Western a Mafiopoli – fumetto

Western a Mafiopoli

Oggi in edicola con Il Fatto Quotidiano trovate il fumetto Western a Mafiopoli dedicato a Peppino Impastato, firmato da Luca Scornaienchi, con disegni di Luca Ralli, è il tredicesimo e ultimo numero della collana di graphic novel “Chiedi chi erano gli eroi” (PaperFirst).

La prefazione è di Giovanni Impastato ed all’interno, nella sezione “punti cospicui”, si trovano anche alcuni documenti e carte processuali.

Cinisi che si trasforma in palcoscenico perfetto di una guerra tra indiani e cowboy dove Tano Badalamenti prende le forme reali di Tano Seduto. Radio Aut, il racconto continuo della lotta alla mafia. Una storia consegnata alla Storia, quella di Peppino. Una storia che diventa Storia di diritti, giustizia sociale e guerra incondizionata a Cosa Nostra, una guerra di bellezza contro una “montagna di merda”

Tanto Vale – Immagini e parole di Valentina Di Mercurio. “Chi sono gli eroi?”. Ricordando oggi il coraggio di Rita Atria e di quanti hanno scelto giustizia e libertà.

Questa riflessione sul coraggio, raccontataci con immagini e parole da Valentina Di Mercurio, ci dà oggi l’occasione per ricordare insieme al Giudice Paolo Borsellino anche la giovanissima Rita Atria, testimone di giustizia, che collaborò con Borsellino e che si uccise il 26 Luglio del 1992, a pochi giorni dalla strage di Via D’Amelio.

Anche Rita dimostrò il suo grande coraggio quando, a soli 17 anni, dopo l’uccisione del padre e del fratello che erano affiliati alla mafia, decise, insieme alla cognata, di denunciare gli assassini e affidarsi alla magistratura ed in particolare al giudice Borsellino, la cui scomparsa fu per lei un duro colpo. La solitudine di questa ragazza è dimostrata anche dal difficile rapporto con la madre che, non accettando la sua scelta, la rifiutò anche dopo la morte.

Con queste vignette ricordiamo il coraggio e l’umanità di Rita, dei giudici, giornalisti, sindacalisti, uomini e donne di scorta, di Peppino e mamma Felicia, di tanti attivisti e di tutti coloro che quotidianamente sfidano le proprie paure e l’indifferenza per costruire una società giusta e libera.

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IN RICORDO DEL GIUDICE PAOLO BORSELLINO

Oggi 19 luglio 2020 ricordiamo il Giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina uccisi nel 1992 nella strage via D’Amelio.

Dopo tanti anni non si è ancora fatta chiarezza sulla verità riguardante questa strage, che dopo 28 anni ha ancora molti punti oscuri.

Il Giudice, pur consapevole di ciò a cui andava incontro, non smise mai di combattere la mafia e, come ha affermato il fratello Salvatore, “non si tratta solo di fare memoria, ma di lotta perché ogni volta dobbiamo ricordare che a ucciderlo non è stato il nemico, bensì il fuoco che proveniva dalle sue spalle, da chi doveva combattere insieme a lui”.

Paolo Borsellino affermava che “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”, su questo ancora oggi è necessario riflettere.

Come Casa Memoria non smetteremo mai di ricordare chi si è battuto contro la mafia e contro le connivenze tra questa e le parti deviate dello Stato e della politica.

Chiediamo verità e giustizia per costruire una società libera.