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L’associazione Casa Memoria e la famiglia Impastato esprimono la propria solidarietà al compaesano Santi Palazzolo per la coraggiosa scelta che ha portato all’arresto del presidente della camera di commercio.

 

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Si respira un’aria buona da qualche giorno, un’aria migliore. E non perché hanno tolto, momentaneamente, l’immondizia dalle strade, ma perché c’è un dolce (ed è il caso di dirlo ) profumo di onestà e di solidarietà, un’aria pulita che può solo far del bene a questo paese.

Conosco la famiglia Palazzolo da tanto tempo, l’ho frequentata per anni, soprattutto perché uno dei migliori amici che io abbia avuto tra l’infanzia e l’adolescenza, e non solo, fa parte di questa famiglia; ciò che emerge, secondo me, conoscendoli, è la sensazione di avere difronte gente onesta, una famiglia retta su principi solidi, su valori veri, probabilmente legati anche a una profonda fede che li caratterizza, ma non una fede di chi si erge a detentore della verità rivelata da Dio, che dall’alto della (spesso presunta) morale, giudica gli altri o li addita come peccatori, ma una fede praticata, che si realizza nella loro quotidianità, che si trasforma in umiltà e senso del dovere.

Ed è probabile che alla base del gesto, non eroico , non incredibile, ma semplicemente giusto, portato avanti da Santi Palazzolo , ci sia stata proprio questa spinta ” mistica “. Hanno fatto il loro dovere, in una terra in cui anche solo provarci talvolta è un’utopia , in una terra in cui i diritti sono concessioni di favori, il suo gesto emerge e fa ” scruscio”.

Mi viene da pensare alla vicenda di Carmelo Ianni, vittima della mafia degli anni 80, ucciso perché si è messo a disposizione delle forze dell’ordine nell’arresto di alcuni esponenti della mafia internazionale, impegnata nel traffico di droga. Ucciso perché ha fatto il suo dovere.

L’affaire Palazzolo s’insinua invece in un contesto nuovo, in cui non è il  “mafioso” nell’accezione tradizionale, che chiede il pizzo, ma sono le autorità, gli organi preposti a tutelarci. Ma c’è del nuovo anche nella solidarietà che, come dicevo all’inizio, si respira in paese, l’indignazione della gente che si è schierata accanto a questa famiglia. E questa è una novità anche per noi, che come famiglia, dal 1978, siamo stati sempre, o quasi, isolati. Questo è un grande segno di cambiamento che noi salutiamo con vivo entusiasmo, con la speranza che le cose possano migliorare, che ( sarà anche una frase fatta, ma mai più vera ) l’unione fa la forza. La stessa speranza che riponiamo in chi di competenza, come gli amministratori, che non permettano alla famiglia Palazzolo di rimanere da sola.

Quindi un plauso a Santi, che ha aggiunto una bella nota di merito al nostro amato paese, e a quanti lo hanno sostenuto. Con l’augurio che non rimanga un caso isolato, ma che permetta a quanti ancora si piegano a questi abominevoli ricatti, per poter lavorare dignitosamente, di non compiere, dunque, gesta eroiche, ma di fare il proprio dovere.

Luisa Impastato

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