 2017 in un centro di accoglienza realizzato in alcune caserme dismesse. Lo scatto racconta la collaborazione tra ospiti, volontari e operatori nell’orto comunitario. Attualmente il centro di accoglienza è chiusi, si è interrotto così il processo di integrazione che si stava portando avanti.

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Giovanni Di Lorenzo ha realizzato la foto intitolata “Salvami” durante uno sbarco a Porto Empedocle. Ha messo in risalto il rapporto tra soccorritori e migranti.

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Salvo Alibrio ha realizzato la sua foto in relazione alla vicenda Sea-Wach 3 bloccata sulle coste siracusane lo scorso mese di Gennaio 2019.

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Sonia Pennino ha realizzato la sua foto nell’ambito di un progetto che racconta il mondo dei non vedenti e ipovedenti attraverso le testimonianze dirette di undici persone che, pur nella loro condizione, svelano grande forza dedicandosi all’espressione artistica in tutte le sue forme.

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Rosalia Di Maggio e Sebastian Torres hanno realizzato la foto intitolata “DIVISADERO, NIÑOS EN EL RIO” Scattata nel 2015 durante la permanenza al Divisadero (Salta, Argentina), territorio appartenente ai Diaguitas Calchaquí.

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Ringraziamo tutti i partecipanti al concorso, anche i non selezionati per aver dato il loro prezioso contributo.

Evelin Costa

Casa Memoria

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diritti

Peppino è di chi crede nelle sue idee

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Veniamo a conoscenza e visioniamo un video elettorale pubblicato il 22 Maggio sulla bacheca di un ex personaggio televisivo attualmente candidato con il movimento 5 stelle alle elezioni europee.

Il video in questione è stato girato davanti la casa di Peppino Impastato e di mamma Felicia, negli orari di chiusura di Casa Memoria, gestita dall’ass.ne Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato Onlus.

Il candidato dichiara nel video che a Casa Memoria “non era mai venuto e che teneva moltissimo a venirci durante la campagna elettorale.” Riteniamo che questa sia una strumentalizzazione di Peppino Impastato e della sua storia, in linea con la strumentalizzazione attuata il 9 Maggio durante le manifestazioni per l’anniversario dell’uccisione mafiosa di Peppino, da tre esponenti del medesimo partito che si presentarono con le telecamere al casolare, al cimitero e al corteo. Furono poi giustamente allontanati prima da Umberto Santino (Presidente del Centro Impastato) e poi da Giovanni Impastato. Ribadiamo che non vogliamo che nessun partito politico speculi su Peppino Impastato, soprattutto i partiti che sono al governo e che stanno attuando politiche orientate verso un clima di odio sociale, razzismo, censura e derive neofasciste, idee distanti da ciò per cui si è battuto Peppino.

Il candidato in questione, per portare avanti la sua personale campagna elettorale, afferma nel video che Peppino è un “patrimonio di tutti”. Si, riteniamo che Peppino sia di tutti, in primo luogo di tutti coloro che ne rispettano le idee, non rendendolo un’icona svuotata della sua stessa essenza: la lotta alla mafia portata avanti da Peppino era strettamente legata a degli ideali politici e ad un impegno sociale dal basso, ad una visione del mondo, all’antifascismo ed alla lotta contro l’oppressione e per i diritti umani. Peppino è anche di tutti coloro che lo hanno sostenuto in questi anni non facendo passerelle politiche, persone come la mamma di Peppino, il fratello Giovanni ed i suoi familiari, i compagni di Peppino, Umberto Santino e Anna Puglisi col Centro Impastato, che hanno portato avanti un percorso di verità e giustizia, che hanno lottato al processo anche quando erano soli ed isolati, sono questi i nostri riferimenti e le persone che difendono Peppino veramente da ogni strumentalizzazione.

Casa memoria è una realtà da sempre aperta, ospitiamo mondi diversi tra loro, il mondo cattolico, le scuole, gli attivisti, gente impegnata ogni giorno nel sociale e le nostre porte sono aperte a visitatori di tutta Italia e del mondo che vogliono conoscere veramente chi era Peppino, con cui instauriamo un dialogo profondo, fondato sulla lealtà e la comunanza.

