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Da sempre ci poniamo dalla parte dei popoli e degli esseri umani, spesso inermi dinanzi alle scelte scellerate degli Stati e di chi (avendo forse l’ambizione di farsi Stato) si arroga di decidere per gli altri, di decidere al posto delle popolazioni usando metodi terroristici: bombe, uccisione di innocenti, terrore sono gli strumenti violenti del potere, quel potere che vuole espropriare i popoli della loro autodeterminazione e che non fa altro che colpire moltitudini di innocenti.
Da sempre ci costringono a scegliere tra Poteri, a scegliere tra guerra e terrorismo, ci rifiutiamo di farlo: noi stiamo con i popoli e dalla parte della loro resistenza per l’autodeterminazione e contro l’oppressione, contro il potere guerrafondaio e terrorista, siamo per la pace.

Per questo riteniamo intollerabile l’azione militare che Hamas ha posto in atto il 7 ottobre, un attacco che è arrivato nelle strade e nelle case, in un concerto, nei confronti di persone inermi, un attacco che avrà anche conseguenze enormi  per il popolo palestinese e che sta dando e darà vita a un conflitto che causerà tantissimi morti.
Allo stesso modo riteniamo intollerabile la politica di Netanyahu contro i diritti dei palestinesi. Violazioni che si susseguono da anni. La Palestina ha subito la colonizzazione di Israele, i suoi abitanti privati di diritti e terra. Persone innocenti, tra cui tanti bambini costretti a morire di stenti. Gaza  è stata trasformata in una prigione a cielo aperto, con una popolazione imprigionata nei propri confini e deprivata di ogni mezzo di sostentamento a causa dell’embargo.  Ignorare tutto questo e non ascoltare la voce dei popoli contribuisce anche al radicarsi di poteri e forze fondamentaliste che trovano consensi all’interno di una società devastata da decenni di sofferenze.

A Gaza, in questi giorni, come risposta al terrorismo, si stanno legittimando azioni disumane, la popolazione è senza acqua, luce e il cibo sta per terminare. Continuano ad essere uccisi civili, donne e bambini per ritorsione.
Chiediamo che la comunità internazionale si impegni a metter fine al conflitto che dura ormai da troppi anni, che ha mietuto vittime tra troppi innocenti, chiediamo che vengano riconosciuti i diritti dei palestinesi e che si avvii un processo di possibile coesione interetnica. Una cosa sola è chiara, non si costruisce uno Stato negando diritti, più di 70 anni di occupazioni militari, discriminazioni, confini imposti, etc. hanno portato solo guerra e odio. L’alternativa si può costruire solo tra i popoli che hanno bisogno di pace.

Casa Memoria Impastato

#restiamoumani

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