locandina Felicia

 

 locandina Felicia

 Il 7 dicembre, a tredici anni dalla sua morte, una giornata dedicata all’impegno e coraggio di madre e di donna 

Giovedì 7 dicembre, a tredici anni dalla morte di Felicia Bartolotta Impastato, Casa Memoria, il Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato ed altre realtà associative del territorio, le dedicano a Cinisi una giornata di cultura e impegno.
Alle ore 17 presso l’ex casa Badalamenti l’incontro dal titolo: “Le donne parlano. Prima di Francesca Serio e Felicia”, sul ruolo delle donne nelle inchieste e nei processi al centro del libro di Umberto Santino, La mafia dimenticata. La criminalità organizzata in Sicilia dall’Unità d’Italia ai primi del Novecento. Le inchieste, i processi. Un documento storico, Melampo, Milano 2017.
A seguire la proiezione del video di Paolo Chirco Autobiografia postuma, quasi un testamento di Felicia Bartolotta Impastato e poi letture di testi su Felicia a cura di Francesca Randazzo, Vera Abbate, Cristina Cucinella, Mara Manzella, Stella Ciullo, Evelin Costa, Maria Concetta Biundo, Luisa Impastato, Felicia Vitale Impastato.
Interverrà poi Padre Armando Zappolini con una lettura tratta dal suo libro Un prete secondo Francesco. Concluderà Ines Schembri alunna dell’ IC Giovanni XXIII – Piazzi che reciterà la poesia di Umberto Santino “La matri di Pippinu”.
Felicia Bartolotta è una donna autenticamente siciliana, il cui principale merito è stato quello di aver reagito positivamente e con una forza inimmaginabile al terribile e doloroso sopruso subito, l’uccisione del figlio.
Da “donna vittima” ha saputo ribaltare la propria condizione divenendo “donna libera e protagonista”. Non è infatti ricordata soltanto per essere la madre di Peppino Impastato, ucciso perché combatteva la mafia, ma perché, ripercorrendo i passi del figlio, ha lottato per cambiare l’esistente, con coraggio, a viso aperto, tramite gli strumenti della giustizia e della legalità e soprattutto lo ha fatto aprendo la propria casa a tutte le persone, soprattutto i giovani che volessero conoscere la storia di Peppino e la sua lotta per la libertà e la giustizia sociale. Tra le frasi che mamma Felicia, fino agli ultimi suoi giorni di vita, rivolgeva ai ragazzi, la più importante è stata: “tenete la schiena dritta”. Il suo costante invito era quello a studiare e ad opporsi alla mafia non con le armi, ma con la cultura.
Felicia ha sfidato secoli di consuetudini, si è ribellata a un sistema schiacciante e oppressivo portato avanti da legami familiari e comunitari, è fuoriuscita da un vortice di violenza, omertà e paura, si è opposta a chi ha fondato il proprio potere con la prepotenza, ma anche a chi col silenzio se ne è da sempre reso complice o connivente.
Felicia ha creato un nuovo modo di fare comunità, una comunità fondata su valori di scambio, comunicazione, conoscenza, dialogo, amore, cultura e impegno. Il suo è stato un cambiamento concreto e dirompente che va preso da esempio.

Evelin Costa

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