Quindi riteniamo che venire a Casa Memoria quando è chiusa, senza incontrare chi ogni giorno la tiene aperta, accompagnati da esponenti locali che in passato (quasi tutti) non si sono mai impegnati per Peppino, sia un gesto che si commenta da sé.

Luisa Impastato dichiara: “Non abbiamo nulla contro gli elettori che hanno votato il movimento 5 stelle, alcuni li conosciamo e sappiamo che molti speravano solo in un cambiamento, vorremmo che abbracciassero quei valori di giustizia sociale, impegno antirazzista, lotta per i diritti umani che noi portiamo avanti. Li invitiamo a riflettere sulle scelte del movimento e del governo che non vanno in questa direzione, con queste persone siamo aperti a un dialogo leale, come con tutti.

Casa Memoria Impastato

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No-Mafia-studenti

Iniziative per ricordare il Giudice Giovanni Falcone

No-Mafia-studenti

 

Il 23 Maggio Casa Memoria sarà aperta, come tutti i giorni, per raccontare la storia di Peppino Impastato. Ricorderemo anche il Giudice Falcone Francesca Morvillo e gli agenti della scorta uccisi dalla mafia.

Precisiamo che come Casa Memoria non stiamo organizzando nessuna manifestazione a Cinisi, ma aderiamo a due iniziative:

  • La manifestazione indetta dall’ ANPI Palermo e ARCI Palermo sul luogo dell’attentato “Casina No Mafia”, a Capaci, a partire dalle 10,00, “per ribadire che su lotta alla mafia, al razzismo e al neofascismo non è consentito alcun passo indietro”. Link https://www.facebook.com/events/357927934842968/
  • La manifestazione delle ore 16.00 con concentramento davanti il Vittorio Emanuele III organizzata dal Movimento Studentesco dei Picciotti di Palermo, contrari alla presenza di Salvini a Palermo. Link https://www.facebook.com/events/2170131073056151/

 

Non parteciperemo alle celebrazioni all’aula bunker in linea con quanto dichiarato da Giovanni Impastato e da Umberto Santino (Centro Impastato) perché riteniamo inscindibile dall’impegno antimafia anche l’impegno antifascista, antirazzista e per i diritti umani, volendo reagire al clima di censura e all’autoritarismo incarnato da questo governo.

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Dona il tuo 5 per mille a Casa Memoria

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Cari amici e amiche

Vi chiediamo di donare il vostro 5×1000 all’Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.

Grazie a voi sarà possibile continuare a tenere aperta la porta di Casa Memoria per ricordare mamma Felicia e Peppino Impastato. Sarà possibile mantenere quell’impegno di verità intrapreso da Felicia, che ha scelto di aprire la sua casa per parlare del figlio raccontandone gli ideali e la sua lotta antimafia.

La mafia si sconfigge con la cultura e non con le armi”, questo diceva Felicia e noi cerchiamo di rendere la sua casa un luogo di cultura, memoria, impegno ed idealità.

Ogni giorno incontriamo centinaia di ragazzi e ragazze, continuiamo a far vivere la voce di Peppino e a trasmettere il suo messaggio contro la mafia, contro ogni forma di oppressione e per la giustizia sociale.

Come useremo il vostro 5 per mille

  • Per organizzare la iniziative del 9 maggio in occasione dell’anniversario dell’assassinio mafioso di Peppino Impastato: dibattiti, incontri, musica, arte, teatro, corteo.
  • Per organizzare le iniziative del 7 dicembre in memoria di mamma Felicia.
  • Per garantire il percorso dei 100 passi e raccontare la storia di Peppino alle nuove generazioni.
  • Per finanziare i costi di mantenimento di Casa Memoria, non usufruendo l’associazione di nessun contributo pubblico e privato.
  • Per potenziare i nostri mezzi di comunicazione, migliorare l’organizzazione e il fundraising.

