Riportiamo il racconto bello e sentito che Cristina Cucinella, attivista storica e vicepresidente di Casa Memoria, fa di Guido Orlando, uno dei fondatori della nostra associazione, compagno di lotta e impegno di Peppino Impastato e fotografo, purtroppo scomparso prematuramente undici anni fa. Per tutti noi Guido è un riferimento molto importante che cerchiamo di far vivere tra le mura di Casa Memoria; Cristina ha trascorso molto tempo con lui ed oggi continua a portare il suo messaggio, insieme a quello lasciatoci da Peppino e Felicia, a tantissimi giovani che incontra quotidianamente.

“Scorre veloce questo tempo che tutto muta,

il viso,

i capelli,

i corpi.

Come grovigli,

filo spinato e alberi immensi,

rigogliosi…

lì in fondo ce n’è uno…

solitario,

forse malinconico o semplicemente,

unico nel suo genere!!!”

Chi era Guido per me?

Un uomo “nobile”, innamorato della natura, delle sfumature del mondo e della bruttura dello stesso, un uomo che si batteva per i suoi ideali mettendo in prima linea l’essere umano.

Una presenza leggera che profumava di libertà, di accoglienza e condivisione…

Guido non era mica un “santo” ma la sua maturità ed il suo io più profondo lo portarono ad investire sui giovani, nei quali riponeva tutta la sua fiducia.

Dopo anni di lotte, di mal di pancia, di tragedie e coraggio, Guido, l’amico di tutti, ma mai l’amico degli amici, aveva già compreso l’importanza dell’impegno delle nuove generazioni.

A volte quando siamo troppo impegnati a guardarci, ad acclamarci e a dirci quanto siamo bravi e belli, perdiamo il senso di quello che stiamo facendo o meglio, perdiamo il vero obiettivo e allora con immensa ironia e tanta speranza c’era lui sempre lì a rimproverarsi e a rimproverare qualcosa che avremmo potuto fare meglio…

Le manifestazioni, guardarci in faccia, condividere ed amare la bellezza anche dentro “la terra nera”.

Io me lo ricordo Guido, così, con un suono di campanello e gli ingranaggi di una bici elettrica completamente sgangherata, da Terrasini a Cinisi prima ancora di posteggiare era il suono degli ingranaggi a preparare il suo arrivo.

Buongiorno come va?

Che possiamo fare oggi?

Guido ci sono persone vai ad accogliere, non se ne parla proprio, fallo tu che sei bravissima…

Mi ascoltava in un angolo appoggiato alla credenza della signora Felicia mentre accoglievo la gente…non si faceva vedere per paura che mi agitassi o confondessi, ma quando terminavo ad accogliermi c’erano i suoi applausi, “brava aaaaaa”, sembri una professoressa, ma come fai?

Questo “come fai” mi lasciava perplessa, ogni volta chiedevo perché tanto stupore in fondo stavo raccontando una storia, sicuramente con emozione e pathos ma è comunque una storia che non avevo vissuto in prima persona e preferivo di gran lunga ascoltare le testimonianze degli amici, dei familiari e le sue…

Poi il mio stupore si trasformava in silenzio, meditazione perché ogni qual volta chiedessi di Peppino lo vedevo soffrire…

Per fortuna i compagni riuscirono ad intervistarlo ed abbiamo delle tracce importanti su Guido come il documentario riportato su DVD da Paolo Chirco.

Guido si aggirava in quelle stanze come se ne fosse il custode:

avete spento le luci, avete chiuso le finestre, non chiudete del tutto a chiave perché se chiamano di domenica io vado ad aprire!

Il suo numero era appeso ad una teca accanto la porta d’ingresso…

Chi era Guido Orlando? Un uomo onesto con gli altri e con se stesso… un amico fino alla fine di Peppino Impastato.

Quando ne parlava mi diceva che gli mancava tanto, spesso mi raccontava aneddoti che non scriverò neppure qui e che tengo gelosamente custoditi nel mio cuore, sui suoi viaggi, sulla sua famiglia e su quell’amico morto ammazzato…

Cristina Cucinella