Leonardo Badalamenti figlio di Don Tano, boss mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, ha denunciato ai Carabinieri il Sindaco di Cinisi, con la pretesa di riappropriarsi del casolare di contrada Uliveto a Cinisi.

Il bene nel 2010 era stato assegnato al Comune di Cinisi dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati, successivamente ristrutturato con 370 mila euro di fondi europei ottenuti attraverso il Gal del Golfo di Castellammare per svolgervi attività utili al territorio; la confisca era stata revocata nel luglio del 2020 dalla Corte d’Assise di Palermo, per un errore nel provvedimento con cui lo Stato lo aveva sottratto a Don Tano che lo ricevette in dono dalla sorella negli anni 70.

A Leonardo Badalamenti, tornato in libertà dopo che lo scorso agosto era stato arrestato dalla DIA in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso nel 2017 dall’autorità giudiziaria di Barra Funda (Brasile) per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica, non è bastato essersi introdotto nel casolare a luglio con la forza, rompendo il catenaccio del cancello. Era seguito uno scontro con il Sindaco Giangiacomo Palazzolo e l’intervento dei Carabinieri con conseguenti denunce e allontanamento. Il figlio di Don Tano ha denunciato il Sindaco su cui la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo chiedendo ai carabinieri di interrogarlo «come persona nei cui confronti vengono svolte indagini», stando al verbale redatto ieri nei suoi confronti. Palazzolo aveva anche dichiarato: “il signor Badalamenti non riavrà mai il suo bene perché esiste una legge che ci consente di trattenerlo al patrimonio di Cinisi e dei suoi cittadini”.

Diamo la nostra solidarietà al Sindaco Giangiacomo Palazzolo “portato” in caserma dall’accanimento di Leonardo Badalamenti non intenzionato a rinunciare a un bene precedentemente destinato alla collettività che sicuramente non gli sta a cuore quanto i propri interessi personali.

Ci colpisce immaginare quest’uomo, non certo esempio di legalità, rifugiatosi in Sud America durante la seconda guerra di mafia e latitante dal 2017 con un ordine di arresto per traffico di droga e ad agosto arrestato dalla DIA, entrare nelle caserme e negli uffici delle Istituzioni per ottenere ciò che vuole, dopo averci già provato con la prepotenza. Ci auguriamo che il Casolare di contrada Uliveto possa finalmente essere utilizzato dalla collettività, anche perché sono stati spesi soldi pubblici per ristrutturarlo dopo la confisca. Ci auguriamo anche che le iniziative di Badalamenti jr non abbiano seguito da parte delle Istituzioni, un esito diverso sarebbe una sconfitta per tutti e non sapremmo con quali parole spiegarlo ai tanti giovani che quotidianamente incontriamo per trasmettere loro fiducia nella Giustizia e nella Democrazia, contro la mafia e per il bene comune.

 

Ass.ne Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

Centro Impastato – No mafia Memorial

Associazione Peppino Impastato