Grazie di cuore a tutti voi, vi aspettiamo a Cinisi tutti i giorni (tranne la domenica) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30, Casa Memoria, Corso Umberto I, 220.

Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CU, Unico) trovate il riquadro per la SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF.

Firmate e inserite il codice fiscale dell’Associazione 97253040824 nello spazio dedicato al “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale ecc”.

Casa Memoria Impastato

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Foto di Massimo Russo Tramontana, 9 Maggio 2019

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Cadaveri eccellenti i delitti irrisolti di Palermo, inaugurazione dell’ installazione. Con Giovanni Impastato

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Domani 21 maggio si inaugurerà la mostra intitolata “Cadaveri eccellenti. I delitti irrisolti di Palermo: nell’archivio del giornale L’Ora tracce e indizi” all’interno della Biblioteca centrale della Regione Siciliana (corso Vittorio Emanuele). Tra gli invitati sarà presente anche Giovanni Impastato.

 

Nella busta sul delitto di Piersanti Mattarella, è conservata la foto della Fiat 127 utilizzata dai killer, ancora senza nome: si vede la targa che i magistrati di Palermo hanno cercato di recente, perché porta a un covo dell’estrema destra, quella targa è scomparsa. Nella busta sull’omicidio di Peppino Impastato, ci sono le foto della scena del delitto (e del depistaggio), le uniche rimaste, perché quelle del sopralluogo fatto dai carabinieri non si trovano più. Un articolo sul fallito attentato all’Addaura al giudice Falcone riferisce invece il racconto di un testimone: il borsone di tanti misteri fu portato dagli scogli, non dal mare. Nell’archivio del giornale L’Ora di Palermo, custodito alla Biblioteca centrale della Regione Siciliana, sono conservati indizi e tracce attorno agli omicidi eccellenti di Palermo, quelli rimasti senza un colpevole. Da Mauro De Mauro e Pietro Scaglione a Piersanti Mattarella, da Gaetano Costa a Nino Agostino, Paolo Giaccone. Il giornalista Salvo Palazzolo ha esaminato le buste dell’archivio L’Ora sui cold case di Palermo e ha realizzato una mostra con i tasselli dei gialli che hanno segnato la storia d’Italia. 

 

L’installazione si intitola: “Cadaveri eccellenti. I delitti irrisolti di Palermo: nell’archivio del giornale L’Ora tracce e indizi”. Nove pannelli in cui sono fissati stralci di articoli, foto e poi appunti con i dati che emergono dalle più recenti carte giudiziarie, la conferma di quegli spunti raccolti tanti anni fa. La mostra, allestita all’interno della Biblioteca centrale della Regione Siciliana (corso Vittorio Emanuele), sarà inaugurata giorno 21 maggio, con un dibattito a cui parteciperanno il vice direttore de L’Ora Franco Nicastro, il prefetto di Palermo Antonella De Miro, e alcuni familiari delle vittime, Enzo Agostino, Giovanni Impastato e Antonio Scaglione. L’installazione sarà visitabile fino al 19 luglio. Dopo tante vicissitudini – iniziate già all’indomani della chiusura del giornale, alla vigilia delle stragi Falcone e Borsellino – l’archivio de L’Ora è stato acquisito dalla Biblioteca centrale della Regione Siciliana. L’indice delle “buste” della cronaca è oggi on line, dopo un complesso lavoro di catalogazione. “Questa biblioteca continua il suo ruolo di archivio della memoria di Palermo per le generazioni presenti e future”, dice il direttore, Carlo Pastena. “Il giornalismo d’inchiesta de L’Ora resta uno strumento prezioso per scavare ancora nei misteri di Palermo – commenta Salvo Palazzolo – quei cronisti ci insegnano la cura del dettaglio, la necessità di cercare sempre nuove fonti, diverse da quelli ufficiali, ci ricordano che ancora oggi il giornalismo deve vivere di racconti sul campo, di curiosità, di analisi”.

