Tanto Vale: immagini e parole di Valentina Di Mercurio – Gennaio 2021

Valentina Di Mercurio ci regala il suo racconto in immagini e parole dell’impegno di Casa Memoria Impastato durante il mese di Gennaio di questo nuovo anno, il 2021. Dalle iniziative per il compleanno di Peppino, all’articolo su San Patrignano e quello in occasione della Giornata della Memoria, fino ad arrivare alla consegna delle chiavi del casolare confiscato ai Badalamenti.

#digitalsketch #peppinoimpastato #tantovale #casamemoriaimpastato #ilcoraggiodellamemoria #casolare #sanpa #nonsolosanpa

Consegnate a Casa Memoria Impastato le chiavi del bene confiscato ai Badalamenti.

Oggi il Comune di Cinisi ci ha consegnato le chiavi del Casolare di c/da Napoli ed insieme ad G.A.L. Golfo di Castellammare ha formalizzato un accordo con Casa Memoria Impastato per l’utilizzo di questo bene confiscato alla famiglia Badalamenti e già ristrutturato con fondi pubblici che, per un cavillo burocratico, rischiava di tornare nelle mani del figlio di Don Tano, il quale, la passata estate, aveva forzato la serratura per riappropriarsene.

Quello di questa mattina è stato un altro grande simbolico passo, un momento importante di riscatto, non solo per la nostra storia, ma per quella del paese di Cinisi e di chi si impegna nella lotta alla mafia. Abbiamo accolto la proposta del Sindaco di dedicare l’immobile a mamma Felicia. Aver ricevuto le chiavi del caseggiato per noi significa impegnarci affinché non ritorni mai più ad essere proprietà di Leonardo Badalamenti, ma divenga un bene comune utile allo sviluppo del territorio e della collettività.

Ass.ne Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

Accordo per la gestione del Casolare che non sarà ceduto a Badalamenti jr. Difendiamo il Bene Comune

Giorno 28 Gennaio 2021 alle ore 11.00 presso la sede del Municipio di Cinisi, sottoscriveremo l’accordo di collaborazione per l’utilizzo del Casolare di C/da Napoli con il Comune e il G.A.L. Golfo di Castellammare. Vogliamo impegnarci affinché questo bene, che è stato confiscato e ristrutturato con fondi europei, possa finalmente essere fruito dalla collettività e, soprattutto, mai ritorni ad essere proprietà di Leonardo Badalamenti, figlio di Don Tano, che non solo non ha rinnegato le scelte del padre, ma le ha perpetrate: lo scorso agosto è stato arrestato dalla DIA con un mandato di cattura internazionale del 2017 per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica. Badalamenti jr ha mostrato di non aver rinunciato ai metodi fondati sulla prepotenza e la prevaricazione anche in occasione dell’ormai noto episodio avvenuto durante la passata estate riguardante proprio il casolare in argomento. E’ fondamentale oggi tornare a ribadire l’importanza della legge n. 109/96 per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, il significato che può avere intaccare il patrimonio economico dei mafiosi, simbolo del potere criminale sul territorio, trasformandolo in “patrimonio comune”, destinato alla collettività per fini di utilità pubblica, di crescita condivisa e sostenibile.

Se il caseggiato di contrada Napoli tornasse a Leonardo Badalamenti sarebbe una sconfitta per tutti: per Cinisi che merita il suo totale riscatto, per quelle persone che hanno dato la propria vita lottando contro la mafia e per i tanti giovani che vogliono credere nella Giustizia e nella Democrazia. Per questo abbiamo accettato la proposta del Sindaco di Cinisi e del G.A.L., l’obiettivo è che questo immobile possa essere utile allo sviluppo del territorio e della comunità, far parte dei percorsi di memoria e impegno, e divenire un luogo in cui riflettere sul tema del contrasto alle mafie e dello sviluppo di una cultura alternativa fondata sulla libertà e la giustizia sociale.

 

Ass.ne Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

Servizio Civile a Casa Memoria Impastato e al No mafia Memorial

Potete presentare la vostra candidatura fino alle ore 14:00 del 15 febbraio 2021 per svolgere il Servizio Civile presso Casa Memoria Impastato e al No mafia Memorial. L’invito è rivolto a ragazzi e ragazze tra i 18 e i 29 anni non compiuti. Vi aspettiamo!

Per info e contatti https://www.movinazionale.it/serviziocivile     serviziocivile@movinazionale.it

Potete leggere il bando su www.serviziocivile.gov.it

e candidarvi con lo spid su: domandaonline.serviziocivile.it

 

Il figlio di Don Tano denuncia il Sindaco di Cinisi. Difendiamo il bene comune.

Leonardo Badalamenti figlio di Don Tano, boss mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, ha denunciato ai Carabinieri il Sindaco di Cinisi, con la pretesa di riappropriarsi del casolare di contrada Uliveto a Cinisi.

