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Manifestazione antifascista, per la pace e l’inclusione a Trappeto, seguendo i passi di Peppino Impastato e di Danilo Dolci

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Domani 19 Gennaio 2020 alle ore 9.00 l’appuntamento a Trappeto in Piazza Trapani per una manifestazione antifascista, pacifista, per l’inclusione e la difesa dei valori costituzionali.

“Abbiamo deciso di farci anche noi promotori – dice il presidente di Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, Luisa Impastato – perché crediamo fermamente nel valore costituzionale dell’antifascismo e nella democrazia cari a Peppino e anche a Danilo Dolci, che proprio a Trappeto ha portato avanti le sue pratiche non violente”.

Questa manifestazione nasce dalla reazione, da parte di varie associazioni del territorio, all’episodio accaduto il giorno prima dell’Epifania a Trappeto, quando il gruppo locale di forza nuova, alla presenza del Sindaco e della Vicesindaco, ha donato delle calze nere ai bambini del paese. Queste calze, come abbiamo scritto il giorno successivo, avevano un aspetto inquietante. L’iniziativa che si dichiarava come un gesto benevolo diretto ai bambini, era in realtà un’azione di propaganda politica da parte di una forza reazionaria; riteniamo che le Istituzioni debbano sostenere i luoghi e le persone che si impegnano per la lotta alla mafia, per difendere i valori costituzionali di libertà e democrazia e non supportare manifestazioni promosse da forze politiche non in linea con i Valori della nostra Costituzione.

La passeggiata antifascista e pacifica di domani è stata promossa da associazioni e società civile che quotidianamente si rifanno a questi valori, quelli che nel nostro territorio sono stati affermati da Danilo Dolci e Peppino Impastato, veri esempi di giustizia sociale ed impegno dal basso.

Peppino Impastato partecipò alla Marcia della Protesta e della Speranza nel Marzo del 1967 indetta da Danilo Dolci, il loro impegno era dalla parte dei disoccupati, degli sfruttati, dei contadini, per la difesa del territorio, entrambi erano antifascisti e lottavano contro l’oppressione mafiosa.

La nostra passeggiata sarà in loro nome, i loro passi saranno i nostri.

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SANREMO STORY – 60 anni di canzoni, la misteriosa morte di Tenco, l’impegno civile

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L’anniversario della scomparsa di Luigi Tenco, che ci ha lasciati nella notte tra il 26 ed il 27 gennaio 1967, ed il 70° anniversario del Festival della canzone italiana ci offrono l’occasione per ricordare la figura di Tenco e fare una riflessione sul Festival e le contestazioni degli anni ‘60 e ‘70.

Domenica 26 gennaio dalle ore 16.30, presso il bene confiscato ex casa Badalamenti a Cinisi in Corso Umberto I, 183 ed in diretta facebook sulla pagina di Casa Memoria Impastato, affronteremo questi temi e ricorderemo Luigi Tenco con gli interventi di Claudio Porchia, Aldo Colonna, Giovanni Impastato, Massimo Minutella e Salvo Ruvolo. Coordina Evelin Costa (Casa Memoria).

Claudio Porchia presenterà il suo libro “Sanremo Story” ripercorrendo la storia del Festival di Sanremo con particolare attenzione al periodo che va dagli anni ‘50 agli anni ’70. Analizzerà poi il linguaggio del Festival, il passaggio dalla radio alla tv, il rapporto con la storia del costume del Paese.

Con Giovanni Impastato parleremo del Festival della Canzone e del suo rapporto con l’impegno civile e sociale, dalle contestazioni alla nascita della Rassegna Tenco.

Parleremo con Aldo Colonna del suo libro “Atti relativi alla morte di Luigi Tenco”, dedicato alla morte del cantautore ed ai tanti misteri che ancora l’accompagnano: la tesi del suicidio che non ha mai pienamente convinto la famiglia ed i suoi tanti fans.

Massimo Minutella e Salvo Ruvolo affronteranno la storia della musica dagli anni ’70 ad oggi e l’impegno di Casa Memoria in continuità con quella che fu l’esperienza del Circolo Musica e Cultura.

 

Sanremo story:

Una divertente storia dei primi 25 anni del Festival della Canzone Italiana, ospitati dal casinò di Sanremo dal 1951 al 1976, che rappresenta l’occasione per ricordare un evento che ha segnato non solo la storia della canzone, ma anche quella del costume del nostro paese. Non c’è nostalgia, perché il racconto supera la cronaca per entrare nell’antropologia di quei volti e quelle canzoni, che sono parte del nostro patrimonio collettivo. Nelle fotografie e nei testi, che le accompagnano, c’è la nascita di una nazione: a partire dalla lettera che la Rai inviò alle case discografiche nel 1950, invitando a partecipare con canzoni in lingua italiana, in tempi in cui si preferiva il dialetto. Il libro si apre con una seducente e divertente prefazione di Bruno Gambarotta, che racconta con ironia gli anni vissuti sul palco dietro la telecamera, ed è impreziosito dalle stimolanti interviste a Dario Fo sul ControFestival del 1969, che illumina l’atmosfera di quegli anni, e al fotografo Alfredo Moreschi, che svela i segreti dietro le quinte. Non mancano le spruzzate di humor del cartoonist Tiziano Riverso, autore di 20 disegni. Un libro per tutti, vicini e lontani, giovani e meno, che aiuto a capire la nascita di un rito, che si ripete ogni anno per una settimana.