 

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23 Maggio in ricordo di Giovanni Falcone

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In merito al 23 Maggio precisiamo che come Casa Memoria non stiamo organizzando nessuna manifestazione a Cinisi, ma che il 23 Maggio, come tutti i giorni, Casa Memoria sarà aperta per discutere di legalità, di lotta alla mafia e giustizia sociale nel nome di Peppino Impastato.

 

Siamo contrari alla presenza di Salvini a Palermo per ricordare il Giudice Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta uccisi dalla mafia. Riteniamo infatti inscindibile dall’impegno antimafia anche l’impegno antifascista, antirazzista e per i diritti umani. Per questo non parteciperemo alle celebrazioni all’aula bunker.

 

Sosteniamo i tanti giovani e gli studenti palermitani che si stanno impegnando in questi giorni, ed anche giorno 23, in iniziative contro la censura e l’autoritarismo incarnato da questo governo, contro la mafia, l’oppressione e la repressione e per la libera espressione.

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Insegnante sospesa perche’ non censura gli studenti. Solidarieta’ a lei ed ai suoi allievi

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Diamo la nostra solidarietà alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria che insegna Italiano presso l’Istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, sospesa per 15 giorni dall’ufficio scolastico provinciale, con l’accusa di non aver vigilato sul lavoro degli alunni di 14 anni che nella giornata della memoria avevano presentato una videoproiezione accostando la promulgazione delle leggi razziali del 1938, al decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. La sospensione con stipendio dimezzato è stata attuata al termine di una ispezione ministeriale cominciata dopo alcuni post sui social ed in particolare dopo il tweet dell’attivista neofascista Claudio Perconte che rivolgendosi al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti scriveva: “Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?”. Il giorno successivo la sottosegretaria leghista ai Beni culturali Lucia Borgonzoni è intervenuta su Facebook rispondendo: “se è accaduto realmente andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dall’insegnamento. Già avvisato chi di dovere”. Dopo è arrivato il procedimento disciplinare.

 

E’ un episodio che mette in luce il clima di tensione che stiamo vivendo. Un clima razzista e fascista in cui non si è più liberi di esprimere idee diverse dalle politiche del governo. E’ una vicenda gravissima che colpisce un’insegnante, ma soprattutto attacca il libero pensiero degli studenti. Secondo l’accusa gli insegnanti dovrebbero avere il ruolo di supervisionare ed eventualmente censurare i propri alunni.

La scuola dovrebbe invece stimolare i ragazzi a diventare persone consapevoli e libere di esprimersi, non certo automi incapaci di contestare il potere. Se questi ragazzi hanno fatto il parallelismo tra leggi razziali e decreto sicurezza, non andavano censurati, ma ascoltati ed accompagnati alla riflessione.

Noi sosteniamo la professoressa che non ha fatto altro che svolgere il suo ruolo di educatrice e questi studenti che stanno reagendo e si stanno formando come persone libere.

 

foto da internet

 

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Di antimafia, antirazzismo e antifascismo

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L’antifascismo, l’antirazzismo, ed il rispetto dei diritti umani sono una discriminante per la lotta antimafia che portiamo avanti in nome di Peppino. 

Siamo aperti da sempre a tutte le forze democratiche, agli attivisti impegnati nel sociale ed in ambiti culturali, al mondo cattolico, a tutti quelli che lottano contro mafia, fascismo, razzismo e per i diritti umani.

 

Lo abbiamo espresso da sempre affermando “contro mafia e fascismo resistenza”, lo abbiamo ribadito questo 25 aprile. L’8 Maggio abbiamo ospitato Mimmo Lucano che ha raccontato la sua importante esperienza di accoglienza ed il modello di economia alternativa fuori dalle logiche mafiose sperimentato a Riace. Mimmo Lucano dopo essere stato a Cinisi è stato invitato all’Università La Sapienza a Roma, è entrato in aula tra applausi e cori, difeso dagli studenti antifascisti che lo hanno protetto da un raduno di 50 estremisti di Forza Nuova, che avrebbero voluto impedirgli  di intervenire e che hanno schiaffeggiato uno studente davanti alla biblioteca nazionale di Castro Pretorio. Questo odio nei confronti di chi si dedica agli altri e questo clima di tensione ci preoccupano davvero.

