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Giovanni Impastato: “Occorre difendere gli spazi della democrazia”

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PRATO. Un’intensa giornata pratese per Giovanni Impastato, fratello di Peppino, spirito libero siciliano vittima della mafia.

Ad accoglierlo Luca Soldi, a nome del Coordinamento Provinciale Libera di Prato, che ha salutato Giovanni “fratello di quel martire della legalita e dell’impegno civile che è stato suo fratello Peppino”.

La mattina è trascorsa insieme ad oltre 300 ragazzi delle scuole medie di Prato, Vaiano e Vernio, assìstendo alla proiezione del film ” I cento passi “, nella sala grande di Omnia. Numerosi gli interventi dei ragazzi che hanno costretto a protrarre oltre il limite la durata dell’incontro. La sala è stata messa a disposizione grazie al contributo della sezione soci Prato di Coop e della sua responsabile Fiorella Astori.

Il pomeriggio dopo una visita alla mostra di Palazzo Pretorio, insieme all’assessore Ciambellotti, il fratello di Peppino Impastato si è recato nel salone del consiglio comunale per il saluto della città e delle autorità civili e militari.

I saluti della città sono stati portati dal presidente del consiglio comunale Ilaria Santi e dall’assessore all’Istruzione Maria Grazia Ciambellotti. Anna Giannerini, del Coordinamento di Prato ha portato i saluti di Libera agli intervenuti “Giovanni Impastato è qui per dare un messaggio di speranza – ha sottolineato, in apertura, la presidente Santi – e di fiducia. Questo momento storico c’è stato, fa parte del nostro passato. Non dobbiamo dimenticarlo: anzi dobbiamo trarne il giusto insegnamento per migliorarci e unire le forze nella lotta all’illegalità”. “L’incontro – ha aggiunto l’assessore Ciambellotti – non intende, semplicemente, ricordare ciò che è accaduto ma è un’occasione di analisi e di crescita per tutti quanti. Siamo qui per formare i cittadini di domani. E’ quindi necessario prendere l’esempio di Peppino e farlo nostro. Educare al rispetto è un compito a cui non possiamo e non dobbiamo sottrarci. E in questo processo le istituzioni e la scuola possono fare moltissimo”.

Al termine dei saluti iniziali ha poi preso la parola Giovanni Impastato, che ha ripercorso brevemente – di fronte agli allievi – la vita di Peppino e il suo sacrificio nella battaglia contro i capi mafiosi. Il giovane cronista, fondatore di Radio Aut, fu ucciso a Cinisi, in Sicilia, nel 1978. “Dobbiamo ringraziare Peppino ma anche tutte le persone, compresi gli uomini delle istituzioni, che non ci sono più e che hanno contribuito a portare avanti la lotta alla criminalità organizzata – ha esordito Giovanni Impastato -. E’ fondamentale fare rete, uscire dalle nostre case, vigilare: gli spazi di democrazia all’interno di questo Paese debbono essere difesi a tutti i costi. Ecco perché il messaggio di mio fratello continua ad essere attuale. Non arrendiamoci. Manteniamo sempre alta l’attenzione per fare in modo – ha concluso – che non sia troppo tardi”.

Il pomeriggio Giovanni ha proseguito il suo giro incontrando i ragazzi del CCR di Vaiano e Cantagallo accompagnati dagli amministratori delle due città e da Roberta Roberti come referente di Libera.

La sera si è concluso l’incontro con una cena offerta dal Circolo Arci di Cafaggio il cui ricavato è stato devoluto alla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato. La serata è stata presentata dalla dottoressa Chiara Cannella del Coordinamento Libera di Palermo” .

Articolo tratto dal giornale web:  Il Tirreno Edizione Prato {jcomments on}

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