vito

Il nostro compagno, amico, fratello Vito Raspanti di Alcamo, con cui abbiamo costruito importanti percorsi di lotta e impegno, è partito con la Global Sumud Flottilla. Oggi ci ha inviato un messaggio dal mare. Parole che ci toccano in profondità e danno senso a quanto fatto in questi anni per difendere la memoria di Peppino.

Grazie Vito, buon vento a voi e al vostro immenso coraggio che ci illumina nei momenti di sconforto dandoci speranza e fiducia nell’umanità. Un affettuoso saluto e ringraziamento anche a Nino Rocca, attivista da tutta la vita, con cui c’è un profondo legame d’impegno costruito da tanti anni, che si sta unendo alla Flotilla per portare supporto alla popolazione palestinese.

“Compagne e compagni di Casa Memoria,

Vi scrivo pensando a Peppino. Vi scrivo da questa barca della Flottilla, guardando le stelle che di notte sembrano confondersi con il mare, e mi torna in mente lo spettacolo del nostro Golfo. Peppino è una di quelle stelle, una luce che non possono spegnere, una speranza che ci guida. Lui ci ha insegnato a guardare, a non girare la testa dall’altra parte, e noi oggi proviamo a fare lo stesso.

In questo viaggio ho pensato a lui. Anima viva, che odiava gli imbecilli, i burocrati, quelli sempre pronti a piegarsi al potente di turno. Peppino che sbeffeggiava dai microfoni della sua radio i mafiosi e i politici collusi, fratelli di sangue di coloro che oggi ordinano un genocidio a Gaza. Hanno lo stesso volto, la stessa arroganza, la stessa comoda stoltizia. Peppino aveva il suo microfono. Noi abbiamo questa barca.

La nostra rotta punta a Gaza, dove un popolo intero è intrappolato, senza acqua, senza cibo, senza luce. Ma la nostra navigazione attraversa anche il vostro mare, il nostro mare. Questo Mediterraneo è un cimitero, sorvegliato dagli occhi senza cuore dei droni di Frontex, che volano sopra la Sicilia militarizzata contando i morti dei fratelli e delle sorelle migranti. È lo stesso sistema di violenza e morte che Peppino ha combattuto. Noi ci stiamo ribellando a questa logica di morte.

Ci chiamano terroristi perché sogniamo un mondo diverso. Anche Peppino era considerato un terrorista da chi voleva farlo tacere. Ma noi, come lui, sappiamo da che parte stare. Siamo qui per incendiare le nostre parole, per far sentire la nostra voce e, se necessario, organizzare la degna rabbia. Lo facciamo con la nostra fragilità, con i nostri corpi che a volte cedono, ma sostenuti da un senso di comunità che diventa respiro. La nostra cura reciproca è il nostro atto politico, il nostro pugno alzato.

Vi porto nel cuore, porto con me ogni momento passato insieme. Potranno togliermi tutto, ma non mi toglieranno mai la luce della speranza. Quella luce è fatta anche di voi, delle vostre lotte che mi hanno insegnato ad amare nostra Madre Terra e nostra Sorella Mare. Quella luce è il sorriso di Peppino, la sua ironia tagliente, il suo coraggio.

Continuiamo a lottare. Ditelo ai giovani, che la pace si difende e la libertà non si dimentica. Ricordategli, come sapeva bene Peppino, che quando il popolo smette di avere paura, la caduta dei potenti è solo questione di tempo.

Animo compas, Peppino vive e lotta insieme a noi.
Viva la vita sempre!

Un saluto dal Mare

Vito”

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