
Foto e testo di Paolo Chirco
Memoria e solidarietà: Cinisi per Gaza
Foto e testo di Paolo Chirco
A Cinisi raccogliamo il grido che arriva dal mare: «Ora continuate voi, a terra». L’appello lanciato dalla flottiglia umanitaria, aggredita e ostacolata nella sua missione di aiuto, non può restare senza risposta. È un grido che chiede ascolto e azione, un invito a scegliere da che parte stare.
Rispondiamo con la voce della solidarietà, quella che attraversa le differenze e diventa impegno comune. Uniamo la nostra voce a quella soffocata della popolazione di Gaza, che resiste tra macerie e assedio. Davanti alla violenza cieca che ha colpito le imbarcazioni della flottiglia, non basta l’indignazione: serve l’azione collettiva, serve trasformare la memoria in pratica quotidiana, il dolore in resistenza civile.
Per quattro giorni, le associazioni locali che hanno aderito all’iniziativa hanno dato vita a un presidio cittadino davanti alla biblioteca comunale, nell’ex casa Badalamenti: un luogo di memoria che diventa spazio di solidarietà, in sostegno al popolo palestinese e alla Global Sumud Flotilla. Presidio animato da iniziative in continuo aggiornamento.
Non restiamo a guardare.
Cinisi rilancia quell’appello portandolo nelle piazze, nei luoghi di incontro, nelle parole condivise. Non possiamo permettere che un potere arrogante e sterile zittisca la speranza e continui a tenere in ostaggio la comunità civile.
Nei volti ormai scavati dal tempo dei compagni storici di Peppino vive la memoria delle iniziative intraprese da lui e dal suo gruppo durante la guerra del Vietnam: anche allora, in un paese addormentato, la sfida era rompere il silenzio e scuotere le coscienze. L’attivismo di quella stagione, fatto di lotta, denuncia e solidarietà internazionale, rimane un esempio radicato nella storia politica di Cinisi e continua a ispirare le nuove generazioni.
Da questa terra, il mare ci consegna una responsabilità: far vivere la solidarietà a terra, trasformarla in presenza concreta, voce collettiva, gesto che non si esaurisce. Cinisi oggi lo afferma con forza: noi ci siamo. Tocca a tutti, insieme, proseguire questo percorso. Restiamo umani.