                                              

“Atti relativi alla morte di Luigi Tenco”:

è il punto di approdo di una ricerca cominciata molti anni fa sulla base documentale di relazioni medico – legali e di perizie balistiche che smentirebbero clamorosamente la tesi suicidaria. Luigi Tenco non si sarebbe suicidato, ma sarebbe stato ucciso con le modalità proprie di un’esecuzione. Una pistola che compare e scompare dalla scena del crimine come in un gioco delle tre carte, un biglietto d’addio infarcito di errori grammaticali e senza senso, unico foglio di tre che la famiglia si è sempre rifiutata di sottoporre a perizie più stringenti. Tenco voleva svelare le presunte combines che orientavano i risultati del Festival di Sanremo in una conferenza-stampa, ma il suo idealismo – sembrano suggerire le carte – andò a scontrarsi con il clan dei Marsigliesi.

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Buon compleanno Franca Viola!

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In Sicilia abbiamo esempi bellissimi di donne coraggiose che hanno fatto scelte importanti; sono un modello per tutte le donne che vogliono essere libere e che scelgono di stare fuori dalle logiche patriarcali, dalle consuetudini della tradizione e dalle imposizioni mafiose.

Mandiamo i nostri più affettuosi auguri a Franca Viola che oggi compie gli anni. Lei rappresenta uno di questi esempi.

Nata ad Alcamo nel 1948, quando aveva 17 anni, nel 1965, venne rapita da Filippo Melodia, nipote di un mafioso di Alcamo. Segregata per otto giorni in un casolare, subì violenza. Il suo aguzzino mise in atto la così detta “fuitina forzata”, una consuetudine per una società patriarcale in cui l’uomo poteva abusare di una donna e costringerla al matrimonio per “salvare l’onore” suo e della famiglia di provenienza.

Franca Viola è stata la prima donna che ha denunciato e rifiutato il “matrimonio riparatore”, dando così coraggio alle altre donne e contribuendo all’abrogazione dell’articolo 544 del codice penale che permetteva di estinguere il reato di violenza carnale con il matrimonio riparatore. Per noi la sua storia è una storia di lotta per la libertà.

Ogni giorno a Casa Memoria parliamo di un’altra donna fondamentale, mamma Felicia, che ha lottato contro la mafia in difesa del figlio, ma che già prima dell’uccisione di Peppino aveva detto di “no” ad un matrimonio combinato e si era ribellata alla possibilità che le venisse imposta la “fuitina forzata”, e dopo aver sposato per amore il marito Luigi, gli  impedì di far entrare nella sua casa i suoi amici mafiosi (da “La mafia in casa mia” libro a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino).

E’ anche grazie a donne come loro che oggi abbiamo raggiunto alcuni obiettivi come genere femminile, che possiamo impegnarci per cercare una strada di autoemancipazione ed una vita dignitosa e libera.

Buon compleanno Franca!

Evelin Costa

Casa Memoria

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Foto da internet, in alto Franca Viola da ragazza, sotto Franca Viola oggi.

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5 GENNAIO il compleanno di Peppino

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Domenica 5 Gennaio dalle ore 16.30, in occasione del 72° compleanno di Peppino Impastato, sarà realizzato un collegamento in diretta dal salone del bene confiscato ex Casa Badalamenti, trasmesso sulla pagina Facebook di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

https://www.facebook.com/CasaMemoriaFeliciaePeppinoImpastato/

A coordinare la giornata la giornalista Silvia Buffa di Meridionews che prima realizzerà una lunga intervista a Giovanni Impastato, fratello di Peppino, e poi raccoglierà i contributi degli attivisti/e di Casa Memoria e dei compagni/e di Peppino. L’iniziativa è aperta al pubblico. 

 

Siamo contenti di poterci collegare con i tanti amici ed amiche che ci seguono quotidianamente da tutta Italia tramite i nostri canali social, che vengono a trovarci appena possono alla Casa Museo e che, in particolar modo Giovanni Impastato, incontra durante le sue frequenti tappe in giro per tutto il territorio nazionale.

 

Questo 5 Gennaio, Peppino avrebbe compiuto 72 anni, purtroppo la sua vita e la sua intensa attività di denuncia, lotta alla mafia, impegno culturale, sociale e politico dal basso sono state interrotte a causa del dominio mafioso. Grazie a mamma Felicia, ai familiari ed ai compagni di Peppino, la voce e gli ideali di Peppino continuano a vivere ed a crescere. 

 

Casa Memoria è aperta ed ospita ogni giorno centinaia di giovani grazie all’impegno di una nuova generazione che, pur non avendo conosciuto Peppino, ne porta avanti le idee; grazie a questo lavoro sono tanti i ragazzi e le ragazze che si ispirano al coraggio di Peppino ed alla sua storia di libertà.

Saremo contenti di ascoltare gli aneddoti e le parole di chi ha vissuto in prima persona questa vicenda tra le più importanti della storia della lotta alla mafia.

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