 

Abbiamo incontrato anche Alessandra Sciurba che ha raccontato l’esperienza di salvataggio di esseri umani in mare con Mediterranea. Per aver soccorso cinquanta migranti il comandante ed i componenti dell’equipaggio sono stati indagati ed è stata sequestrata la nave Mare Jonio.

Siamo da sempre con chi si impegna facendo propri i valori di solidarietà, libertà e giustizia sociale. Siamo liberi da ogni appartenenza partitica, ma crediamo importante prendere posizioni politiche molto chiare in continuità con l’eredità lasciataci da Peppino.

 

Riteniamo che in un momento storico come quello che stiamo vivendo non si possa prescindere dall’antifascismo, che è al centro della democrazia del nostro paese e della nostra Costituzione e non possiamo non reagire di fronte a scelte politiche razziste e disumane. Vogliamo porre una riflessione seria su quello che sta succedendo e sollecitare chi si riconosce nelle idee di Peppino a dissociarsi da tutto questo, a prendere posizione contro il razzismo ed a difendere i diritti umani. 

 

Non si può giustificare un ministro che ha deciso di tenere in ostaggio nel porto di Catania 180 persone salvate dall’annegamento e l’equipaggio del pattugliatore della marina militare Diciotti, e allo stesso modo non si può giustificare chi ha negato l’autorizzazione al processo per il suddetto ministro.

 

Noi riteniamo che la difesa e la dignità degli esseri umani venga prima di tutto. Per questo continueremo a dare la nostra solidarietà e sostegno a realtà come quella di Mimmo Lucano a Riace e Mediterranea #conriace #savinghumans

 

In foto Mimmo Lucano e Alessandra Sciurba l’8 Maggio a Cinisi

 

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Torneo-Memorial di Calcio dedicato a Peppino Impastato alla 5° edizione

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Anche quest’anno l’ACD di Cinisi, guidata da Andrea Lo Faso, ha organizzato nei giorni del 9 maggio, in collaborazione con Casa Memoria, un torneo-memoriale di calcio rivolto ai bambini, intitolato a Peppino Impastato. Il torneo è giunto alla sua 5° edizione.

L’entusiasmo dei bambini ha un grandissimo valore ed il Memoriale di calcio è ormai una tra le più significative e gioiose iniziative di queste giornate di memoria e impegno dedicate a Peppino, che amava molto il calcio e ne riconosceva la valenza sociale.

Lo sport ha un ruolo aggregativo, formativo e valoriale molto importante, è ambito di confronto, dà la possibilità di costruire relazioni e di educare alla comunità.

I ragazzi coinvolti appartenevano a quattro categorie: 2008, 2009, 2010, 2011/12. Hanno partecipato 64 squadre e quasi mille bambini provenienti da tutta la Sicilia. Sono state disputate un centinaio di partite tra il Ground e Gazzara, all’insegna del divertimento e della sportività.

Tutte le gare sono state dirette dagli arbitri ASI.

Ecco i primi 4 classificati delle categorie:

2008

1 – Città di Carini

2 – Libertas Borgetto

3 – Città di Cinisi

4 – Cei

2009

1 – Team Calcio

2 – Adelkam

3 – Città di Cinisi

4 – CEI

2010

1 – Tieffe nero

2 – Animosa Corleone

3 – Tieffe Bianco

4 – Castellamare

I più piccolini nati nel 2011/12 sono stati premiati tutti indistintamente.

La più grande vittoria è aver trasmesso lo spirito di squadra, il rispetto degli altri ed il divertimento vissuto insieme.

Ringraziamo ancora Andrea Lo Faso, Mister e organizzatore e l’ACD di Cinisi, al prossimo anno!

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