Il bene nel 2010 era stato assegnato al Comune di Cinisi dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati, successivamente ristrutturato con 370 mila euro di fondi europei ottenuti attraverso il Gal del Golfo di Castellammare per svolgervi attività utili al territorio; la confisca era stata revocata nel luglio del 2020 dalla Corte d’Assise di Palermo, per un errore nel provvedimento con cui lo Stato lo aveva sottratto a Don Tano che lo ricevette in dono dalla sorella negli anni 70.

A Leonardo Badalamenti, tornato in libertà dopo che lo scorso agosto era stato arrestato dalla DIA in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso nel 2017 dall’autorità giudiziaria di Barra Funda (Brasile) per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica, non è bastato essersi introdotto nel casolare a luglio con la forza, rompendo il catenaccio del cancello. Era seguito uno scontro con il Sindaco Giangiacomo Palazzolo e l’intervento dei Carabinieri con conseguenti denunce e allontanamento. Il figlio di Don Tano ha denunciato il Sindaco su cui la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo chiedendo ai carabinieri di interrogarlo «come persona nei cui confronti vengono svolte indagini», stando al verbale redatto ieri nei suoi confronti. Palazzolo aveva anche dichiarato: “il signor Badalamenti non riavrà mai il suo bene perché esiste una legge che ci consente di trattenerlo al patrimonio di Cinisi e dei suoi cittadini”.

Diamo la nostra solidarietà al Sindaco Giangiacomo Palazzolo “portato” in caserma dall’accanimento di Leonardo Badalamenti non intenzionato a rinunciare a un bene precedentemente destinato alla collettività che sicuramente non gli sta a cuore quanto i propri interessi personali.

Ci colpisce immaginare quest’uomo, non certo esempio di legalità, rifugiatosi in Sud America durante la seconda guerra di mafia e latitante dal 2017 con un ordine di arresto per traffico di droga e ad agosto arrestato dalla DIA, entrare nelle caserme e negli uffici delle Istituzioni per ottenere ciò che vuole, dopo averci già provato con la prepotenza. Ci auguriamo che il Casolare di contrada Uliveto possa finalmente essere utilizzato dalla collettività, anche perché sono stati spesi soldi pubblici per ristrutturarlo dopo la confisca. Ci auguriamo anche che le iniziative di Badalamenti jr non abbiano seguito da parte delle Istituzioni, un esito diverso sarebbe una sconfitta per tutti e non sapremmo con quali parole spiegarlo ai tanti giovani che quotidianamente incontriamo per trasmettere loro fiducia nella Giustizia e nella Democrazia, contro la mafia e per il bene comune.

 

Ass.ne Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

Centro Impastato – No mafia Memorial

Associazione Peppino Impastato

Non solo SanPa

In questi giorni abbiamo letto diversi commenti riguardanti SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano, la serie televisiva che racconta la storia della comunità di recupero di San Patrignano, fondata nel 1978 a Coriano da Vincenzo Muccioli. La docu-serie ha suscitato un interessante dibattito, per contribuire abbiamo chiesto ad Anna Polgatti, educatrice della Comunità Casa del Giovane di Pavia dove coordina una comunità per adolescenti con problemi sociali e di dipendenza, e amica di Casa Memoria, di raccontare la sua esperienza per far conoscere realtà differenti. Viviamo anni in cui la droga non fa più notizia, Anna ci racconta quanto il fenomeno sia attuale ed emergenziale e riguardi tanti giovanissimi.

 

Più di cinquant’anni fa un sacerdote pavese, d. Enzo Boschetti, sceglieva di dedicare la sua vita all’accoglienza dei più fragili, senza fissa dimora, immigrati, persone abbandonate dai più tra cui i primi tossicodipendenti a cui la sera di nascosto apriva la porta dei locali dell’oratorio per offrir loro un posto dove dormire. Un’accoglienza nata lontano da logiche di potere e guadagno, semplicemente con una forte fiducia incondizionata nell’Uomo e nel potere curante e riabilitativo di una proposta di vita differente.

Erano tempi in cui lo Stato assente non si interessava di quella che sarebbe negli anni diventata una piaga sociale, utile per estemporanee campagne elettorali e troppo spesso per chi ricercava facili consensi sulle spalle di persone disperate. Tempi in cui sono nate differenti risposte che miravano agli stessi obiettivi, ma che hanno avuto filosofie di intervento, metodi e parabole storiche differenti, rischiando di far diventare la presa in carico della dipendenza in certi casi una mera azione di contenimento e in altri di riduzione del danno.

‘Liberare la libertà’ è la risposta che ancora oggi cerca di offrire la comunità ‘Casa del Giovane’ di Pavia, consapevoli che la lotta alla dipendenza va costruita a partire dalla libertà del singolo, attraverso la proposta di un progetto non meramente assistenziale, ma promozionale che miri al recupero di una vita equilibrata e dignitosa per tutti.

In questo periodo storico la droga non fa più notizia, non è un business appetibile né uno sponsor interessante per i politici. Eppure i boschetti dello spaccio sono sempre più brulicanti di giovanissimi, c’è un ritorno prepotente dell’eroina (ma se n’è mai andata?) ed una sempre crescente quanto drammatica normalizzazione dell’uso.

Spesso il ritornello comune è ‘se la sono cercata’, senza contare quanto abbiamo tolto a questi ragazzi ancora prima che nascessero, con l’offerta di una vita passiva in cui sopravvivere e galleggiare diventa l’unico obiettivo.

Manca la proposta di situazioni forti, di un impegno civile, sociale, etico che possa veramente far sentire protagonisti di un cammino collettivo, sostenuto da testimoni credibili e coinvolgenti, portatori di forti valori universali. Quella progettualità condivisa che può dare le risposte che troppo spesso oggi tanti giovani ricercano nell’isolamento del mondo ovattato e lacerante delle sostanze, dove ogni emozione è spenta, ogni slancio vitale cancellato, ogni relazione annullata, ogni progettualità futura inesistente.

È un ambito delicato in cui non ci si può non compromettere: l’accoglienza della sofferenza richiede una consapevolezza grande, una preparazione umana e professionale, che implica il desiderio di andare incontro al disagio senza rinchiudersi in comodi e facili schemi mentali, in progettifici fini a se stessi e in risposte stereotipate.

Il forte dibattito sollevato in questi giorni può diventare trampolino importante di revisione di un sistema di cura, in cui la dipendenza fatica a trovare spazio e comprensione, in cui troppo spesso si delega all’improvvisazione e ai buoni sentimenti, ma davanti alla disperazione della gente non ci si può permettere leggerezza.

Il bene va fatto bene, oltre i personalismi e le ricerche di incenso individuale, oltre le logiche di potere e di guadagni economici. È ora di ricominciare a mettere al centro l’uomo con le sue fragilità, ma soprattutto con le sue risorse. La prevenzione è oggi la miglior cura, dobbiamo ricominciare a valorizzare i territori e spingere i singoli cittadini a prendersene cura, sviluppando una nuova coscienza civica di impegno e azione concreta, lontana dal lamentismo imperante, permeata di desiderio di cambiamento.

Anna Polgatti

#nonsolosanpa #Sanpa #lottaalledipendenze #casamemoriaimpastato

 

Foto archivio di Anna Polgatti

Tanto Vale: immagini e parole di Valentina Di Mercurio – buon compleanno Peppino!

Ecco la vignetta di Valentina Di Mercurio per il compleanno di Peppino Impastato, che oggi avrebbe compiuto 73 anni se la mafia non avesse interrotto la sua vita e la sua lotta.

Vi aspettiamo oggi alle ore 17:00 in diretta su

https://www.facebook.com/CasaMemoriaFeliciaePeppinoImpastato

con Ada Assirelli, Carlo Bommarito, Antonio Fanelli, Giovanni Impastato, Luisa Impastato, Claudia Pinelli, Umberto Santino, Mimma Scigliano, Evelin Costa. Vi aspettiamo!

#digitalsketch #peppinoimpastato #tantovale #casamemoriaimpastato

Il coraggio della memoria: PEPPINO 73° COMPLEANNO

Giorno 5 Gennaio 2021 alle ore 17:00 in occasione del 73° compleanno di Peppino Impastato, un’iniziativa in diretta sulla pagina

https://www.facebook.com/CasaMemoriaFeliciaePeppinoImpastato

promossa dall’ass.ne Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, Associazione Peppino Impastato, Centro Impastato – No mafia Memorial, Mama Dunia, Navarra Editore, Radio 100 Passi.

Interverranno: Ada Assirelli, Carlo Bommarito, Antonio Fanelli, Giovanni Impastato, Luisa Impastato, Claudia Pinelli, Umberto Santino, Mimma Scigliano. Modera Evelin Costa.

Peppino Impastato quest’anno avrebbe compiuto 73 anni se la sua vita e la sua attività di lotta alla mafia, impegno culturale, sociale e politico non fossero state dolorosamente interrotte dalla violenza della mafia. Il suo messaggio continua a vivere grazie a chi ne ha raccolto il testimone: sua madre Felicia, i familiari, i compagni/e di Peppino, il Centro Impastato, gli attivisti e attiviste. Casa Memoria in questo periodo molto difficile per tutti, segnato dalla pandemia da covid 19, è chiusa per rispettare l’ultimo dpcm, ma le attività di chi si impegna in nome di Peppino non si sono mai interrotte, ed anche questo momento di incontro è un’occasione per ritrovarsi, condividere, far crescere lo spirito comunitario e mettere al centro le idee di Peppino, fondate sulla lotta alla mafia, l’antifascismo, la giustizia sociale, la libertà.